Haiti, si intravedono cambiamenti positivi dopo la crisi che aveva piegato l'isola
Fa effetto, dopo tanti mesi,
vedere le lampadine che alla sera tornano ad accendersi nelle case
degli haitiani. La situazione è cambiata davvero, rispetto a dicembre
dello scorso anno quando le bande dei quartieri poveri della capitale
avevano fatto degenerare il conflitto interno in una guerra
Calma illusoria. Adesso sembra veramente che le cose stiano cambiando nell'isola caraibica. Il
neo presidente Renè Preval ha costruito un governo di larghe intese favorendo
anche la presenza di gruppi dell’opposizione. "Il quadro dei ministri voluto da
Preval non è del tutto esaltante, ma nemmeno terribile," spiega dall’isola il
giornalista Francesco Fantoli, mettendo a confronto quella che era Haiti un anno
fa rispetto a oggi. "Il presidente ha dovuto fare qualche concessione al partito
Lavalas (quello dell’ex presidente Aristide) per non abbassare il livello democratico
del suo operato, ed è stato abile a inserire nel governo qualche piccolo partito
dell’opposizione. Diciamo che quello di Preval potrebbe essere un governo democratico
e duraturo", commenta Fantoli, "gli impegni finanziari presi dalla comunità internazionale
nei confronti di Haiti sono stati tutti confermati e, in alcuni casi, si sono
rivelati maggiori del previsto".
Il lavoro di Preval, comunque, è molto difficile. L’obiettivo attuale del suo
mandato è quello di ricevere aiuti economici da paesi distanti politicamnete come
Venezuela, Canada e Usa. Fantoli spiega che "Certo. Preval deve tenersi aperte
tutte le porte. Siano quello dei cubani o dei nord americani. Insomma Preval è
stato molto abile".
I quartieri caldi. La miseria e la mancanza totale di lavoro, però, sono ancora al livello di guardia
soprattutto nei quartieri più poveri della capitale Port au Prince (come Citè
Soleile e Citè Militare), dove le bande fedeli all’ex presidente Aristide compiono
sequestri e omicidi.
"Nell’ultimo mese sono stati uccisi, e decapitati, due poliziotti e si sono verificati
anche sequestri di persona a scopo di estorsione, soprattutto nei confronti di
commercianti. Insomma nei quartieri la situazione sociale è ancora molto delicata"
dice Fantoli.
Nel frattempo il presidente venezuelano Hugo Chavez, ha inviato a Haiti diverse
petroliere cariche di greggio che hanno consentito una fornitura di energia elettrica
che non si verificava da diverso tempo. "Adesso abbiamo elettricità per almeno
setto o otto ore al giorno. Questo ha dato sollievo alla popolazione", commenta
il giornalista italiano, "se non ci fosse stata corrente gli haitiani non avrebbero
potuto vedere i campionati del mondo di calcio e questo fatto avrebbe causato
una vera rivoluzione. L’amore per il calcio di questo popolo è fuori da ogni logica.
Soprattutto perché tifano Brasile"