09/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



In occasione dei Mondiali attivata una stretta rete di controllo sulle malattie infettive
Allerta morbillo: epidemie possibili e favorite dalla presenza di molte persone in spazi ristretti. Questa volta però, l’assembramento non è in un campo profughi, conseguenza di guerre o catastrofi naturali e i medici avvertono del rischio i tifosi in viaggio o già giunti sul suolo tedesco per i Mondiali di calcio.
 
Uno stadio affollato durante una partita di calcio.Molte persone, molti Paesi. Nel 2006 in Germania, negli ultimi mesi, i casi di morbillo registrati hanno già superato il migliaio, con una media di 120-140 casi a settimana. Ecco quindi che le autorità sanitarie sono preoccupate di una propagazione dell’epidemia, favorita da un’alta concentrazione di persone provenienti da diverse parti del mondo. Ma non è solo il morbillo che occupa i pensieri dei medici tedeschi. In occasione di raduni internazionali quali un mondiale di calcio, per il quale si prevede un arrivo di molte persone da diverse parti del globo terrestre (sono previsti circa 3,2 milioni di tifosi), si mette in moto un sistema di sorveglianza sanitaria speciale sulla possibile comparsa e diffusione di malattie infettive, anche insolite, sul territorio ove si svolge l’evento. In passato, in occasione di Olimpiadi o altri Mondiali, non sono state registrate epidemie, ma la necessità di un controllo efficiente è sottolineata dalle minacce sulla sicurezza e dall’arrivo in Europa dell’influenza aviaria.

Bandierina al calcio d'angoloDalle Olimpiadi ai Mondiali. Un esempio recente è rappresentato dalle Olimpiadi e Paraolimpiadi invernali che si sono svolte a Torino a febbraio e marzo di quest’anno. In quell’occasione il sistema di sorveglianza era stato progettato e realizzato dalle autorità sanitarie piemontesi, il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità. Fra le malattie sotto controllo stretto vi erano antrace, botulismo, colera, difterite, epatite, febbri emorragiche (dengue, Ebola, Marburg), febbre gialla, meningiti batteriche, morbillo, peste, poliomielite, rabbia, tifo, intossicazioni alimentari, tubercolosi, vaiolo e altre ancora. Malattie, nella maggior parte dei casi, che si è abituati a considerare lontane.
Per questi Mondiali di calcio, in programma dal 9 giugno al 9 luglio. Il compito di controllare la situazione salute e malattie sul territorio tedesco è stato affidato all’Istituto Robert Koch, un ente del ministero federale della Salute che già in condizioni normali si occupa delle sorveglianza sanitaria sul territorio. L’Istituto coordinerà il lavoro della sanità tedesca a livello locale, statale e nazionale, favorendo un rapido ed efficace scambio di informazioni di fronte a casi sospetti di malattie.

Guardalinee a bordo campoTutto pronto. La preparazione di questa rete di sorveglianza è in atto già dal 2004, con incontri fra le autorità sanitarie statali e i dipartimenti locali di salute pubblica. Il tutto per aumentare le capacità di controllo della comparsa di infezioni.
Questo sistema di sorveglianza speciale non prevede finanziamenti extra o un numero maggiore di persone impegnate nel controllo e segnalazione di casi sospetti: ai dipendenti dell’Istituto Robert Koch e della maggior parte dei dipartimenti locali è stato chiesto di essere disponibili giorno e notte e, naturalmente, niente ferie per tutta la durata dei Mondiali. Anche il personale qualificato utile a questo sistema di sorveglianza, a livello locale, statale e nazionale, dovrà essere sempre reperibile.
Pronti al fischio di inizio dunque, nella speranza che tutto fili liscio.

 

Valeria Confalonieri

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