29/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Uribe vince. Gaviria si assesta al 22 percento. Picco di minacce ai suoi simpatizzanti
scritto per noi da
Simone Bruno 
 
Alvaro Uribe, riconfermato presidente della ColombiaNemmeno il ballottaggio. Il 53 percento che i sondaggi avevano previsto per Uribe, facendo presagire un testa a testa con lo sfidante più quotato, Cesar Gaviria, si è rivelata una vera e propria illusione. Con un 62% dei voti Alvaro Uribe Veléz è stato rieletto presidente della Colombia.
Una vittoria schiacciante, dove neanche l’ombra dei brogli può far pensare a un esito distinto. Basta pensare che anche a Bogotà il dato rispetta l’andamento nazionale e qui in città non ci sono gruppi armati che accompagnano i contadini a votare sotto minaccia.
Hanno vinto le parole vuote, le mani sul cuore, le promesse disattese ma rinnovate, il culto personale, la destra reazionaria e violenta.
 
A furor di popolo. Con una vittoria così schiacciante al primo turno, la più grande della storia del paese, il presidente si sentirà investito da un plebiscito di approvazione e legittimato nella sua “Seguridad Democratica”, nel suo trattato di libero commercio con gli Stati Uniti, nella sua lotta armata alla guerriglia.
Si sentirà legittimato nel continuare a smantellare lo stato sociale, a legalizzare gli assassini, magari a rendersi rieleggibile una terza volta, poco conta che il 55 percento degli elettori abbia scelto di non scegliere, rimanendo a casa.
 
La buona notizia. Unica nota positiva è che grazie alla leadership di Carlos Gaviria e del suo polo democratico sembra che finalmente anche la Colombia sia entrata nelle dinamiche regionali che vogliono forti movimenti e partiti politici di sinistra guadagnare consensi in larghi strati della società, ma purtroppo bisognerà attendere altri quattro anni, anni in cui il paese scivolerà fino a toccare il fondo, si isolerà ancora di più dai suoi vicini e sarà il cancello d’entrata delle forze militari e dell’influenza nord americana.
Il Polo democratico Alternativo, il partito che ha appoggiato la candidatura di Carlos Gaviria con il suo 22 percento rappresenta il più grande successo di una formazione propriamente di sinistra in un’elezione presidenziale colombiana, il precedente record era detenuto dalla scomparsa Union Patriottica, la Up: quasi 4000 dei suoi esponenti sono stati trucidati dai gruppi paramilitari e lo stillicidio continua ancora oggi.
 
Le minacce. Nelle ultime settimane quasi tutte le organizzazioni di diritti umani colombiane, gli esponenti politici alternativi, i giornalisti, i sindacalisti, le organizzazioni indigene hanno ricevuto pesanti e continue minacce: “Non siate troppo contenti, tutte quelle magliette gialle diventeranno rosse..”.
Giallo è il colore del Polo, delle spillette con “Gaviria presidente” che portavano i suoi sostenitori e che venivano derise dalla polizia per le strade della città; giallo era il colore della piazza Bolivar nella partecipata cerimonia conclusiva della campagna presidenziale del ex presidente della corte costituzionale.
 
Solo l'inizio. L’esercito è già fuori controllo: solo nella settimana scorsa è avvenuta la fucilazione misteriosa della miglior squadra anti-droga del paese per opera di effettivi militari. I motivi sono ancora sconosciuti, ma facilmente immaginabili, per non parlare degli assalti alle comunità e le continue minacce.
Il paese rischia di andare fuori controllo: dopo la legalizzazione dei sanguinari paramilitari è arrivata oggi l’approvazione popolare all’operato del governo. La violenza degli ultimi tempi rischia di essere solo l’inizio.
 
Categoria: Elezioni, Guerra
Luogo: Colombia
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