31/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Violenza e insicurezza la fanno da padrone in Guatemala
Sono passati dieci anni dalla fine della guerra civile, che ha insanguinato il paese per 36 anni e che ha lasciato sul campo 250mila morti, eppure in Guatemala si continua a morire ammazzati. Da qualche giorno è stato mobilitato perfino l'esercito per combattere l'ondata di delinquenza e di omicidi che si sta verificando. Nel solo 2005 si è registrata una media di 16 morti al giorno. Responsabili delle violenze sono le gang giovanili, in lotta per il controllo del traffico di droga e armi. Sono tuttavia in molti a chiedersi se l'esercito, responsabile di molti episodi di violenza durante la lunga guerra civile (1960-1996), possa riuscire dove la polizia, caratterizzata da una profonda corruzione, ha fallito. La speranza dei guatemaltechi di costruire un paese di pace e diritti sta vacillando. Sebbene la violenza politica sia calata, quella comune delle mafie del narcotraffico regna sovrana e le vittime superano addirittura i bilanci del periodo di guerra. Secondo Louise Arbour, dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, “nonostante gli sforzi del Governo dalla firma della pace, le riforme vanno avanti lentamente”. Al termine della sua visita ufficiale nel paese, ha denunciato come sia particolarmente preoccupante l’insicurezza cittadina, l’inoperosità del sistema di giustizia, la mancanza di evoluzione del processo di risarcimento alle vittime del conflitto armato e i gravi problemi socioeconomici attribuibili alla disoccupazione.  
 
scritto per noi da
Mario Polanco* 
 
Donna guatemalteca con mascherina per evitare gli effetti delle epidemiePiogge torrenziali, innondazioni, terremoti, alluvioni, città che rischiano di essere distrutte sono alcune delle notizie che ascoltiamo e che rendono il Guatemala famoso  agli occhi  della comunità internazionale. Sono conseguenze della forza della natura, conseguenze che potrebbero essere evitate con ricerche più accurate o investendo di più nella prevenzione, ma certo tutti sappiamo che possono accadere indipendentemente dalla volontà del popolo del Guatemala.
A parte i fenomeni naturali che comunque generano tanto dolore, però, il Guatemala è anche famoso nel mondo per la violenza diffusa, per il pericolo che i suoi abitanti corrono ogni giorno solamente per essere  nati in questo paese o per il fatto di viverci.
Le cause di questa violenza e insicurezza diffusa si devono ricercare nell'iniqua distribuzione della ricchezza e nelle poche tasse che pagano i grandi imprenditori. Lo Stato, non penalizzando gli evasori fiscali e non riscuotendo tasse dalla maggior parte della popolazione povera, non investe nel sociale e permette che sempre più persone si arruolino in bande criminali.
 
Bambini su una tombaCorruzione dilagante. Molte persone, nella maggior parte dei casi legate alle forze armate, si sono messe al servizio del crimine organizzato e ora sono capaci di minacciare e uccidere, attivisti sociali, oppositori politici, professionisti o imprenditori.
Pochi giorni fa, un militante dell'ex rivoluzione, oggi convertito al partito politico, è stato catturato illegalmente ed è sparito nel nulla: si tratta di Oscar Duarte, sequestrato dopo essere stato tenuto d'occhio da uomini armati, che guidavano un furgone dai vetri oscurati. Ora Oscar si trova in un carcere clandestino, e probabilmente verrà torturato, fisicamente e psicologicamente. I suoi familiari temono che possa essere ucciso.
La storia di Oscar è solamente una delle tante, simili, che accadono ogni giorno in Guatemala: storie di libertà tolte, di vite distrutte, di pericoli dietro l’angolo.
Fino a ora sono 500 le persone brutalmente assassinate e la maggior parte di esse sono state anche torturate prima di essere uccise.
Le donne continuano a essere vittime di violenza non solo tra le mura di casa, ma anche a causa di gruppi di misogini che si divertono a ucciderle, sequestrarle, torturarle, violentarle e assassinarle.
Solamente negli ultimi mesi di quest'anno, almeno 290 donne sono state vittime di queste violenze.
 
Donne guatemalteche sconvolteUscire dall'abisso. La risposta delle autorità è nulla nella maggior parte dei casi, non esistono indagini e le poche che si sono registrate sono ostacolate all'interno dalla stessa Polizia Nazionale Civile (Pnc), un'istituzione corrotta con infiltrazioni nel crimine organizzato.
Lo Stato non ha creato una politica di sicurezza seria e oggettiva, e non può neanche denunciare i maggiori capi delle organizzazioni criminali essendo questi coinvolti nelle più alte sfere del governo.
Finchè non esisterà la volontà di combattere il crimine organizzato, non si tenterà di abbattere il divario tra estrema ricchezza ed estrema povertà, i quartieri più ricchi e benestanti continueranno a essere invasi da criminali che vanno alla ricerca di quello che non possono avere. E il resto della gente continuerà a  morire di fame.
Il Guatemala può tentare di uscire da questo abisso o continuare a nascondersi nel fango dal quale è difficile che poi possa uscire per molti anni.
 
Categoria: Tortura, Ambiente
Luogo: Guatemala