Spesso una pellicola cinematografica diventa motivo di discussione o addirittura
un caso internazionale.
Questa volta è successo quando Hugo Chavez, durante il consueto appuntamento
televisivo domenicale “Alò Presidente” ha fatto sapere alla nazione che il famoso
regista statunitense Oliver Stone sarebbe stato in procinto di girare un film
sul tentativo di golpe in Venezuela, nel 2002.
Fatti e misfatti. In quel periodo numerosi dissidenti militari, da tempo in disaccordo con la
politica di Hugo Chavez, si erano accordati con l’opposizione venezuelana per
far scomparire dalla scena politica il forte e popolarissimo presidente. Nonostante
fosse stato eletto democraticamente.
La mossa, però, durò pochissimo: solo due giorni. Chavez, infatti, non si è mai dimesso
dal suo incarico (cosa che invece sostenevano gli oppositori) e, grazie anche
alla fedeltà di gran parte dell’esercito, che lo appoggiava, riuscì a rientrare
al suo posto. Quella faccenda fu un caso internazionale. Lo stesso Chavez, infatti,
pensò che gli Usa fossero i veri registi del tentato golpe e adesso potrebbero
essere i censori della pellicola di Stone.
“Può accadere che il governo dell'impero provi a impedire le riprese di un film
su un colpo di stato – aveva raccontato il numero uno venezuelano - che loro stessi
hanno pianificato e portato avanti? Vediamo se ci riescono”. E pare che ci siano
riusciti veramente.
Ad un paio di giorni di distanza dall’annuncio dell’eventuale inizio delle riprese
del film, Oliver Stone ha già smentito tutto. Il film non si farà. Strano, anzi
stranissimo. Secondo alcune persone vicine al presidente sarebbe stato proprio
Stone, insieme al produttore John Daly, a richiedere la possibilità di realizzare
questa pellicola. E’ stato lo stesso regista, protagonista mondiale della cinematografia,
autore di film memorabili come Platoon, a farlo sapere per mezzo di un comunicato
stampa affidato ai suoi portavoce.
Precedenti. Nonostante alcune dichiarazioni degli ultimi mesi, i rapporti fra Venezuela e
Stati Uniti non sono idilliaci. Chavez, che è presidente di un Paese grande produttore
di petrolio, accusa gli Usa di aver organizzato il golpe del 2002. Di contro gli
Usa sostengono che Chavez continui ad allearsi con i nemici giurati degli americani:
in particolar modo Iran e Cuba.
Esiste comunque un precedente illustre. Oliver Stone è stato il regista di “Comandante”,
il famoso film-documentario su Fidel Castro, il lider maximo di Cuba. In quella pellicola
si mettevano in luce molti aspetti della vita pubblica e privata del numero uno
cubano. Con tutte le contraddizioni del caso, riassumibili nell’immagine emblematica
delle Nike (marca di scarpe da jogging Usa) indossate da Castro al posto dei più
scomodi e massicci anfibi militari.