04/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Colonnello della polizia militare di Rio de Janeiro, sarà un guardalinee ai Mondiali 2006
Agente della polizia militare brasilianaArmato fino ai denti, nella sua mimetica, è sempre in prima linea durante le incursioni contro le bande criminali che scorrazzano per le favelas di Rio de Janeiro. Ma quando è la bandierina a diventare la sua unica arma, e l’uniforme di lavoro porta lo stemma della Fifa, sono gli attaccanti in fuorigioco in una partita di calcio i suoi bersagli. È il tenente colonnello della Polizia Militare, Aristeu Leonardo Tavares, che dal nove giugno sarà in Germania a controllare da bordo campo le più importanti partite del Mondiale di Calcio.
 
Aristeu Leonardo TavaresPistola e bandierina. “Uso molto di più la bandierina, arma dell’assistente di gioco, di quanto usi la pistola. Questa la tiro fuori raramente – ha raccontato il Tavares - In campo, invece, è importante averla sempre pronta, non perdere mai di vista il gioco, stare sempre più avanti del penultimo difensore per non perdersi mai un lancio. Mai abbassare la guardia: qualsiasi calciata può trasformarsi in gol”.
 
La speranza. Ha 43 anni il tenente colonnello e ha appena lasciato il Brasile per lavorare a fianco dell’arbitro Carlos Eugenio Simon e del guardalinee Ednilson Corona, coi quali forma il trio arbitrale brasiliano ai Mondiali. È la prima volta per lui e lo ha aspettato con tanta emozione. La bella notizia l’ha ricevuta agli inizi di maggio. Le speranze erano buone, dati i risultati ottenuti da Tavares nelle prove fisiche e teoriche affrontate in aprile. Ma il sogno di una vita lo si attende con trepidazione. Tanto che, saputa la notizia, il grande e grosso militare anti-droga è scoppiato a piangere come un bambino. “Se siamo il gruppo di arbitri più bravi del Brasile? Non lo so, sicuramente il più preparato”.
 
Tifosi del BrasileArmi in tasca. “La Coppa del Mondo è l’apice, la massima aspirazione – ha raccontato – cominciamo a lavorare in campi senza erba, nelle partite dei bambini, poi le squadre giovanili e così via, puntando sempre oltre. Ma solo ora ricevo la più grande delle gratificazioni”. Da 25 anni nella Polizia Militare, il guardalinee Tavares esordì a bordo campo solo 17 anni fa, ma assicura che il suo essere poliziotto non ha mai pregiudicato il suo impegno nel calcio, né viceversa. Anzi, ha trovato il modo di far coesistere e di beneficiare da entrambe le carriere. “La vita mi ha dato vari ruoli, ma io non mi confondo – ha spiegato – dopotutto è la disciplina il filo conduttore. Cerco sempre di farla rispettare, principalmente con la volontà di mettere d’accordo le parti. Anche personalmente cerco di essere disciplinato, per esempio non venendo mai meno ai dettami del mio preparatore atletico. Non voglio farmi male. Né in un blitz né in campo”. Sul ‘buon costume’ brasiliano di portare armi allo stadio, il guardalinee in divisa, nonché istruttore di tiro, non rilascia commenti, ma non ha tutt’oggi perso l’abitudine di controllare personalmente la sicurezza di ogni campo sportivo in cui arbitra. Dopotutto Tavares ha una certa esperienza in materia, essendo stato a capo dei servizi di polizia negli stadi per molto tempo.
“Non sono minimamente preoccupato per l’ordine pubblico ai Mondiali – ha precisato – La polizia tedesca, aiutata dai servizi di sicurezza internazionali, garantirà la tranquillità di ogni singola partita”.
 
Adriano, giocatore del BrasilePer la famiglia. I 40mila dollari di premio che si intascherà per essere stato scelto per lavorare ai Mondiali ancora non ha pensato bene come investirli, Tavares. Ma una cosa è certa, comprerà una casa più grande per sua moglie e i suoi figli.
 
Il sogno più grande. L’aspirazione di una vita, dunque, si sta per realizzare, ma pur di raggiungere il sogno di tutti i brasiliani, è disposto anche a rinunciare ad arbitrare le finali. “Sopra ogni cosa desidero che il Brasile diventi campione del mondo – ha sospirato – E se il presidente della Seleçao, Ricardo Teixeira, ci vorrà invitare ad assistere alla finale, saremo lì a tifare con la maglietta verde-oro”.
 

Stella Spinelli

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