17/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo dieci anni di assenza la poliomielite torna in Namibia. E uccide dieci persone
La poliomielite ha fatto ritorno in Namibia. I casi sospetti di paralisi improvvisa sono ormai 47, dieci i morti. “Per noi è una sconfitta. Eravamo sempre più vicini a raggiungere la condizione di eradicazione della poliomielite” ha affermato il ministro della Salute Kalumbi Shangula, dopo l’annuncio dell’epidemia in corso.

Vaccino orale contro la poliomielite. Copyright - Who/P. Virot Infettati gli adulti. La prima segnalazione risale all’8 maggio: a Windhoek, una cittadina a circa 400 chilometri a sud della capitale, un uomo di 39 anni ha manifestato un inizio di paralisi, che solo successivamente è stata attribuita al poliovirus di tipo 1. Come il primo caso, anche i successivi si sono verificati soprattutto in persone già adulte, sopra i 20 anni di età. In Namibia la copertura con il vaccino contro la poliomielite varia da regione a regione fra il 60 e l’80 percento della popolazione. Questo significa che ci sono zone in cui solo sei persone su dieci sono protette dall’infezione. La vaccinazione dei bambini namibiani nei confronti della poliomielite è iniziata con regolarità a partire dal 1990 e l’ultimo caso registrato nel Paese risale al 1996. Non è ancora chiaro quale sia la causa che ha portato all’inizio di questa epidemia, dopo un decennio di assenza del virus, ma è probabile che le persone infettate, data l’età, non siano state vaccinate da piccole.

Conseguenze sulle gambe della poliomielite. Copyright - Who/P. VirotDall’India all’Angola. Il governo della Namibia ha programmato tre Giornate nazionali di vaccinazione, la prima delle quali il 21 giugno. L’obiettivo è raggiungere tutta la popolazione, due milioni di persone, e non solo, come ci si propone in genere, i piccoli sotto i cinque anni di età. Le analisi genetiche del poliovirus dell’epidemia namibiana hanno mostrato la sua provenienza dall’Angola dove, dopo un intervallo senza più casi di poliomielite dal 2001, lo scorso anno il virus ha nuovamente fatto la sua comparsa, arrivato dall’India. Secondo Oliver Rosembauer, dell’Organizzazione mondiale della sanità, dato che solo una persona su 200 portatrici del virus manifesta i sintomi di malattia, “è molto difficile attribuire l’epidemia a un individuo preciso, potrebbe essersi diffusa da un namibiano in visita in Angola durante l’epidemia in corso lì o un angolano in Namibia, o qualcun altro che ha visitato entrambi i Paesi”.

Un laboratorio di protesi per esiti di poliomielite in India. Copyright - Who/P. Virot Oltre 450 casi nel 2006. L’obiettivo di dichiarare tutto il mondo libero dalla poliomielite è ancora lontano. Nel solo 2006 i casi registrati, dal primo gennaio al 6 giugno, sono stati 372 in Nigeria, il Paese che da solo conta i due terzi di tutti i casi mondiali e rimane l’unica zona al mondo dove la trasmissione del virus non è sotto controllo. Seguono India, con 36 casi, Somalia (25), Afghanistan (10), Pakistan, Niger, Etiopia e Bangladesh (3), Indonesia (2) e infine Yemen, Myanmar, Repubblica Democratica del Congo e Nepal (1 caso). Con l’esclusione di Nigeria, India, Afghanistan e Pakistan, dove il poliovirus è endemico (locale, del Paese stesso), negli altri le epidemie dipendono dall’importazione dell’infezione da altre zone. “Alcuni si sono chiesti se l’eradicazione della poliomielite è possibile” ha scritto il direttore generale dell’Oms, Lee Jong-Wook, il giorno prima della sua morte improvvisa, avvenuta il 22 maggio. “Non ci possono essere dubbi. Possiamo farlo. E lo faremo”. Perché dopo la Namibia non ci siano altri Paesi a fare i conti con la ricomparsa della poliomielite, dopo anni di assenza.

 

Valeria Confalonieri

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