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Vuoti da colmare. Il tema sarà argomento di discussione nella prossima
Assemblea mondiale della sanità (World Health Assembly), che prenderà
il via a Ginevra il 22 maggio e durerà fino al 27. A seguito di una
risoluzione proposta da Brasile e Kenya, si parlerà di ricerca e
sviluppo e dei vuoti presenti. E sempre in occasione dell’Assemblea
mondiale, verrà presentato l’appello internazionale per la ricerca e lo
sviluppo promosso da Drugs for Neglected Diseases initiative (Attività
a favore dei farmaci per le malattie dimenticate): lanciato un anno fa,
si rivolge ai governi perché diano il loro supporto economico e il loro
sostegno alla ricerca di nuovi farmaci, vaccini e strumenti diagnostici
per le malattie dimenticate. Appoggiato da Oswaldo Cruz Foundation
(Brasile), Indian Council of Medical Research, Médecins sans frontières,
Bios Initiative (Australia), Kenya Medical Research Institute, Institut
Pasteur (Francia), Ministero della salute della Malesia, Oxfam,
l’appello in meno di un anno ha raccolto oltre 5.200 firme, fra cui 19
Premi Nobel.
Solo l’un per cento. Ogni giorno oltre 35mila persone muoiono per Aids,
malaria e tubercolosi, le più conosciute, ma anche per malattie come
leishmaniosi, morbo di Chagas, malattia del sonno, assai meno note. Per
tutte queste patologie, nonostante colpiscano centinaia di milioni di
persone, non vi è una possibilità di prevenzione, diagnosi e terapia
sicure ed efficaci. Una prima valutazione sui farmaci prodotti
dall’industria fra il 1975 e il 1999 aveva già fatto vedere come i
prodotti per le malattie dimenticate non fossero molto presenti: 16 su
1.393, ma soltanto nove se non si contano i tre per la tubercolosi e i
quattro per la malaria. Negli anni successivi, fra il 2000 e il 2004,
la situazione non è cambiata: un solo farmaco nuovo, per la terapia
della leishmaniosi, quattro se si considerano le tre novità per la
malaria, basate sui derivati della pianta cinese Artemisia annua. Un
quinto prodotto, sempre per la malaria, non è in realtà una sostanza
nuova, ma una combinazione di due già note. Considerando il periodo
complessivo, il totale di 21 farmaci, comprensivo di quelli per malaria
e tubercolosi, rappresenta circa l’un per cento dei nuovi composti,
nonostante queste malattie rappresentino il 12 per cento del carico
globale di malattie nel mondo.
Sveglia ai governi. Qualcosa è stato fatto, ma poco, troppo poco. Si
inizia a parlare dello squilibrio esistente nella ricerca medica, sono
nate collaborazioni di ricerca per trovare nuove terapie, strumenti
diagnostici e di prevenzione. Ma gli investimenti finora effettuati dai
governi lasciano molto a desiderare, con un contributo pari solo al 17
per cento: tutta la restante cifra è appannaggio di inziative
filantropiche. L’appello richiede ai governi non solo un maggiore
sostegno finanziario, ma anche un diverso modo di vedere la ricerca nei
confronti di tali patologie, affinché trovi un posto fra le priorità
dell’industria e vengano stabilite nuove regole per garantire il
diritto alla salute e alle terapie ovunque, anche nei Paesi poveri. Ne
deriva lo slogan dell’Appello che verrà portato all’Assemblea: “I
nostri governi hanno la malattia del sonno?”, che ha la speranza di
svegliare dal torpore e far rimboccare le maniche, a tutti.
Valeria Confalonieri