05/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Evo Morales alle prese con la riforma agraria
 
Contadini al lavoro:saranno loro i beneficiari della riforma agrariaL’aveva promesso e l’ha fatto. Dopo aver annunciato l'attuazione di una vasta riforma agraria che doveva prevedere la ridistribuzione di circa 20 milioni di ettari di terre, il neoeletto presidente boliviano Evo Morales ha deciso riunire al tavolo del dialogo i grandi proprietari terrieri (soprattutto quelli della provincia di Santa Cruz) e discutere con loro il progetto di riforma agraria.
L’indio Aymara, numero uno del governo boliviano, ha anche fatto sapere che la proposta di dialogo offerta ai gruppi imprenditoriali entra nell’ottica presidenziale di evitare in qualsiasi modo i conflitti interni fra le parti: “Il dialogo è il miglior meccanismo per la soluzione dei problemi, dei conflitti sociali, e soprattutto per quanto riguarda temi delicati come quello della ridistribuzione delle terre”.
 
Santa Cruz, la ribelle. Il compito di Morales non sarà comunque facile. I latifondisti, riuniti a Santa Cruz, hanno lanciato la loro provocazione: formare dei gruppi di autodifesa.
Josè Cespedes, presidente della Camera Agropecuaria del Oriente, ha già fatto sapere che “Non si sa bene come funzioneranno una volta costituiti”, aggiungendo inoltre che “Non sappiamo se gli uomini che le comporranno verranno armati di bastoni o di pistole, questo dipenderà dal gruppo che ne deciderà la costituzione, e dai mezzi che troverà”. Non è la prima volta che la provincia di Santa Cruz, la zona più ricca della poverissima Bolivia, si ribella. Da qualche tempo i grandi industriali che hanno reso ricca l’area minacciano di chiedere un referendum per l’indipendenza della zona.
Di sicuro c’è che il governo di Morales non starà a guardare e non permetterà la formazione di qualsiasi gruppo, tanto più armato. Come ha confermato da La Paz, Alfredo Rava, un funzionario governativo, vicino al presidente: “la creazione dei gruppi di autodifesa è una cosa antidemocratica e rasenterebbe la criminalità”.
Ma Morales non si lascerà intimidire e porterà avanti la riforma agraria che ha promesso. Sarà la seconda volta che in Bolivia le terre verranno ridistribuite.
 
Una contadina bolivianaPunti chiave.  Il presidente boliviano aveva promesso di dare terra a tutte quelle persone che volevano lavorarla. La riforma prevede che siano circa 15 milioni gli ettari a dover essere ridistribuiti alla popolazione. Con le complicazioni del caso ma anche con dei punti fermi che non potranno toccare. Come ad esempio le terre di confine. Morales ha specificato più volte che le terre che saranno confiscate al confine saranno solo quelle che riguardano i primi 50 chilometri di territorio boliviano. Non solo. La terra che sarà confiscata, secondo il governo boliviano, è quella considerata improduttiva. Il ministro Agropecuario y Medio Ambiente de Bolivia, Hugo Salvatierra è stato chiarissimo: la riforma voluta dal presidente Morales non include specifiche misure contro i grandi proprietari stranieri presenti in Bolivia”. Anche se le preoccupazioni maggiori dovrebbero arrivare dai latifondisti brasiliani che, illegalmente e molte volte protetti dai governi boliviani accondiscendenti, si sono stabiliti in Bolivia nel corso degli anni.
 

Alessandro Grandi

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