27/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Domenica al via le presidenziali. Fiato sospeso. Occhi puntati sullo sfidante più quotato: Carlos Gaviria
Scritto per noi da
Simone Bruno 
 
Cesar GaviriaComunque vada, Carlos Gaviria ha vinto. E Uribe ha perso. Questo lo possiamo dire anche prima delle elezioni di domani, domenica 28 maggio. Gaviria ha vinto perché partendo dallo zero percento nei sondaggi è arrivato al 23, e considerando il modo in cui i sondaggi si fanno in Colombia, l’intenzione di votarlo potrebbe essere anche superiore.
Uribe ha invece perduto, su molti fronti. A livello percentuale, in pochi mesi è passato dal 70-80 percento al 53, dato ufficiale e quindi dubbio in un Paese come questo.
 
Almeno in apparenza. Sembra quindi inevitabile un secondo turno, un ballottaggio dove le tendenze attuali potrebbero far avvicinare ancor di più i due contendenti. Non sprechiamo altre parole per Serpa, il candidato liberale, il perdente di sempre, che sin dall’inizio della bagarre elettorale avevamo dato per spacciato. Dopo il sorpasso nei sondaggi da parte di Gaviria è infatti precipitato sotto il 10 percento.
 
Alvaro UribeCaduta libera. Ma come mai la luna di miele tra i colombiani e Uribe sta finendo? Solo due mesi fa il presidente annunciava la fine delle negoziazioni del Trattato di libero commercio (TLC) con gli Stati Uniti, vale a dire la trasformazione del paese in un fornitore di prodotti tropicali ed esotici e la distruzione dell’industria nazionale, nonché dell’agricoltura di sussistenza. Data la situazione del continente e il livello dello scontro su questi temi nei paesi confinanti, il buon senso avrebbe sconsigliato di introdurre questo scottante tema nella campagna elettorale. Ma Alvaro Uribe non si è fatto intimorire. Forte della sua popolarità lo aveva addirittura sbandierato ai quattri venti, fiero del patto. Poi però le cose sono cambiate.
 
L'ascendente. La reazione del Venezuela ha ottenuto all'interno della Colombia un effetto inaspettato per Uribe. Il paese di Chavez, per reazione al Tlc colombo-statunitense, è uscito dalla Comunità Andina delle nazioni, dichiarandola "assassinata" proprio da quegli accordi con gli Usa. E nel Paese è stato il delirio. Una dietro l'altra si sono susseguite manifestazioni di massa che hanno confermato l’ascendente di Hugo Chavez su molti settori della società colombiana.
 
Scandali. Non ha inoltre aiutato il presidente in carica  nemmeno lo scandalo di Noguera, ex capo della polizia segreta del Das, accusato di aver dirottato 300mila voti sul candidato Uribe nelle elezioni del 2002, facendolo vincere così al primo turno contro Serpa. Costretto a dimettersi prima dal Das, per le accuse di essere il mandante dell’omicidio di 24 attivisti sociali, Noguera è poi stato nominato Console a Milano, da dove l’ultimo scandalo lo ha strappato via.
Fatti che hanno travolto anche il presidente, trovatosi ad affrontare un aspro scontro con i mezzi di comunicazione. La rivista Semana, da sempre la più autorevole del paese, diretta da Alejandro Santos, che appartiene a una delle famiglie più potenti della Colombia, è stata definita un giornaletto. Forse perché aveva seguito accuratamente tutta la vicenda? Per non parlare della serie di sgarri e ripicche del presidente nei confronti di molti giornalisti, rifiutandosi di presentarsi all’ultimo momento in dibattiti televisivi con gli altri candidati.
 
Elezioni Mai visto prima. Ma la situazione descritta dai sondaggi sulle intenzioni di voto non è dovuta solo ai demeriti e ai fallimenti dell’attuale presidente in carica, ma anche alle capacità di Carlos Gaviria. Intorno a lui si è creata una nuova sinistra, che ha raggiunto livelli mai visti in Colombia. Dietro di lui si sono schierati tutti coloro che sentono il profumo del vento del cambiamento, che sta percorrendo in lungo e in largo l’America Latina. Finora qui è mancato un vero leader, capace di radunare speranze e voglia di pace. E Carlos Gaviria lo è diventato. Ha dunque vinto la sua battaglia personale, al di là di tutto quello che accadrà nella battaglia elettorale. Il suo schieramento, il Polo Democratico, è una forza reale. Si basa su uno zoccolo duro ampio e radicato, molto meno influenzabile di quanto lo siano gli elettori di Uribe. Gli uribisti sono un piccolo gruppo che ha tratto benefici diretti dalle sue politiche unito a un gran numero di persone ammaliate dai sui discorsi e da quella mano sul cuore che mette ogni volta che scatta sugli attenti di fronte alla bandiera nazionale.
 
Tragedia. La campagna elettorale di Uribe è stata molto aggressiva. La violenza crescente e incontrollabile delle forze armate, evidente nelle recenti aggressioni subite dagli indigeni Nasa, si è rivolta verso oppositori politici, verso organizzazioni non governative colpevoli di lavorare con la gente martoriata dalla guerra, verso chiunque abbia un’idea della Colombia e del mondo diversa. Tragico l’omicidio della sorella dell’ex presidente, Cesar Gaviria, e dell’assistente della senatrice Pia Cordoba, omicidi che hanno colpito persone impegnate nella campagna elettorale contro il presidente Uribe.
 
Alvaro UribeLa paura. La paura più grande in caso di un secondo mandato Uribe è che si ripeta quanto avvenne con l’Union Patriottica, l’alleanza politica completamente cancellata dalla furia paramilitare. Quattromila rappresentanti falcidiati e decine di migliaia minacciati. Le relazioni tra i due periodi sono inquietanti. Solo un anno fa una lista di gente da eliminare appartenente al Polo democratico di Gaviria finì nelle mani degli inquirenti e molte di queste persone sono ancora oggi sotto minaccia. In Colombia, gli oppositori non si sconfiggono, si eliminano fisicamente. 
Categoria: Elezioni
Luogo: Colombia
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