
In forma di caricatura, il sorriso dai denti imperfetti del campione
gaucho Ronaldinho campeggia sui muri di Salvador de Bahia, quale buon auspicio per
la Coppa del Mondo. È l’opera di 46 ragazzi che hanno ricoperto di graffiti giallo-oro
l’intera città, culla della cultura afro, porta verso la bellezza e l’energia
del Brasile più affascinante.
“Diventa l’eroe della Coppa!”. È l’augurio che viene dal cuore di ogni brasiliano
che pensa a Ronaldinho. L’attesa per la Seleçao è alle stelle. Non si aspetta
altro. E la schiera di graffitari è all’opera giorno e notte per far di Salvador
una bandiera pulsante che inneggia i canarinhos, (canarini, per la maglia gialla della nazionale). Ogni angolo, ogni muro pubblico
è tela bianca su cui sfogare arte e passione per il calcio. Già settecento metri
di muro e ogni bagno pubblico, cassonetto o contenitore sono parte di questo grande
mosaico.
In un mese la città si è vestita di nuovo. I quartieri di Cajazeiras, Periperi
e Castelo Branco, le strade Acm, Paralela e Cenetenario ospitano questi giovani
armati di spray colorati e tanta fantasia.
Salvador Graffita. E per la prima volta, i graffitari si ritrovano con uno stipendio fisso e sicuro.
Sì, perché il sindaco ha ritenuto opportuno far loro sottoscrivere regolare contratto
di lavoro. Sono pagati 400 reais, più i biglietti per il trasporto pubblico e
i buoni pasto. Naturalmente tutti gli strumenti del mestiere sono forniti dal
Comune. E “Salvador Grafita” diventa dunque un progetto, pensato e coordinato.
Dato che i graffitari a Salvador ci sono sempre stati, attirati dal mare, dal
sole e dalla bellezza di paesaggi e gente, adesso sono incanalati in un vero e
proprio intervento per abbellire e valorizzare la città.
“Invece di distruggere il nostro patrimonio, lasciamo la città pulita, più bella
e pronta a tifare per il Brasile”, ha spiegato il coordinatore Edvando Tucunaré.
Brasile è colore. È così che tracce generalmente presenti nell’universo
hip-
hop guadagnano colori mai sperimentati prima, grazie al tocco originale degli abili
graffitari. Facce e bandiere stilizzate manifestano sentimenti che accomunano
l’intero Brasile e fanno palpitare i tifosi.
“Il Brasile è colore e il colore è graffito”, racconta Jocivaldo Santos Silva,
uno dei più abili con lo spray, tanto da essere invitato a New York per una rinomata
mostra internazionale il prossimo agosto. Da qui la sua promessa: “Se il Brasile
dovesse vincere la Coppa, dipingerò i nostri colori nel maggior centro finanziario
del mondo”.
Questa per i giovani street writers rappresenta anche una sorta di occasione di riscatto: da artisti contro corrente
e bistrattati, discriminati, costretti a dipingere lontano da occhi indiscreti
e spesso nel buio della notte, interpreti di malcontenti e insoddisfazioni, a
pittori ufficialmente chiamati a rappresentare la passione del Brasile nel mondo
del calcio. È un’iniziativa che aiuterà ad avvicinare il mondo degli artisti di
strada alla gente comune, nel nome dell’amore per i verde-oro.
Mancano i muri. Anche per chi è solito usare i colori nazionali per i suoi lavori, come Marco
Farias, detto Sank, è un’emozione incredibile cimentarsi in questa prova, perché
come ha raccontato questo 23enne armato di bomboletta: “E’ comunque la prima volta
che disegno il re del calcio”. E ogni riferimento al
Dentuco, (dentone), Ronaldinho, non è puramente casuale.
E come non dedicare uno spazio speciale all’inventore di quel quartetto magico
in attacco che fa sognare i tifosi? L’allenatore, Carlos Alberto Parreira, è stato
omaggiato da un graffito di José Carlos Bezerra, il Femo, ventenne, che commenta:
“Il segreto di questa squadra sta nelle mani di Parreira”. Poi la sorpresa: “Disegneremo
ogni goal che il Brasile segnerà”, ha confessato il coordinatore del progetto
“Il problema sarà dove trovarli così tanti muri”, sorride.