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“Nei prossimi giorni ci sarà una grande battaglia”.
“Non è detto che domani ci sarà una grande battaglia, ma se non sarà domani,
sarà nei prossimi giorni”, ha spiegato il generale Freakley all’Associated
Press (Ap) nella base operativa dell’offensiva, stabilita in una struttura
appositamente creata nel distretto di Sangin, nel nord montuoso della provincia
di Helmand. “Attaccheremo simultaneamente il nemico su più fronti allo scopo di
creare confusione nella loro rete di comando e indurre i capi talebani a commettere
errori, esponendosi ai nostri attacchi”.
Occupare e bonificare il sud prima che passi alla Nato.
“Finora in questa regione – ha detto Freakley – la nostra presenza militare era
minima. Pensate che un anno fa, qui in Helmand, c’era solo una compagnia di
fanteria, vale a dire 150 soldati. I nemici potevano fare quello che volevano.
Oggi, solo in Helmand, ci sono 3.300 soldati britannici. Siamo arrivati in
una regione dove prima praticamente non c’eravamo”.
I 550 morti dell’ultimo mese sono stati solo l’aperitivo.
Freakley ha poi chiarito che l’operazione “Offensiva di Montagna”, pianificata
nell’ultimo anno e mezzo, in realtà è iniziata il 15 maggio con attacchi mirati
che hanno portato all’uccisione di almeno 550 combattenti talebani e – questo
il
generale non lo ha detto – di decine e decine di civili, donne e bambini. La
battaglia di Musa Qala (17 maggio) e i bombardamenti aerei sui distretti di
Panjwayi (21 maggio) e Kajaki (29 maggio) sono solo alcuni degli episodi che
hanno caratterizzato la prima fase dell’offensiva. Enrico Piovesana