12/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



In 5mila per le strade di Kathmandu, nella giornata mondiale contro il lavoro minorile
 Dalla nostra inviata
Francesca Lancini

A Kathmandu è il primo giorno di sole da alcune settimane e circa 5 mila bambini festeggiano per le vie del centro antico celebrando la giornata mondiale contro il lavoro minorile promossa dall'International Labour Organization (Ilo).
Hanno dai tre ai sedici anni e camminano in file ordinate attraverso i mercati ambulanti, i piccoli e grandi templi indù e i vicoli affollati da motorini chiassosi e risciò, i tipici veicoli a baldacchino portati da una bicicletta. Tra loro si mischiano e si tengono per mano studenti delle scuole nelle divise tradizionali bianche, blu e azzurre e i bambini di strada nei loro vestiti sgualciti. Insieme sorridono portando gli striscioni delle organizzazioni locali che lottano contro lo sfruttamento minorile, come Ipec e Cwin, che ha diversi centri di accoglienza nella capitale nepalese. Qui, come nel resto del Paese, piccoli di ogni età sono costretti a fare i lavori più duri: portatori, lavapiatti, muratori, venditori di spezie e paccottiglia.

“In Nepal si contano 2milioni e 600mila bambini lavoratori”, ci spiega Sanu Giri, responsabile di uno dei centri di Cwin per i bimbi di strada. “Nel mio centro al momento ne abbiamo accolti 23. La scorsa settimana erano 35, ma alcuni poi sono scappati. Faccio questo lavoro dal 1994 e so bene quanto sia difficile strapparli dalla strada, che per loro a volte è meglio della casa o del posto di lavoro dove spesso vengono maltrattati”. Come Bikram, dodici anni, che ci sorride sistemandosi il suo cappellino da baseball firmato Coca Cola: “Lavavo i piatti in un ristorante, ma sono fuggito perché mi picchiavano”, racconta facendosi serio. “Sono andato a vivere in strada, ma era terribile. Sono contento di essere stato accolto da Cwin e non voglio tornare a casa. Ho i genitori, un fratello e una sorella, ma non voglio tornare da loro”. Bikram ora è tornato a giocare e a sognare un futuro migliore: “Mi piacciono il calcio, il cricket e i videogame e da grande vorrei fare il camionista per visitare tutto il Nepal”.

A Kathmandu circa 500 bambini di strada vivono di accattonaggio, sniffando colla per combattere la fame e la fatica. Alcuni racimolano qualche rupia vendendo pezzi di plastica che trovano nelle discariche o disegni ai turisti e ai social workers occidentali che passano da queste parti. Intanto una musica indian-pop distrae i ragazzi di Sanu: alla tv è iniziato un film di Bolliwood, la capitale del cinema indiano. Si siedono in cerchio a guardare, rapiti dai loro beniamini.
Categoria: Bambini, Diritti
Luogo: Nepal