05/06/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



I volontari iniziano la costruzione del muro al confine con il Messico
 
Mercoledì 17 maggio il senato statunitense, concentrato da settimane a discutere la legge sulla regolamentazione dell’immigrazione, ha approvato l’ampliamento, di 300 miglia, della barriera (in questo tratto costituita da tre strati di ostacoli) che separa gli Usa dal Messico.
 
Un volontario controlla i confiniNegli Usa. Soddisfazione per la decisione (i voti a favore sono stati 83, i contrari 16) è stata espressa dal senatore conservatore, Jeff Session, fautore dell’iniziativa che tende a mettere un freno al massiccio afflusso illegale negli Usa di milioni di cittadini sudamericani, soprattutto messicani. Il provvedimento, però, una volta passato dal Senato alla Camera, potrebbe essere soggetto a sostanziali modifiche. Dunque, questo angolo di mondo, passaggio obbligato per chi cerca fortuna negli Usa e lungo il quale in molti (ogni anno) trovano la morte (per gli ostacoli del deserto o perché vittime della polizia), è sempre più al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica.
Poche ore prima della decisione del senato di allungare il ‘muro’, il presidente Usa, George W. Bush, aveva fatto sapere che sei mila uomini della Guardia Nazionale (nei prossimi due anni se ne dovrebbero aggiungere altri) sarebbero stati inviati al confine con il Messico per meglio pattugliare la regione, per cercare di colpire duramente le organizzazioni di narcotrafficanti e evitare così un facile ingresso in America ai gruppi terroristici internazionali, ammettendo che gli Usa “al momento non hanno un controllo completo dei confini”. E il presidente Bush non si era fermato a questo. Sempre più convinto di riuscire a trovare una soluzione al problema immigrazione, aveva anche detto che il controllo della frontiera meridionale sarebbe stato eseguito avvalendosi di strumenti tecnologicamente avanzati, come raggi infrarossi, sensori di movimento e piccoli aerei spia, capaci di volare e controllare il territorio senza il pilota.
 
Minuteman che costruiscono il muroLe azioni dei privati. Nel frattempo l’organizzazione Minuteman Project (che da tempo chiede al governo di costruire un muro lungo i tremila chilometri di frontiera) è passata all’azione. Nonostante Camera e Senato Usa non siano ancora d’accordo sul da farsi, i Minuteman hanno iniziato la costruzione del muro in autonomia. Gli appartenenti all’organizzazione patriottica Usa si sono dati appuntamento, durante il fine settimana, in una fattoria privata del sud dell’Arizona, per iniziare la costruzione della barriera che, per i responsabili dei Minuteman, dovrebbe contribuire a frenare l’immigrazione illegale.
I portavoce dei Minuteman fanno sapere che una volta terminata, la nuova parte di barriera costruita dai volontari coprirà una lunghezza di 16 chilometri, tutti di proprietà privata. Sempre secondo quando riferito dai ‘guardiani volontari’, si tratta della prima parte di muro costruita su un territorio privato e interamente con finanziamenti giunti da privati cittadini.
 
Le proteste dei cittadini Usa che vivono in prossimità del confine messicanoDal Messico. La reazione messicana a quella che all’inizio poteva sembrare una militarizzazione di confini, non si è fatta attendere. In un comunicato ufficiale il ministro degli Esteri, Ernesto Derbez, ha manifestato tutto il suo timore in merito all’invio di tanti uomini della Guardia nazionale Usa a pattugliare la frontiera, esprimendo perplessità sull’effettiva efficacia della misura.
Ma se da un lato il presidente Bush ha sbandierato la volontà di rafforzare le misure di controllo alle frontiere, dall’altro si è detto possibilista sull’eventualità di legalizzare la posizione dei cittadini irregolari che già si trovano negli Usa (mossa molto apprezzata dai democratici), che sono tanto importanti per la vita economica del paese. La proposta avanzata da Bush è quella di fornire permessi di lavoro ‘a tempo’, in modo da convertire lavoratori illegali in contribuenti. Nei punti base della riforma migratoria proposta dal presidente statunitense, inoltre, è prevista anche la creazione di documenti di identità ad hoc, forniti di dati biometrici, impossibili da falsificare e in grado in tempo reale di fornire informazioni a un eventuale datore di lavoro sulla condizione sociale dell’immigrato che chiede di essere assunto.
 

Alessandro Grandi

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