17/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il ministro degli interni francese Sarkozy in Mali. Da persona non grata
Comincia oggi a Bamako, capitale del Mali, il breve tour africano di Nicolas Sarkozy, il controverso Ministro degli Interni francese che tanto ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi. Nell’occhio del ciclone in patria, a causa di uno scandalo finanziario che lo vede protagonista, Sarkozy si troverà anche ad affrontare la contestazione dei parlamentari maliani. Che non gli perdonano di essere il padre della nuova legge francese sull’immigrazione.
 
Il Ministro dell'Interno francese Nicolas SarkozyLa questione immigrati. Al centro della visita, neanche a dirlo, il coordinamento tra autorità francesi e maliane per il controllo dei flussi migratori. Il Mali, da cui partono ogni anno migliaia di persone alla volta delle coste francesi, è anche un punto di transito nelle rotte migratorie che dall’Africa occidentale arrivano alle coste mauritane, con destinazione le Canarie, e in Algeria e Marocco. I colloqui si inscrivono nella politica di “immigrazione selezionata”, promossa dal ministro nel 2003, che mira a facilitare l’ingresso in Francia di personale qualificato (medici, laureati, ma anche sportivi) e a dare contemporaneamente un giro di vite all’immigrazione comune. Ironia della sorte, proprio oggi l’Assemblea Nazionale francese comincerà a discutere la riforma Sarkozy, che renderà più difficili i ricongiungimenti familiari e i matrimoni tra Francesi e immigrati, oltre ad impedire ai clandestini che vivono in Francia da più di 10 anni di regolarizzare la propria posizione.
 
Una pura provocazione. Una coincidenza che ad alcuni deputati maliani proprio non va giù, specie a quelli provenienti dalla regione occidentale di Kayes, uno dei crocevia delle rotte verso l’Europa. Così, 21 parlamentari, facenti parte del Collectif des élus de la région de Kayes, hanno chiesto ufficialmente al ministro francese di rinunciare alla visita, definendo la sua venuta in Mali come una “pura provocazione”, come si legge in un comunicato pubblicato dallo stesso Codeka. PeaceReporter ha più volte provato a contattare il Collettivo, ma senza fortuna. Nel comunicato, i deputati ricordano il ruolo positivo avuto dall’immigrazione francese nello sviluppo della Francia, ruolo riconosciuto del resto dallo stesso Sarkozy, discendente da una famiglia di immigrati ungheresi.
 
Una manifestazione di immigrati in FranciaFerri corti. Ciò non toglie che i rapporti tra il ministro e le varie comunità di immigrati siano ai ferri corti ormai da tempo. Esattamente da quando Sarkozy si convertì all’idea dell’immigrazione selezionata, condannata recentemente dal Presidente della Commissione dell’Unione Africana Alpha Oumar Konaré, perché saccheggiatrice dei migliori cervelli del continente; durante gli scontri nelle banlieues parigine, poi, Sarkozy ebbe parole di fuoco nei confronti degli immigrati, principali responsabili, a detta del ministro, dei disordini. A tutto ciò si aggiungono gli usuali rimpatri forzati dei clandestini, che privano la maggior parte degli Africani del sogno di un avvenire migliore.
 
Francia e Africa. Le rimostranze del Codeka non influiranno di certo sull’agenda di Sarkozy, che si intratterrà a lungo con le principali autorità maliane, compreso il presidente Amadou Toumani Touré. E’ però prevista una manifestazione di protesta, che dovrebbe raccogliere qualche migliaio di persone, per le strade di Bamako. E che contribuirà a gettare ulteriore sale sulle ferite dei rapporti tra Francia ed ex-colonie africane, deterioratisi in maniera preoccupante negli ultimi anni in coincidenza con lo scoppio della guerra civile ivoriana. 

Matteo Fagotto

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