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Appello per la chiusura. Nei giorni scorsi anche il comitato delle Nazioni Unite contro le torture ha
detto a chiare lettere che tutte le prigioni segrete statunitensi che si trovano
all’estero devono essere chiuse. A cominciare dal campo di Guantanamo Bay, a Cuba.
Vox populi. Ma le voci che giungono da Cuba su Guantanamo sono anche altre. “Le cose da
dire sulla base sono poche - racconta dall’Havana una giornalista, Gioia Minuti
- se non che è assolutamente illegale, che l’amministrazione cubana non ha mai
voluto accettare un solo centesimo di ‘affitto’. Chi conosce un minimo di storia
e non ha pregiudizi su Cuba, non può fare a meno che constatare che l’esercito
Usa ha occupato la baia di Guantanamo. Cuba ha detto più volte che da Guantanamo
gli statunitensi se ne devono andare. Senza contare che nel corso degli anni ci
sono stati anche episodi sgradevoli, come diversi scontri a fuoco con gli uomini
dell’esercito cubano.” Sebastian, invece, tiene a sottolineare che a livello internazionale
si parla tanto dei diritti negati a Cuba ma alla fine chi “non rispetta i diritti
umani sono proprio gli Stati Uniti”.
Il richiamo. Pare che il presidente George W. Bush, però, abbia difficoltà a recepire il
richiamo internazionale sulla base di Guantanamo. Eppure esistono decine di documenti
che raccolgono le testimonianze dei maltrattamenti ai carcerati e le lunghe attese
per avere un processo. In merito al trattamento dei detenuti, è notizia di questi
giorni che ben 75 di loro stanno portando avanti lo sciopero della fame. All’inizio
il gruppo di carcerati che aveva iniziato la protesta era composto solo da cinque
elementi, andati via via aumentando. Ma gli uomini Usa avevano per le mani la
soluzione allo sciopero della fame dei carcerati: obbligarli a
nutrirsi dopo averli legati a delle sedie.Alessandro Grandi