04/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Oggi l'atteso ballottaggio che deciderà le sorti del Perù: Garcia o Humala?
Alan GarciaOggi il ballottaggio che decreterà il nuovo presidente del Perù. I sondaggi dichiarano una distanza fra i due candidati, l’ex capo dello Stato, Alan Garcia, e il leader dell’Unione per il Perù, Ollanta Humala, ridotta a poco più di quattro punti a vantaggio del primo. Farà la differenza l’alto numero di indecisi, che si aggira intorno al 20 percento.
 
Accuse e battibecchi. Giorni di tensione quelli appena trascorsi. La campagna elettorale ha visto battibecchi in diretta, frecciate poco signorili e un intervento costante del vicino di casa venezuelano Hugo Chavez, che non ha nascosto la sua simpatia per l’indio Humala. “O con Chavez o con il Perù” è stata la filastrocca ripetuta fino alla noia da Garcia, leader del partito Aprista peruviano, che ha accusato il presidente del Venezuela di “ingerenze intollerabili” negli affari del Perù. Pronta la risposta di Chavez, che ha minacciato di rompere le relazioni diplomatiche col vicino Stato in caso di vittoria di Garcia. “Chiedo a Dio che non diventi presidente quell’irresponsabile, demagogo, farabutto e ladro di Alan Garcia”, ha gridato a chiare lettere il venezuelano, spalleggiato dal suo omologo boliviano Evo Morales. “Nella sua domanda di divorzio – non ha perso tempo a ribattere Garcia – Chavez è stato accusato dalla moglie di colpirla tutti i giorni. E' un ricco despota petroliere”. Ed è così che ha pensato di trasformare la chiusura della campagna elettorale in una manifestazione contro Chavez, colui che appoggerebbe a suo dire “l’apparato golpista e militarista” che fa capo al nazionalista Humala.
 
Alberto FujimoriCome se non bastasse. Tanto per aumentare la confusione, il Governo del presidente uscente, Alejandro Toledo, sta fomentando le voci secondo le quali la chiusura delle urne avverrà fra gravi disordini, causati da persone inviate dal Venezuela. Il ministro della Difesa, Marcia Rengifo, ha confermato ieri l’esistenza di voli speciali da Caracas, diretti a Tacna, nel sud del Perù, ma il caso è ora in mano ai servizi segreti. Toledo si è persino appellato all’Organizzazione degli stati americani (Oea), dicendo che non può lavarsene le mani di fronte a queste continue ingerenze”.
 
Ollanta HumalaControcanto. Humala, invece, nega ogni relazione del suo partito con questo tipo di  movimenti e la segreteria del suo partito ha chiesto al governo di presentare le prove di dichiarazioni così gravi. Poi ha presentato documenti e registrazioni che inchiodano Garcia: avrebbe relazioni dirette con l’ex presidente Fujimori. Questi si trova ora in Cile, ma il Perù ne ha chiesto l’estradizione perché accusato di crimini contro l’umanità. L’intenzione di Humala è associare Garcia a Fujimori, e far arrivare all’opinione pubblica il legame fra corruzione, disastro economico e Alan Garcia. E sembra ci stia riuscendo. Il 46 percento dei votanti crede che con Humala ci sarà meno corruzione che con Garcia.
Timido, invece, il tentativo di distanziarsi da Chavez, definendo “irrilevanti” le dichiarazioni fatte su Garcia.
Comunque, nelle ultime settimane, l'ascesa di Humala è stata costante nelle intenzioni di voto e, contraddicendo le previsioni iniziali di una comoda vittoria di Garcia, l’ex militare indigeno si è ritrovato con il 48 percento delle preferenze, solo quattro punti sotto rispetto allo sfidante. In tre settimane ha guadagnato venti punti percentuali.
Il destino del Perù è ora in mano agli indecisi.
 

Stella Spinelli

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