18/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Milioni di litri di agenti chimici alimentano l'industria della soia transgenica in Paraguay
 
Non tutte le guerre si combattono a colpi di arma da fuoco. Non sempre gli eserciti sono protagonisti degli scontri. La popolazione, però, è sempre quella che subisce i danni maggiori.
In Paraguay, per esempio, si sta combattendo una battaglia contro i semi di soia transgenici.
 
campi di soiaI fatti. La storia è sempre la stessa: la monocultura della soia è un problema enorme, sia  per l’agricoltura del Paraguay, sia per la popolazione. Iniziata negli anni ’70 con l’avvento di imprenditori brasiliani, la coltivazione della soia ha avuto un vero boom nel 2000. Infatti, nel corso degli ultimi anni, questo paese è diventato uno dei maggiori esportatori di soia del mondo, precisamente il terzo, ma a scapito della salute della terra e della popolazione che la lavora. Con un problema importante di fondo: la soia prodotta ed esportata è tutta transgenica, con le deleterie conseguenze che si possono immaginare. Innanzitutto le zone boschive sono state in parte distrutte per lasciare spazio alla soia e l’uso dei diserbanti è stato il principale responsabile della contaminazione del terreno. Per non contare i danni sociali.
 
Coltivatore di soiaI danni sociali. Un altro dei problemi creati dalla monocultura della soia geneticamente modificata, infatti, riguarda l’abbandono della terra da parte dei contadini. Capita di frequente, in Paraguay, che le grandi multinazionali premano sugli agricoltori affinché vendano i propri appezzamenti di terra, che serviranno loro per la produzione di soia geneticamente modificata. Ma è proprio a quel punto che iniziano i grandi problemi. Privi di terreno da coltivare, i contadini si ritrovano a dover emigrare e a costruirsi una nuova vita, magari nelle città.
E non sempre le cose vanno bene, anzi. Nella maggioranza dei casi i campesinos, poco istruiti e non abituati alla vita frenetica e alle tensioni dei grandi centri urbani, si impoveriscono velocemente e vengono relegati ai margini della società, creando anche un problema sociale.
Ma ci sono anche i campesinos che resistono, non svendono le loro terre e diventano bersaglio facile di ogni tipo di abuso e vessazione da parte dei potenti latifondisti. Nelle campagne paraguayane ancora oggi vige legge del più forte. Con casi veramente incredibili. Infatti, non è difficile venire a conoscenza di sconfinamenti di latifondisti brasiliani che, con i loro piccoli eserciti privati composti da uomini armati disposti a tutto, entrano in territorio paraguayano cercando con l’intimidazione e la violenza di far abbandonare ai campesinos le loro terre e impossessarsene per impiantare soia gm.
 
Semi di soiaEffetti collaterali. La coltura della soia geneticamente modificata implica anche l’utilizzo di diserbanti e agenti tossici che, oltre a  rovinare i terreni (impoverendone di molto la fertilità), causano malattie nella popolazione che ne viene a contatto. I pesticidi usati per le coltivazioni di soia geneticamente modificata contengono agenti chimici molto dannosi per l’uomo: il Paraquat, il  Metamidofos e l’Endosulfan. Ognuno di questi componenti causa malattie che possono portare anche al decesso.
Infatti, in Paraguay, nelle zone della coltura della soia, sono sempre più frequenti i casi di aborto, malformazioni e addirittura morte per intossicazione.
Come avvenuto negli scorsi anni, quando diversi campesinos furono contaminati (per mezzo delle fumigazioni volute dai grandi produttori di soia) dai pesticidi (prodotti dalla Monsanto) a base di glifosato e paraquat. Nel frattempo i movimenti sindacali dei contadini paraguayani sono sul piede di guerra e pare che la soia sia uno dei pochi argomenti che fanno uscire dai confini continentali i fatti che accadono in Paraguay.
 
 
 

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità