scritto per noi da
Roberta Barazza
Il paese
di Visoko, a 30 km da Sarajevo, da pochi mesi è in gran subbuglio. Quello che
prima era un tranquillo villaggio agricolo, è animato ora da un viavai continuo
di studiosi, turisti, curiosi e commercianti di gadget. Quelle che prima erano
semplici colline attorno al paese, sembrano in realtà nascondere gigantesche
piramidi, grandi ancor più di quelle egizie.

Tutto
inizia nell'aprile 2005, quando un archeologo dilettante bosniaco, che vive da
anni a Houston, negli Usa
-
Semir Osmanagic - crede di riconoscere nella forma delle colline di Visoko,
quella di antiche piramidi viste in Sudamerica. Decide di approfondire e
organizza un lavoro di scavo che sta portando alla luce costruzioni antiche. Ma
il lavoro è solo all'inizio. La collina, anzi le tre colline soprannominate poi
Collina del Sole, della Luna e del Dragone, sono ancora quasi intatte. Quindi
è
necessario continuare a togliere terreno. La sommità sembra in effetti essere
la parte superiore di un edificio. Occorre capire se ciò che è nascosto sotto
le colline è pietra naturale o materiale da costruzione assemblato dall'uomo.
Un archeologo egiziano invitato in Bosnia ha confermato che ciò che è stato
portato in superficie assomiglia alle pietre usate per costruire le piramidi
d'Egitto. Il 10 gennaio 2006 l'ipotesi sembra confermata dal satellite Aster
(costruito dalla Nasa e dal governo giapponese). Il satellite, in orbita dal
1999, rivela 'anomalie' dovute a strani valori termici nelle colline. Gli scavi
hanno poi confermato che ciò è causato da terreno non compatto, da cunicoli e
irregolarità sotto la superficie. Se gli scavi porteranno davvero a un sito
archeologico con gigantesche piramidi simili a quelle egiziane e sudamericane,
ma uniche in Europa, questa può diventare un'area archeologica tra le più
importanti in Europa. E infatti anche l'Unesco, la Commissione Europea per i
Beni Culturali e il Fondo Mondiale per la Protezione dei Monumenti se ne stanno
interessando, come anche varie università: quella di Sarajevo e Tuzla (Bosnia
Erzegovina), quella di Ein Sham (Egitto), e varie altre in Australia, Nuova
Zelanda, Germania, Olanda, Norvegia e Stati Uniti.

Lo
scopritore, Semir Osmanagic, ha proposto un'iterpretazione generalmente
criticata dalla comunità scientifica: ritiene che quegli edifici appartengano
a
una comunità vissuta in Bosnia circa 12000 anni fa. Infatti 12500 anni fa la
maggior parte dell'Europa era coperta dai ghiacci, mentre l'Europa del Sud e i
Balcani erano terre popolate da civiltà già complesse. Intorno al 12000 a.C. si
verifica un cataclisma, seguito da innalzamento della temperatura e
scioglimento dei ghiacciai, e molte terre vengono coperte dalle acque. Dopo
molto tempo l'acqua si ritira e risalgono in superficie gli edifici di questa
antica civiltà, oramai coperti da terra, humus e fango. E queste potrebbero
essere le colline di Visoko.
Studiosi
e accademici trovano l'interpretazione di Osmanagic fantasiosa e anzi ritengono
che una crescente pubblicità di queste teorie coprirà la Bosnia di ridicolo.
Secondo molti esperti ciò che sembra rivelarsi dagli scavi è invece materiale
funerario della civiltà medievale di cui già sono noti a Visiko vari monumenti
sepolcrali.
Ciò che però resta sorprendente, sono le enorme dimensioni degli edifici
coperti dalle colline: la più alta supera i 220 metri, altezza superiore a
quelle delle piramidi egizie di Giza. In ogni caso, a qualsiasi periodo esso
appartenga, il sito resta di grande interesse e ha portato in Bosnia molta
vivacità. Non si parla d'altro, in un paese in cui poco prima si parlava solo
della guerra recente. Anche per questo non ci si può che augurare la
prosecuzione dei lavori.