07/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Guantanamo visto dai cubani
 
Della prigione statunitense di Guantanamo sentiamo parlare quasi quotidianamente e sappiamo più o meno tutto: gli abusi sui detenuti, le torture da parte dei soldati Usa, i carcerati minorenni e i tentativi di suicidio dei prigionieri.
Il carcere in questione è sempre al centro delle polemiche, e il mondo intero si interroga sulla sua utilità.
 
Guantanamo bayAppello per la chiusura. Nei giorni scorsi anche il comitato delle Nazioni Unite contro le torture ha detto a chiare lettere che tutte le prigioni segrete statunitensi che si trovano all’estero devono essere chiuse. A cominciare dal campo di Guantanamo Bay, a Cuba.
Ma qualcuno ha mai pensato di chiedere ai cubani che ne pensano di questo carcere Usa? Peacereporter ci ha provato, contattando telefonicamente gli abitanti di quella zona e parlando anche con l’ufficio della presidenza della provincia di Guantanamo.
“Cosa penserebbe lei se degli stranieri da più di cento anni occupassero il territorio nel quale è nato?”. La contro domanda lascia spiazzati. “Certo che non sono felice” racconta una donna che chiede l’anonimato. “Io qui ci sono nata, ho 46 anni e non sono mai riuscita a vedere questa zona senza soldati Usa. E’ inaccettabile, è ora di finirla.”
Dello stesso avviso un uomo, Sebastian, che raggiunto al telefono ci spiega: “Non mi fa piacere sapere che all’interno del nostro territorio ci siano i soldati yankee. E non mi sta bene nemmeno che usino violenze nei confronti dei detenuti. Qualsiasi cosa abbiano fatto. Guantanamo è Cuba”.
 
Proteste contro il carcere anche negli UsaVox populi.  Ma le voci che giungono da Cuba su Guantanamo sono anche altre. “Le cose da dire sulla base sono poche - racconta dall’Havana una giornalista, Gioia Minuti - se non che è assolutamente illegale, che l’amministrazione cubana non ha mai voluto accettare un solo centesimo di ‘affitto’. Chi conosce un minimo di storia e non ha pregiudizi su Cuba, non può fare a meno che constatare che l’esercito Usa ha occupato la baia di Guantanamo. Cuba ha detto più volte che da Guantanamo gli statunitensi se ne devono andare. Senza contare che nel corso degli anni ci sono stati anche episodi sgradevoli, come diversi scontri a fuoco con gli uomini dell’esercito cubano.” Sebastian, invece, tiene a sottolineare che a livello internazionale si parla tanto dei diritti negati a Cuba ma alla fine chi “non rispetta i diritti umani sono proprio gli Stati Uniti”.
 
Guantanamo nel 1979Il richiamo. Pare che il presidente George W. Bush, però, abbia difficoltà a recepire il richiamo internazionale sulla base di Guantanamo. Eppure esistono decine di documenti che raccolgono le testimonianze dei maltrattamenti ai carcerati e le lunghe attese per avere un processo. In merito al trattamento dei detenuti, è notizia di questi giorni che ben 75 di loro stanno portando avanti lo sciopero della fame. All’inizio il gruppo di carcerati che aveva iniziato la protesta era composto solo da cinque elementi, andati via via aumentando. Ma gli uomini Usa avevano per le mani la soluzione allo sciopero della fame dei carcerati: obbligarli a nutrirsi dopo averli legati a delle sedie.
Ma la cosa che maggiormente deve far riflettere è il grande numero di tentativi di suicidio dei carcerati.  Il comandante delle forze militari presenti nella baia cubana, Robert Durand, sostiene che i tentativi di suicidio e gli scioperi della fame siano metodi utilizzati dagli uomini di al Qaeda per cercare di richiamare l’attenzione intorno ai loro casi. I detenuti che hanno tentato il suicidio o che per qualche ragione hanno partecipato allo sciopero della fame sono stati messi in isolamento e la loro condizione è peggiorata.
“Non troverai mai un cubano che ti dica di essere felice nel constatare la situazione di Guantanamo” conclude Sebastian.
 

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità