L'ultima inchiesta di RaiNews24 svela l'uso di armi a energia diretta in Iraq. Sperimentate sui civili
Dopo le rivelazioni sull’uso di armi incendiarie al fosforo
bianco a Falluja, una nuova inchiesta di Maurizio Torrealta e Sigfrifdo Ranucci
per
Rai News 24 si occupa di un nuovo tipo di armamenti che, secondo testimoni,
sarebbero stati impiegati in Iraq e in Afghanistan.
Sono le armi a energia diretta, basate sul raggi che
possono essere di diverse lunghezze d’onda, capaci di bruciare a distanza
qualunque bersaglio. Le testimonianze, che si riferiscono alla battaglia,
avvenuta nel 2003, per la conquista dell’aeroporto di Baghdad. A parlare sono
iracheni che hanno assistito alla distruzione di un autobus “accartocciatosi
come un vestito bagnato” e l’uccisione di tutti i passeggeri, e i medici
dell’ospedale di Hilla che hanno potuto osservare i cadaveri “misteriosamente
rimpiccioliti
“.
Alti ufficiali del Pentagono e diversi scienziati hanno
ammesso che queste armi sono a un livello di sperimentazione tale da poter
essere impiegate qualora le circostanze lo richiedessero. Si tratta di una
nuova generazione di armamenti, che superano le convenzionali armi cinetiche
(proiettili e missili ) e quelle esplosive.
Questo tipo di munizioni può essere montato su piattaforme
mobili o sui mezzi dell’esercito, e il loro utilizzo spazia dalla difesa
antimissile, alla distruzione delle mine (in Afghanistan), alla distruzione di
bersagli militari (come pare sia accaduto in Iraq), fino alla gestione della
sicurezza interna.
Di questa generazione di strumenti di morte fa infatti parte
anche il Raggio del dolore, uno strumento non letale studiato per
infliggere un dolore insostenibile, da impiegare nel corso di interrogatori o
contro le manifestazioni di disordine pubblico.