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Oltre la barriera. L’eco internazionale della risoluzione del senato Usa (comunque ancora non
definitiva) ripresa da tutte le agenzie di stampa mondiali, unita alle proteste
formali messicane, ha però di recente provocato un sobbalzo d’orgoglio ai cancellieri
dei quattro stati centroamericani (Costa Rica, Honduras, Guatemala e Nicaragua)
che si sono uniti alle proteste messicane.
Dati.
Valdete Wileman, direttrice del Comitè de Atencion del Migrante
Retornado (con sede in Honduras) ha fatto sapere che “con questa
militarizzazione delle frontiere arriveremo ad avere più violazioni dei
diritti umani e in particolare di quelli degli emigranti. Ci saranno
molti più morti. La situazione potrebbe presto degenerare e arrivare ad
assomigliare in modo impressionante alla guerra in Iraq”. Infatti,
molti dei seimila uomini che nei prossimi mesi andranno a pattugliare
la frontiera meridionale Usa provengono dalle missioni in Iraq e
Afghanistan, e sono abituati a utilizzare metodi
poco ortodossi. La preoccupazione di molti analisti dell’area
è che la poca esperienza da parte dei soldati a trattare con i
clandestini possa sfociare in atti di violenza gratuita.
Alcuni dati.
La situazione immigrazione è sempre tragica, soprattutto in centro e
sud America. E' notizia di questi giorni che un camion su cui
viaggiavano 138 clandestini centroamericani, provenienti da El
Salvador, Nicaragua, Costa Rica e Honduras, è stato fermato in Chiapas
(regione meridionale del Messico e passaggio obbligato per quelle
persone che vogliono trasferirsi negli Stati Uniti) dove stava
percorrendo la strada per arrivare al confine nord del Messico, quello
con gli Usa. Dietro decine di casse di papaia gli agenti di frontiera
hanno scoperto la presenza dei cittadini centroamericani. Nessuno di
loro possedeva documenti. Tutti sono stati rimpatriati. Ma questo è
solo uno dei tanti avvenimenti che quotidianamente mettono al centro
dell'attenzione l'immigrazione. Un altro dato importante che arriva
dall’Honduras è che quest’anno sono stati almeno 60 gli honduregni
che hanno perso la vita sulla strada per gli Usa, inseguendo il sogno
americano. Il bollettino, però, è molto più pesante. Sono stati almeno
15 i feriti gravi e a quattro persone sono stati amputati gli arti
inferiori in seguito a ferite. Nel 2005 il tragico bollettino di
questa tristissima vicenda era stato molto più pesante: 160 morti.
Alessandro Grandi