15/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



In Brasile, il parlamento sta discutendo un progetto di legge per parificare gli omofobi ai razzisti
di David Lifodi
 
 
Omosessuali in festaMentre nei paesi europei non esiste una legge organica e chiara che tuteli i diritti degli omosessuali, in Brasile il parlamento è avviato ad approvare un progetto di legge che tuteli il movimento e definisca l’omofobia come un delitto al pari delle discriminazioni razziali. Si tratterebbe del primo importante passo per combattere in modo sistematico l’omofobia in Brasile e dare un segnale forte contro le numerose aggressioni che negli ultimi mesi hanno colpito gli attivisti gay. Il progetto di legge 5003/01, presentato dalla deputata petista alla Camera e vice presidente del partito, Iara Bernardi, intende trasformare in crimine le discriminazioni dovute all’orientamento sessuale delle persone nello stesso modo con cui sta avvenendo per i pregiudizi razziali. 

Travestito brasilianoMomenti drammatici. «Riceviamo continue minacce per le nostre attività di sostegno ai movimenti omosessuali e io stesso negli ultimi anni sono stato oggetto di due attentati, tanto da spingere lo stato a darmi una scorta», spiegava nel febbraio 2005 Adamor Guedes, militante gay e presidente dell’Associação amazonense de gays, lésbicas e trangêneros (Aaglt), descrivendo l’ostilità dimostrata dalla popolazione, della sua città, Manaus, poco interessata, se non addirittura contraria all’opera di sensibilizzazione per i diritti della comunità gay. Nel settembre successivo il presidente dell’Aaglt fu ucciso a coltellate proprio a Manaus, in uno dei momenti più drammatici per tutto il movimento omosessuale. 
Fu solo l’inizio di una violentissima campagna contro gli omosessuali che portò, nei mesi successivi, all’uccisione a Rio de Janeiro di Claudio Alves dos Santos (anch'egli impegnato nella difesa dei diritti degli omosessuali) e, nel marzo scorso, ad aggressioni contro i lider delle associazioni che, a Curitiba, lavorano per combattere contro le discriminazioni di cui sono spesso oggetto gli attivisti gay. 

Contro il machismo.
L’ondata omofobica, esplosa con tutta la sua virulenza tra gli ultimi mesi del 2005 e l’inizio del 2006 ha spinto il governo Lula a intervenire. Se l’esecutivo non ha minimamente cambiato la politica economica brasiliana, attirandosi numerose critiche, il fatto che l’omofobia possa essere considerata dalla legge un reato rappresenterebbe un passo molto importante non solo per il Brasile, ma per tutta l’America latina, dove è ancora presente una forte componente machista.
 
Bacio fra omosessualiModerato ottimismo. Sono previste a breve le votazioni in merito a questo progetto di legge che però ha buone probabilità di essere approvato. Un moderato ottimismo si respira anche tra i militanti del movimento Gltb, riuniti nella Asociacìon brasileira de gays, lésbicas e trangêneros (Abglt) che, subito dopo le ultime aggressioni di marzo hanno svolto un’opera di pressione perché il progetto fosse inserito in tempi rapidi nell’agenda dei lavori del Parlamento, oltre ad incassare il sostegno di ben nove partiti, tra cui i socialdemocratici del partito socialdemocratico (Psdb), il Partito comunista brasiliano (PcdoB) e, ovviamente, il Partito dei lavoratori. 
Proprio il PcdoB è stato tra i più attivi nel lavorare con il movimento. Durante i primi giorni di aprile Aldo Rebelo, leader del partito e presidente della Camera, ha ricevuto trenta rappresentanti del movimento omosessuale impegnandosi personalmente a sottoporre il progetto di legge alle votazioni e ottenendo l’appoggio di 90 parlamentari favorevoli alla proposta di trasformare in reato l’omofobia.
 
Categoria: Diritti
Luogo: Brasile