31/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La società civile mondiale è “preoccupata per l’estrema violenza” dopo i fatti di Atenco
 
Una delle cariche della polizia avvenute a San Salvador AtencoAnche secondo la Commissione Civile Internazionale di Osservazione per i Diritti Umani i metodi violenti usati dalla polizia contro gli abitanti di San Salvador Atenco nei primi giorni di maggio sono da censurare. Secondo la Commissione, formata da 29 persone di diverse nazionalità e nata nel dicembre del 1997 dopo il massacro di Acteal in Chiapas, il comportamento della polizia, che ha causato la morte di un ragazzo di 14 anni, il pestaggio selvaggio di più di 300 persone, l’espulsione di cinque stranieri e la morte cerebrale di uno studente di Città del Messico “ha suscitato grande preoccupazione nella società civile internazionale”, tanto da richiederne l’intervento.
 
Le violenze a Atenco sono state pesantiStop agli abusi. I rappresentanti della Commissione hanno anche aggiunto che la vera angoscia è data “dalle violazioni e dalle aggressioni sessuali contro le donne. Quello delle violenze sulle ragazze è un fatto molto grave che deve essere chiarito davanti alla comunità mondiale”. Ma i racconti che arrivano da Atenco sono impressionanti. Dopo essere state rimesse in libertà alcuni giovani donne hanno raccontato di aver 'barattato' la loro liberazione con rapporti sessuali con i poliziotti. Anche questa denuncia è al vaglio della Commissione.
Intanto fanno sapere che dal 29 maggio al 4 giugno tutti i membri della Commissione saranno al lavoro per cercare di fare chiarezza sugli avvenimenti e “informare la comunità internazionale su quanto è successo a San Salvador Atenco”. I risultati dei lavori della Commissione “saranno presentati all'Organizzazione delle Nazioni Unite, ai rispettivi paesi, a diverse organizzazioni civili e sociali internazionali, alle autorità messicane, a gruppi per i diritti umani del Messico ed alla società civile”.
  
Un poliziotto arresta un manifestanteNon solo. I portavoce della commissione hanno fatto sapere di essere giunti in Messico con il visto di 'osservatori internazionali', per raccogliere tutte le informazioni possibili sugli episodi di violenza che hanno riguardato Atenco. “Vogliamo raccogliere le testimonianze delle persone che hanno subito aggressioni”, hanno detto dalla Commissione, “e violazioni dei loro diritti umani. Raccoglieremo le versioni di tutti coloro che vorranno fornire dati e documenti sui fatti” e invitando esplicitamente la popolazione della zona hanno aggiunto “Invitiamo le persone coinvolte nel conflitto a mettersi in contatto con noi e a farci arrivare il materiale che possa essere rilevante ai fini dell’investigazione. Questa richiesta si estende a tutte le persone che possano apportare informazioni significative”.
 
Un manifestante viene condotto alla centrale di polizia dopo essere stato ammanettatoPreoccupazioni. Anche la sezione messicana di Amnesty International ha chiesto che si indaghi a fondo sui fatti di Atenco, sul perché della loro esplosione (Atenco è un'area calda, già in passato la popolazione ha resistito contro la costruzione di un areoporto) e ha chiesto alle autorità di Città del Messico di essere celeri nell’avviare “indagini penali esaustive riguardo alle denunce di abusi sessuali e maltrattamenti contro le donne arrestate a Salvador Atenco commesse dai poliziotti federali. Allo stesso modo Amnesty ha chiesto che i risultati delle indagini divenissero pubblici.
Nel frattempo, durante una riunione nazionale degli aderenti alla ‘Otra Campana’, il sub Comandante Marcos ha proposto di realizzare una grande manifestazione nazionale il prossimo 2 luglio, che abbia lo scopo di ‘scombussolare’, sempre in forma pacifica, il processo elettorale, e veda la partecipazione di quella parte di popolazione che ha a cuore i diritti degli oppressi e degli emarginati e che voglia cambiare il corso della storia messicana. Una grande manifestazione del movimento, l’ha già definita Marcos, “che è ormai un movimento nazionale”, che si “proponga di smascherare il sistema”. 

Alessandro Grandi

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