29/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Popolazione in rivolta contro truppe Usa e governo dopo l’uccisione di civili da parte di marines
Auto della polizia in fiamme a Kabul
Alla fine di una giornata di scontri, i bilanci sono ancora confusi, e nessuno riesce a sapere quanti morti, quanti feriti ci sono stati nel giorno della annunciata rivolta. Qualcuno parla di 20 vittime, altri, comela televisione Al-Jazeera, sostengono siano molte di più.
Di certo, 75 pazienti sono stati portati all'ospedale di Emergency di Kabul, tutti con ferite da arma da fuoco. 44 di loro sono stati ricoverati, 27 sono stati trattati in pronto soccorso. Tra i feriti una bambina di 12 anni e una donna di circa 35 anni, incinta. Un paziente è morto all'arrivo, due sono deceduti nel reparto di terapia intensiva altri due sono morti dopo l'intervento dei chirurghi di Emergency per la gravità delle lesioni subite durante gli scontri. E se i morti censiti da Emergency sono 5, c'è da pensare che in città siano molti di più
 
L'ospedale di Emergency a KabulSettantacinque feriti nell'ospedale di Emergency. A raccontare la giornata di Emergency a PeaceReporter è Andrea Ghidini, logista della Ong italiana nella capitale afgana. "Dei 75 ricoverati, tutti con ferite da arma da fuoco, molti sono gravissimi. Quattro sono giunti qui in fin di vita, e sono morti appena arrivati qui in ospedale".
"E' successo tutto abbastanza all'improvviso. Pare siano stati uomini dell'Isaf a cominciare tutto. 'Americani dell'Isaf', dicono qui. Hanno sparato sulla folla che protestava per un incidente di macchina. Incidenti stradali che coinvolgono mezzi militari stranieri ne capitano spessissimo, perché i militari guidano in modo assolutamente criminale".
"Poco dopo - continua Andrea - sono cominciate manifestazioni in tutta la città. E sono cominciati ad arrivare feriti nel nostro ospedale. La folla dei manifestanti attaccava qualsiasi macchina con a bordo internazionali. Anche intorno al nostro ospedale hanno sparato a lungo, almeno per tre ore. Nessuno di Emergency è stato coinvolto, né nelle sparatorie, né negli attacchi alle macchine".
In città i manifestanti hanno attaccato i check point della polizia afgana. "Parecchi posti di blocco - racconta Andrea - sono stati assaltati e dati alle fiamme. E i manifestanti hanno portato via le armi della polizia. Poi, a un certo punto del pomeriggio, verso le due, anche l'esercito afgano si è messo a sparare sulla gente che manifestava disarmata".
 
Vittima del fuoco UsaCronaca di una rivolta annunciata. Gli elicotteri militari Usa sorvolano una Kabul in rivolta, facendo lo slalom tra le colonne di fumo nero che si alzano dal centro della città, dove risuonano raffiche di mitra e urla di morte contro l’America e contro Karzai. I blindati delle truppe Nato sfrecciano per le strade deserte tra le carcasse di auto bruciate dai manifestanti che, nonostante il dispiegamento in forze dell’esercito afgano, dalla periferia sono confluiti verso il centro, hanno fatto irruzione nel parlamento e dato alle fiamme la sede della televisione di Stato spingendosi fino al palazzo presidenziale e all’ambasciata Usa, evacuata e difesa dai marines che sembra abbiano aperto il fuoco con le mitragliatrici. Ci sono morti, sembra almeno una trentina, e decine di feriti. La calma sembra tornata solo dopo ore di scontri.
 
La goccia che ha fatto traboccare il vaso. Tutto è cominciato lunedì mattina in un poverissimo quartiere della periferia di Kabul, Khir Khana, quando un enorme autotreno militare Usa scortato da tre Humvee si è schiantato contro un’auto civile ferendone, forse uccidendone i passeggeri. Un incidente dovuto all’alta velocità a cui i convogli Usa viaggiano abitualmente, anche nelle aree civili e trafficate, per timore di agguati. O forse, come ha poi dichiarato il comando Usa, causato da un guasto ai freni del camion. Fatto sta che la gente del quartiere, evidentemente esasperata da simili incidenti, si è rivoltata contro i militari Usa e ha iniziato a lanciar sassi contro le loro camionette, urlando “Morte all’America!” e “Morte a Karzai”. I marines non hanno esitato a sparare, uccidendo e ferendo un imprecisato numero di civili, addirittura 30 secondo al Jazeera.
 
Intifada afganaKabul a ferro e fuoco. A quel punto,centinaia e poi migliaia di persone inferocite sono scese per le polverose strade sterrate della periferia di Kabul scandendo slogan anti-americani e anti-Karzai, bruciando le auto della polizia e lanciando sassi contro gli agenti subito intervenuti. Che hanno risposto aprendo il fuoco sui manifestanti, che nonostante questo si sono diretti verso il centro, lasciandosi dietro una scia di auto in fiamme. Hanno circondato il parlamento per poi farvi irruzione. Hanno appiccato il fuoco alla sede di Aryana Tv, la televisione di Stato. Hanno circondato l’ambasciata Usa, che nel frattempo era già stata evacuata. Hanno assaltato e bruciato alcuni commissariati di polizia mettendo in fuga gli agenti. Hanno cercato di dirigersi verso il palazzo presidenziale di Karzai. Hanno preso a sassate gli hotel di lusso frequentati dagli occidentali.
I giornalisti stranieri presenti in città riferiscono di raffiche di mitra provenienti da diverse zone del centro, sparate sia dai soldati Usa che dalla polizia e dall’esercito afgano.
 
Talebano ferito nel raid Usa della scorsa settimanaBombardamenti Usa al sud: 50 morti. Mentre Kabul brucia, dal sud del paese continuano a giungere notizie di guerra. Questa mattina l’aviazione Usa ha bombardato una moschea nella provincia di Helmand, distretto di Kajaki, uccidendo “una cinquantina di talebani” che vi stavano tenendo una “riunione”. L’ultimo raid aereo che doveva aver ucciso decine di “talebani”, una settimana fa, in realtà ha provocato la morte di almeno una trentina di civili, comprese donne e bambini.
Le ultime settimane sono state per l’Afghanistan le più sanguinose degli ultimi cinque anni, con centinaia di morti, battaglie campali, bombardamenti aerei, stragi di civili e attentati suicidi, in un clima di crescente insofferenza popolare verso le truppe d’occupazione straniere. L’Afghanistan è una bomba innescata, pronta a esplodere alla minima scintilla. La rivolta di oggi a Kabul lo dimostra al di là di ogni dubbio.
 
Il commento di Gino Strada. “Nonostante i giochi di parole – ha commentato il chirurgo di Emergency, Gino Strada –  l’Afghanistan è una paese occupato da forze militari straniere. E che io sappia, non esiste popolo al mondo a cui piaccia vivere sotto occupazione straniera. Gli afgani non fanno differenza”.  
 

Enrico Piovesana

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