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Oggi il ballottaggio che
decreterà il nuovo presidente del Perù. I sondaggi dichiarano una distanza fra
i due candidati, l’ex capo dello Stato, Alan Garcia, e il leader dell’Unione
per il Perù, Ollanta Humala, ridotta a poco più di quattro punti a vantaggio del
primo. Farà la differenza
l’alto numero di indecisi, che si aggira intorno al 20 percento.
Come se non bastasse. Tanto per aumentare la
confusione, il Governo del presidente uscente, Alejandro Toledo, sta fomentando
le voci secondo le quali la chiusura delle urne avverrà fra gravi disordini,
causati da persone inviate dal Venezuela. Il ministro della Difesa,
Marcia Rengifo, ha confermato ieri l’esistenza di voli speciali da Caracas,
diretti a Tacna, nel sud del Perù, ma il caso è ora in mano ai servizi segreti.
Toledo si è persino appellato all’Organizzazione degli stati americani (Oea),
dicendo che non può lavarsene le mani di fronte a queste continue ingerenze”.
Controcanto. Humala, invece, nega ogni
relazione del suo partito con questo tipo di
movimenti e la segreteria del suo partito ha chiesto al governo di
presentare le prove di dichiarazioni così gravi. Poi ha presentato
documenti e registrazioni che inchiodano Garcia: avrebbe relazioni dirette con
l’ex presidente Fujimori. Questi si trova ora in Cile, ma il Perù ne ha chiesto
l’estradizione perché accusato di crimini contro l’umanità. L’intenzione di
Humala è associare Garcia a Fujimori, e far arrivare all’opinione pubblica il
legame fra corruzione, disastro economico e Alan Garcia. E sembra ci stia
riuscendo. Il 46 percento dei votanti crede che con Humala ci sarà meno
corruzione che con Garcia. Stella Spinelli