14/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Haiti, si intravedono cambiamenti positivi dopo la crisi che aveva piegato l'isola
Fa effetto, dopo tanti mesi, vedere le lampadine che alla sera tornano ad accendersi nelle case degli haitiani. La situazione è cambiata davvero, rispetto a dicembre dello scorso anno quando le bande dei quartieri poveri della capitale avevano fatto degenerare il conflitto interno in una guerra
 
Vita nella capitale Port au Prince nei pressi del palazzo presidenzialeCalma illusoria. Adesso sembra veramente che le cose stiano cambiando nell'isola caraibica. Il neo presidente Renè Preval ha costruito un governo di larghe intese favorendo anche la presenza di gruppi dell’opposizione. "Il quadro dei ministri voluto da Preval non è del tutto esaltante, ma nemmeno terribile," spiega dall’isola il giornalista Francesco Fantoli, mettendo a confronto quella che era Haiti un anno fa rispetto a oggi. "Il presidente ha dovuto fare qualche concessione al partito Lavalas (quello dell’ex presidente Aristide) per non abbassare il livello democratico del suo operato, ed è stato abile a inserire nel governo qualche piccolo partito dell’opposizione. Diciamo che quello di Preval potrebbe essere un governo democratico e duraturo", commenta Fantoli, "gli impegni finanziari presi dalla comunità internazionale nei confronti di Haiti sono stati tutti confermati e, in alcuni casi, si sono rivelati maggiori del previsto".
Il lavoro di Preval, comunque, è molto difficile. L’obiettivo attuale del suo mandato è quello di ricevere aiuti economici da paesi distanti politicamnete come Venezuela, Canada e Usa. Fantoli spiega che "Certo. Preval deve tenersi aperte tutte le porte. Siano quello dei cubani o dei nord americani. Insomma Preval è stato molto abile".
 
Il presidente Renè Preval durante un incontro ufficialeI quartieri caldi. La miseria e la mancanza totale di lavoro, però, sono ancora al livello di guardia soprattutto nei quartieri più poveri della capitale Port au Prince (come Citè Soleile e Citè Militare), dove le bande fedeli all’ex presidente Aristide compiono sequestri e omicidi.
"Nell’ultimo mese sono stati uccisi, e decapitati, due poliziotti e si sono verificati anche sequestri di persona a scopo di estorsione, soprattutto nei confronti di commercianti. Insomma nei quartieri la situazione sociale è ancora molto delicata" dice Fantoli.
Nel frattempo il presidente venezuelano Hugo Chavez, ha inviato a Haiti diverse petroliere cariche di greggio che hanno consentito una fornitura di energia elettrica che non si verificava da diverso tempo. "Adesso abbiamo elettricità per almeno setto o otto ore al giorno. Questo ha dato sollievo alla popolazione", commenta il giornalista italiano, "se non ci fosse stata corrente gli haitiani non avrebbero potuto vedere i campionati del mondo di calcio e questo fatto avrebbe causato una vera rivoluzione. L’amore per il calcio di questo popolo è fuori da ogni logica. Soprattutto perché tifano Brasile"

Alessandro Grandi

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