Scontri per le strade di Managua fra studenti e polizia per il carovita. E' caos
scritto da
Giorgio Trucchi

Violenti scontri tra studenti universitari e forze
speciali della Polizia hanno scosso Managua, la capitale del Nicaragua.
L'aumento della tariffa della corsa degli
autobus, deciso in modo arbitrario e unilaterale dalle cooperative che
gestiscono in regime di monopolio il settore dei trasporti "pubblici", ha nuovamente
provocato
la reazione degli universitari, che per la prima volta hanno avuto anche
l'appoggio degli iscritti in alcune scuole superiori.
E' caos. Gli studenti hanno nuovamente rispolverato i
propri "morteros caseros" (mortai
artigianali) e i passamontagna, attaccando vari autobus,
costruendo barricate nei pressi delle
principali università della capitale e rispondendo agli attacchi della polizia.
Le cooperative hanno immediatamente ridotto, fino a
sospenderla in alcuni casi, la circolazione dei propri mezzi, mentre i
corpi speciali della
Polizia si sono lanciati in una massiccia azione repressiva. Molte
telecamere
hanno ripreso pestaggi indiscriminati contro studenti delle scuole
superiori,
che hanno portato all'immediata espulsione dalla Polizia di tre agenti
e alla
sospensione di altri quattro.
Da entrambe le parti ci sono stati, fino ad
ora, numerosi feriti e arresti, mentre continuano gli scontri in varie parti
della città.
La polizia ha continuato a far uso di gas
lacrimogeno, provocando il ricovero di molte persone che vivevano nelle zone
circostanti, e
di armi da fuoco caricate, secondo la versione ufficiale, con proiettili di
gomma.
Alcuni autisti di autobus sono intervenuti
negli scontri sparando con pistole e ferendo uno studente alle gambe.
Senza fine. La grave crisi energetica, l'inarrestabile
aumento della benzina e le ripercussioni sulla catena dei prezzi dei beni di
prima necessità, sono problemi che si trascinano in modo drammatico da più di
un anno, senza che le istituzioni dello Stato abbiano dimostrato un reale
impegno e interesse nella ricerca di soluzioni adeguate.
Se da una parte i proprietari degli autobus
reclamano nuovi e continui sussidi dallo Stato per poter mantenere inalterata
la tariffa per la
popolazione, dall'altra non hanno mai mantenuto la promessa di migliorare il
pessimo servizio che continuano a offrire, continuando a stipare gli autobus
fino all'inverosimile, per condurre i propri mezzi in modo irresponsabile, a oltraggiare
i passeggeri e a utilizzare autobus
fatiscenti, costantemente coinvolti in incidenti o guasti meccanici.
Si sono, inoltre, sempre rifiutati di far conoscere pubblicamente
l'utilizzo dei fondi pubblici ricevuti, trovandosi spesso coinvolti in scandali
di corruzione.
A briglie sciolte. Le istituzioni pubbliche, da parte loro, hanno
finora lasciato che la grave crisi energetica che ha investito il paese
arrivasse a limiti insostenibili per la popolazione, che continua a
sopravvivere con poche decine di dollari al mese e che deve fare i salti
mortali per poter tamponare i continui aumenti dei beni di prima necessità e
dei servizi di base come energia elettrica,
gas, acqua e trasporti pubblici.
Problemi rimandati. In queste ultime ore sono in corso varie riunioni
tra i rappresentanti delle cooperative dei trasporti, il Governo, la Asamblea
Nacional e gli studenti, ma il timore è che alla fine si risolva tutto con
nuove soluzioni-tampone che, fino ad ora, non hanno fatto altro che posporre
nel tempo i gravi problemi sul tappeto, che hanno bisogno di analisi serie e a
lungo termine, lasciando per un momento da parte i giochi politici e di
partito, particolarmente intensi in questo periodo preelettorale.