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Di Mondiali non ce n’è solo uno. Da un po’ di tempo, quello che la Fifa,
massima autorità internazionale del calcio, organizza ogni quattro anni, non
vanta più l’esclusiva. Ne hanno realizzato un altro, ormai alla sua quinta
edizione: si svolgerà dal 23 al 29 settembre 2007 e si terrà a Buenos Aires. È
quello degli omosessuali, ideato dall’Associazione internazionale di Calcio Gay
e Lesbiche (Iglfa).
Salto nel vuoto. Per il Sud America è un evento, una grande scossa
al moralismo prevalente. È la prima volta, nel continente machista, che un
appuntamento sportivo internazionale viene dedicato agli omosessuali ed è una
scelta che presuppone molto coraggio e disponibilità al rischio. Quello
latinoamericano è un continente dove la maggior parte dei paesi sta ancora
discutendo se aprirsi al divorzio e all’aborto. La Chiesa di Roma domina sulla
società e la sua morale incombe. Ma aver scelto Buenos Aires è una sorta di
salto nel vuoto con la rete di protezione. La capitale argentina è la prima
città latinoamericana che ha permesso ai gay e alle lesbiche di unirsi
civilmente. È una legge del 2003 che lo stabilisce. È un’oasi felice, una
mistura di gente diversa, dalle mille estrazioni, dalle mille mentalità. Un modo
meno rischioso, quindi, per inserirsi nel complesso scenario latinoamericano.
Il coraggio. Un
sorriso soddisfatto tradisce la felicità del presidente della Comunità
Omosessuale Argentina (Cha), Cesar Cigliutti, per la scelta della Federazione:
“E’ un’occasione importante per la nostra comunità. È un modo per rendersi
visibili in un ambito dominato dall’omofobia e dal maschilismo come quello del
calcio argentino”. Cigliutti è un precursore per l’intero continente. Non solo
presidente della più vecchia e combattiva associazione gay argentina, ma anche
il primo in America Latina ad essersi sposato con un altro uomo. “Penso che la
nostra comunità abbia buone speranze anche qui, nonostante l’influenza della
Chiesa Cattolica. È vero che più dell’80 percento della popolazione le
appartiene, ma è altrettanto vero che la gente crede nella separazione dello
Stato dalla Chiesa. La Chiesa dice di non usare i preservativi, ma i ragazzi li
usano lo stesso. La Chiesa dice di non divorziare, ma dove è permesso
divorziano ugualmente. No al sesso prima del matrimonio, e tutti lo fanno senza
problemi. Guardo al futuro con fiducia, dunque”.Stella Spinelli