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I Mondiali solidali. “Siamo consapevoli della forza del nostro evento
principale, la Coppa del Mondo” dice Joseph S. Blatter, presidente
della Fifa, “e del suo impatto nel contribuire a campagne speciali per
la raccolta fondi per tali attività di solidarietà. Con tutte le persone che guardano
le partite dei mondiali in tutti e sei
i continenti, si tratta di una grande piattaforma per prendere parte
alla battaglia di Unitaid contro le tre principali malattie mortali,
Hiv/Aids, tubercolosi e malaria. La Fifa è orgogliosa di sostenere
Unitaid nei suoi obiettivi”.
Voli tassati. Presentato alla sede delle Nazioni Unite, il 2 giugno, a
New York, il progetto prevede una tassa su ogni biglietto aereo, da uno
a 40 euro in base al percorso e alla classe, per avere alla fine
dell’anno centinaia di milioni di euro per curare le tre malattie nei
Paesi poveri. Una cifra consistente, programmabile e regolare. “La
storia è nata quando i francesi hanno deciso di creare una tassazione
sui voli aerei, che ricade sul cittadino” racconta a PeaceReporter
Mario Raviglione, direttore del programma Stop TB dell’Organizzazione
mondiale della sanità (Oms). “C’è stata una grossa polemica in Francia
su questa ipotesi circa sei mesi fa. La proposta è stata poi
approvata dal governo francese e dovrebbe partire dal primo luglio”.
Accanto alla Francia, hanno aderito Brasile, Cile e Norvegia, e vi sono
altri 40 Paesi circa interessati all’iniziativa. Il nuovo sistema per
trovare fondi non vuole sostituirsi né sovrapporsi a chi opera da anni
nella cura di queste tre malattie, dall’Oms a Unaids, Unicef, Fondo
globale per Aids, tubercolosi e malaria, e così via.
Nessun doppione. “I Paesi interessati si sono riuniti a Ginevra circa
un mese e mezzo fa e in questo incontro sono stati stabiliti tre
principi importanti” conferma Raviglione. “Prima di tutto, è stato
sottolineato che questo meccanismo di raccolta di fondi non altererà
quelli esistenti, non si creerà insomma un secondo Fondo globale, ma
utilizzerà le entità che ci sono per fornire un fondo finanze e far
funzionare meglio ciò che c’è. Sarà importante il coordinamento di tali
fondi aggiuntivi, in modo che un Paese già finanziato da un ente non
riceva ulteriori fondi per lo stesso programma. Un secondo principio
stabilito è la definizione delle priorità di intervento di Unitaid, per
coprire le aree carenti: in quest’ottica è stato chiesto un supporto
alle terapie per i bambini e allo sviluppo di nuove soluzioni. Nella
tubercolosi, per esempio, abbiamo i farmaci combinati in un’unica
pastiglia solo per l’adulto, mentre per il bambino vi sono sciroppi
diversi per ogni medicina necessaria alla terapia: sarebbe più semplice
avere uno sciroppo unico che li contenga tutti. Infine, come terzo
principio vi è l’obiettivo di offrire qualcosa in più rispetto ai
meccanismi esistenti. Questo significa, per esempio, che Unitaid
dovrebbe occuparsi non solo dell’acquisto dei farmaci, ma anche
dell’assistenza tecnica ai Paesi, dei programmi di utilizzo efficace
delle terapie. Questo significa organizzazione dei piani sanitari,
riorganizzazione della distribuzione di farmaci e così via” conclude
Raviglione. Tre principi, dunque, su cui vigilare.
Valeria Confalonieri