07/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Ottengono sempre più ruoli importanti nella monarchia del Golfo
Il 7 giugno potrebbe sostituire la festa della donna, almeno in Bahrein. Oggi infatti, la piccola e ricca monarchia del Golfo Persico rende omaggio a due donne speciali che hanno ottenuto un grande riconoscimento nel loro paese.
 
l'assemblea generale delle nazioni uniteAvvocato di successo. La prima è Haya Rashed al-Khalifa, l’avvocato più noto del Bahrein, che domani sarà nominata Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York. E’ la terza donna chiamata a ricoprire quel ruolo dalla fondazione dell’Onu, ma è la prima volta che viene nominata una donna islamica. Haya non è mai stata una donna come le altre, essendosi messa in luce da tempo in Bahrein, dove è diventata la prima donna avvocato, per le sue battaglie per i diritti civili delle donne in una società fortemente misogina. Ha sempre vissuto a Manama, dopo gli studi in Kuwait ed Egitto, al contrario di tante sue connazionali, che preferiscono vivere all’estero per realizzarsi. Titolare del più grande studio legale di Manama, la capitale del Bahrein, è diventata la principale consulente legale della monarchia al potere, con la quale è imparentata. Non si è mai sposata e il suo studio dispone di un sito internet di gran classe, dove tutti gli uomini sono suoi sottoposti. Il suo ruolo alle Nazioni Unite sarà più di rappresentanza che pratico, ma non sarà facile gestire i 191 rappresentanti diplomatici degli stati che hanno un seggio all’Onu. In questo senso Haya sarà aiutata dalla sua esperienza di ambasciatrice, ruolo che ha ricoperto per il suo paese in Francia, Spagna, Svizzera e Belgio.
 
l'attivista ghadaUn giudice di polso. Uno dei luoghi dove Haya Rashed al-Khalifa si è più battuta per il rispetto dei diritti delle donne del Bahrein sono le Corti islamiche regionali, dove viene applicata la shari’a, la legge islamica. Haya si è sempre prodigata perché il maggior numero di casi possibile, in particolare quelli inerenti al diritto di famiglia, fossero portati davanti a un tribunale civile. Il suo nuovo incarico le impedirà di doversi, prima o poi, contrapporre a una donna come lei, Mona Jasem Al Kawari, che proprio oggi è diventata il primo giudice donna nominata nella storia del Bahrein in una Corte islamica. “Questo è un passo storico che spero possa aprire la porta a tante altre donne come me che, nelle professioni più importanti, hanno  sempre dovuto lasciare spazio agli uomini”, ha commentato il giudice neoeletto. L’emiro del Bahrein, nel 2002, aveva nominato 3 donne alla procura di Stato, ma lo scranno di giudice è molto più importante di quello di pubblico accusatore.
Tutti i giornali del Bahrein parlano di Haya e Mona, che spendono le loro interviste per incensare le politiche dell’emiro nei confronti dell’apertura della società verso le donne. Ma i problemi in Bahrein sono molti, e non solo per le donne. In particolare il rispetto dei diritti umani e civili è ancora un miraggio nella monarchia del Golfo e le violazioni sono all’ordine del giorno. Nella giornata che celebra i successi delle donne in Bahrein, vale allora la pena ricordare anche Ghada Jamsheer, premiata per il suo impegno nella lotta contro le brutalità commesse dal governo del Bahrein. Ghada è stata nominata ‘personaggio dell’anno’ per tutto quello che ha fatto dopo che 5 anni fa un giudice, applicando rigidamente la shari’a, l’ha privata della possibilità di vedere suo figlio dopo il divorzio. Da quel giorno Ghada ha lottato contro un sistema misogino e illiberale, ottenendo con le sue denuncie molti risultati per i diritti delle donne e non solo. Il 7 giugno, con i successi di Haya e Mona, va festeggiata anche Ghada. 

Christian Elia

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