Almeno 14 morti e 140 feriti. I loro racconti dai letti dell'ospedale di Emergency

I dati forniti dai sei principali ospedali di Kabul parlano
di almeno 14 morti e 140 feriti, molti dei quali in gravissime condizioni.
Tutti vittime del fuoco delle mitragliatrici dei marines e dei kalashnikov
della polizia afgana, che hanno sparato contro la folla di manifestanti durante
la rivolta di ieri a Kabul.
Solo all’ospedale della Ong italiana Emergency sono
deceduti 6 dei circa settanta feriti ricoverati ieri pomeriggio. Alcuni di
loro, quelli che versano in condizioni meno gravi, ci hanno raccontato com'è
andata.
Gul Agha, 44 anni.
Fa il facchino. Ieri era nella
piana dello Shomali, seduto a lato della strada, in attesa di un
lavoro. “Ho
visto l'incidente che ha coinvolto il convoglio americano e tre
macchine
civili. Poco dopo, una gran folla ha circondato il convoglio e hanno
iniziato
a
tirare pietre contro i soldati americani. A un certo punto i
soldati hanno cominciato a sparare contro la folla. Il convoglio
poi è ripartito verso la base di Bagram. La polizia afgana è rimasta lì
e ha
continuato a sparare sulla folla. E' così che sono rimasto ferito”.
Gul Agha è stato colpito alla coscia e forse gli verrà
amputata la gamba.
Shamsurahan, 29 anni. Come molti afgani non ha un
lavoro fisso. Ieri mattina, armato di una borsa termica, vendeva bibite fresche
a lato della strada, nella piana dello Shomali – la grande pianura a nord di
Kabul. “Mi trovavo a circa 500 metri dal luogo dell’incidente. Non ho capito
bene che cosa stava succedendo. Ho solo visto una gran folla circondare il
convoglio dei soldati americani. Poi mi hanno sparato”.
Shamsurahan è stato colpito a una spalla.
Abdul Nabe, 32 anni. Si guadagna da vivere facendo
l’autista. “Stavo tornando a casa mia, nella piana di Shomali, quando mi sono
imbattuto nell’incidente. Ho visto la folla che circondava il convoglio
americano e lanciava pietre contro le loro jeep. Improvvisamente i soldati
americani hanno aperto il fuoco sulla folla con le mitragliatrici”.
Abdul è stato colpito al petto.
Said Ahmad, 28 anni. Ieri era fuori dalla sua
bottega, quando ha visto l'incidente e la folla che circondava i soldati.
Quando questi hanno iniziato a sparare, è stato colpito da diversi proiettili
nell’addome.
Mohammed Nazir, 24 anni. Per vivere vende verdura e succhi di frutta nel bazar, nel centro
di Kabul. Ieri si è unito alla folla che manifestava contro i soldati
stranieri. “Ero qui vicino all’ospedale di Emergency quando la polizia afgana
ha aperto il fuoco su di noi”.
Mohammed è stato colpito da un proiettile in testa e ha
perso entrambi gli occhi.
Grazie a Andrea Ghidini e Andrea Landini, che hanno raccolto le storie dei pazienti
nel centro chirurgico di Emergency a Kabul