13/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La nazionale togolese all’esordio mondiale. Tra tanti dubbi e poche certezze
L’occasione è talmente ghiotta, che ci si sarebbe dovuti presentare nel salotto buono del calcio in maniera diversa. Ma il Togo, alla sua prima partecipazione mondiale, ha deciso di complicarsi la vita, tra minacce di scioperi da parte dei giocatori rientrate all’ultimo momento e le dimissioni a tradimento del coach Otto Pfister. Tanto che, a poche ore dall’esordio, la squadra non sa chi la guiderà all’assalto della Corea del Sud.
 
Otto Pfister, a destraLa grana Pfister. “La situazione è stata gestita in maniera pessima, i tifosi non si meritavano un trattamento del genere”. Parole di Antoine, emigrato togolese ormai da 7 anni in Italia, che esprime tutta l’amarezza per un sogno, quello della qualificazione ai mondiali, che gli Sparvieri hanno “macchiato” negli ultimi mesi. Prima è arrivato il contenzioso sui premi ai giocatori, ora il mancato pagamento dello stipendio a Pfister, che a cinque giorni dal debutto ha deciso di prendere armi e bagagli e abbandonare la nazionale al suo destino. “Una decisione comprensibile” continua Antoine, “ma da prendere prima. Pfister non è stato pagato per mesi, com’è possibile che proprio ora decida di lasciare? Dopotutto, stipendio o no, stava per giocarsi un mondiale”. Il coach avrebbe fatto dietrofront ieri sera, dietro pressione dei giocatori, ma la federazione togolese sembra intenzionata a non accettare il rientro del tecnico tedesco. In panchina dovrebbe sedere quindi il suo vice.
 
Tifosi togolesi festeggiano la qualificazione mondialeGuerra civile. Quello dell’allenatore non è certo il maggior problema del Togo. Uscito da poco più di un anno dalla dittatura del padre padrone Gnassingbé Eyadema, morto nel febbraio 2005, il Togo ha vissuto sulla sua pelle il tentativo delle Forze Armate di imporre come successore il figlio, Faure Gnassingbé. Solo le pressioni della comunità internazionale hanno permesso il ritorno alla legalità, con l’organizzazione delle elezioni che hanno visto vincitore lo stesso Faure. Ma il colpo di mano ha portato il Togo sull’orlo della guerra civile: gli scontri che hanno preceduto, accompagnato e seguito le elezioni hanno portato alla morte di centinaia di persone secondo l’Onu, e alla fuga di migliaia di profughi nei vicini Ghana e Benin. Il dialogo tra maggioranza e opposizione è partito solo lo scorso maggio, a un anno di distanza dalle violenze, e senza garanzia che giunga a buon fine. Mentre l’economia langue in una crisi che dura ormai da dieci anni.
 
Emmanuel Adebayor in azione con la maglia degli SparvieriVittorie e predizioni. Comunque vada, il Togo il suo mondiale l’ha già vinto: merito di Edwige Madze Badakou, la studentessa 24enne eletta miss Coppa del Mondo tra una rappresentativa di ragazze provenienti da tutti i 32 che partecipano al mondiale. Un toccasana per i Togolesi, che anche grazie alle predizioni del più importante sacerdote voodoo del Paese, Togbui Assiogbo Gnagblondjro III, si sono risollevati dopo le recenti prestazioni della squadra. Dalla qualificazione mondiale gli Sparvieri hanno infatti inanellato una serie di partite a dir poco deludenti: subito fuori dalla Coppa d’Africa, il Togo non ha convinto neanche nelle amichevoli premondiali, vincendo con uno striminzito 1 a 0 l’ultima partita contro il piccolo Liechtenstein. Padre Togbui non ha comunque dubbi: il Togo farà strada ai mondiali. Una previsione condivisa anche da Emmanuel Adebayor, attaccante dell’Arsenal e stella della squadra, oltre che da Antoine. “Sarà difficile, ma attenti a darci per spacciati. Oggi pomeriggio, nel cielo di Francoforte, gli Sparvieri torneranno a volare alto…”

Matteo Fagotto

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