10/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Salvador de Bahia tempestata di murales per omaggiare la nazionale brasiliana
Graffitaro armato di sprayIn forma di caricatura, il sorriso dai denti imperfetti del campione gaucho Ronaldinho campeggia sui muri di Salvador de Bahia, quale buon auspicio per la Coppa del Mondo. È l’opera di 46 ragazzi che hanno ricoperto di graffiti giallo-oro l’intera città, culla della cultura afro, porta verso la bellezza e l’energia del Brasile più affascinante.
“Diventa l’eroe della Coppa!”. È l’augurio che viene dal cuore di ogni brasiliano che pensa a Ronaldinho. L’attesa per la Seleçao è alle stelle. Non si aspetta altro. E la schiera di graffitari è all’opera giorno e notte per far di Salvador una bandiera pulsante che inneggia i canarinhos, (canarini, per la maglia gialla della nazionale). Ogni angolo, ogni muro pubblico è tela bianca su cui sfogare arte e passione per il calcio. Già settecento metri di muro e ogni bagno pubblico, cassonetto o contenitore sono parte di questo grande mosaico.
In un mese la città si è vestita di  nuovo. I quartieri di Cajazeiras, Periperi e Castelo Branco, le strade Acm, Paralela e Cenetenario ospitano questi giovani armati di spray colorati e tanta fantasia.
 
Graffita con RonaldinhoSalvador Graffita. E per la prima volta, i graffitari si ritrovano con uno stipendio fisso e sicuro. Sì, perché il sindaco ha ritenuto opportuno far loro sottoscrivere regolare contratto di lavoro. Sono pagati 400 reais, più i biglietti per il trasporto pubblico e i buoni pasto. Naturalmente tutti gli strumenti del mestiere sono forniti dal Comune. E “Salvador Grafita” diventa dunque un progetto, pensato e coordinato. Dato che i graffitari a Salvador ci sono sempre stati, attirati dal mare, dal sole e dalla bellezza di paesaggi e gente, adesso sono incanalati in un vero e proprio intervento per abbellire e valorizzare la città.
“Invece di distruggere il nostro patrimonio, lasciamo la città pulita, più bella e pronta a tifare per il Brasile”, ha spiegato il coordinatore Edvando  Tucunaré.
 
Murales su RonaldinhoBrasile è colore. È così che tracce generalmente presenti nell’universo hip-hop guadagnano colori mai sperimentati prima, grazie al tocco originale degli abili graffitari. Facce e bandiere stilizzate manifestano sentimenti che accomunano l’intero Brasile e fanno palpitare i tifosi.
“Il Brasile è colore e il colore è graffito”, racconta Jocivaldo Santos Silva, uno dei più abili con lo spray, tanto da essere invitato a New York per una rinomata mostra internazionale il prossimo agosto. Da qui la sua promessa: “Se il Brasile dovesse vincere la Coppa, dipingerò i nostri colori nel maggior centro finanziario del mondo”.
Questa per i giovani street writers rappresenta anche una sorta di occasione di riscatto: da artisti contro corrente e bistrattati, discriminati, costretti a dipingere lontano da occhi indiscreti e spesso nel buio della notte, interpreti di malcontenti e insoddisfazioni, a pittori ufficialmente chiamati a rappresentare la passione del Brasile nel mondo del calcio. È un’iniziativa che aiuterà ad avvicinare il mondo degli artisti di strada alla gente comune, nel nome dell’amore per i verde-oro.
 
Caricatura di RonaldinhoMancano i muri. Anche per chi è solito usare i colori nazionali per i suoi lavori, come Marco Farias, detto Sank, è un’emozione incredibile cimentarsi in questa prova, perché come ha raccontato questo 23enne armato di bomboletta: “E’ comunque la prima volta che disegno il re del calcio”. E ogni riferimento al Dentuco, (dentone), Ronaldinho, non è puramente casuale.
E come non dedicare uno spazio speciale all’inventore di quel quartetto magico in attacco che fa sognare i tifosi? L’allenatore, Carlos Alberto Parreira, è stato omaggiato da un graffito di José Carlos Bezerra, il Femo, ventenne, che commenta: “Il segreto di questa squadra sta nelle mani di Parreira”. Poi la sorpresa: “Disegneremo ogni goal che il Brasile segnerà”, ha confessato il coordinatore del progetto “Il problema sarà dove trovarli così tanti muri”, sorride.
 

Stella Spinelli

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