In 5mila per le strade di Kathmandu, nella giornata mondiale contro il lavoro minorile
Dalla nostra inviata
Francesca Lancini

A Kathmandu è il primo giorno di
sole da alcune settimane e circa 5 mila bambini festeggiano per le
vie del centro antico celebrando la giornata mondiale contro il
lavoro minorile promossa dall'International Labour Organization
(Ilo).
Hanno dai tre ai sedici anni e camminano in file ordinate
attraverso i mercati ambulanti, i piccoli e grandi templi indù
e i vicoli affollati da motorini chiassosi e risciò, i tipici
veicoli a baldacchino portati da una bicicletta. Tra loro si
mischiano e si tengono per mano studenti delle scuole nelle divise
tradizionali bianche, blu e azzurre e i bambini di strada nei loro
vestiti sgualciti. Insieme sorridono portando gli striscioni delle
organizzazioni locali che lottano contro lo sfruttamento minorile,
come Ipec e Cwin, che ha diversi centri di accoglienza nella capitale nepalese.
Qui, come nel resto del Paese, piccoli di ogni età sono
costretti a fare i lavori più duri: portatori, lavapiatti,
muratori, venditori di spezie e paccottiglia.

“In Nepal si contano 2milioni e
600mila bambini lavoratori”, ci spiega Sanu Giri, responsabile di
uno dei centri di Cwin per i bimbi di strada. “Nel mio centro al
momento ne abbiamo accolti 23. La scorsa settimana erano 35, ma
alcuni poi sono scappati. Faccio questo lavoro dal 1994 e so bene quanto sia difficile
strapparli dalla
strada, che per loro a volte è meglio della casa o del posto
di lavoro dove spesso vengono maltrattati”. Come Bikram, dodici
anni, che ci sorride sistemandosi il suo cappellino da baseball
firmato Coca Cola: “Lavavo i piatti in un ristorante, ma sono
fuggito perché mi picchiavano”, racconta facendosi serio.
“Sono andato a vivere in strada, ma era terribile. Sono contento di
essere stato accolto da Cwin e non voglio tornare a casa. Ho i
genitori, un fratello e una sorella, ma non voglio tornare da loro”.
Bikram ora è tornato a giocare e a sognare un futuro migliore: “Mi piacciono il
calcio, il cricket e i videogame e da grande vorrei fare il
camionista per visitare tutto il Nepal”.
A Kathmandu circa 500 bambini di strada
vivono di accattonaggio, sniffando colla per combattere la fame e la
fatica. Alcuni racimolano qualche rupia vendendo pezzi di plastica
che trovano nelle discariche o disegni ai turisti e ai social workers
occidentali che passano da queste parti. Intanto una musica indian-pop distrae
i ragazzi di
Sanu: alla tv è iniziato un film di Bolliwood, la capitale del
cinema indiano. Si siedono in cerchio a guardare, rapiti dai loro
beniamini.