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Le origini. Il business delle compagnie ha origine a metà anni ’90, in Sudafrica. Con la fine del regime
bianco, sono tempi duri per il Koevoet, il Vlakplaas, la Reaction Unit 9 e il 32 Buffalo Battalion, i corpi speciali che hanno contribuito a prolungare il dominio bianco per decenni
grazie alle operazioni sporche condotte sia in patria che all’estero: dall’intervento
nella guerra civile angolana, agli attacchi contro la Swapo (l’organizzazione indipendentista della Namibia), fino al rapimento e all’assassinio
di attivisti anti-apartheid, condotti nei vicini Zimbabwe e Botswana. E’ a questo
punto che il tenente-colonnello Eeben Barlow ha una brillante idea: costituire
una compagnia privata di sicurezza, la Executive Outcomes, per sfruttare il know-how dei suoi uomini disoccupati e, perché no, guadagnare una caterva di quattrini
intervenendo nelle guerre civili africane.
L'affare Obiang. Nel 2003, un aereo zeppo di militari viene fermato in Zimbabwe. All’interno,
70 mercenari diretti in Guinea Equatoriale, con il compito di rovesciare il presidente
Teodoro Obiang Nguema. Nell’affare vengono coinvolti numerosi uomini della Si, tra cui uno dei suoi capi, Simon Mann. Lo scandalo porta alla chiusura della
compagnia, ma non del fiorente business: sebbene il Sudafrica abbia approvato, nel 1998, una legge che proibisce il
mercenariato, la differenza tra quest’ultimo e le compagnie private non è molto
chiara. La scarsa volontà di applicare la legge e le pene ridicole comminate (due
mercenari bloccati in Costa d’Avorio furono condannati a pagare circa 15 mila
dollari, recuperabili con pochi giorni di “lavoro”) hanno fatto anzi crescere
il giro d’affari.
Il boom. L’esempio di Barlow è stato seguito da subito, tanto che le compagnie private
spuntano
come funghi. Dalla Gran Bretagna agli Usa, passando per la Norvegia, sono molti
i Paesi che si sono lanciati nel business. Ma nonostante la serrata concorrenza, i Sudafricani sono ancora i più apprezzati:
basti pensare che il Sudafrica è il terzo paese al mondo per numero di personale
fornito alle compagnie
di sicurezza in Iraq (almeno 5 mila uomini). La Aegis Defence Services, erede della Si, ha spuntato un contratto di 290 milioni di dollari per la protezione della
Green Line, mentre la Erinys, una compagnia anglo-sudafricana attiva anche nella protezione dei pozzi petroliferi
nigeriani, ha ottenuto 80 milioni di dollari per l’addestramento delle nuove forze
di sicurezza irachene. E quando finirà la manna mediorientale, nessun problema.
In Africa, il lavoro non manca di certo. Matteo Fagotto