16/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Tra crisi economica e sociale, il tifoso del Boca Juniors ha ben chiaro dove andrà a morire
 
Che il calcio sia uno sport molto diffuso, e molto praticato, in tutto il mondo, non ci sono dubbi. Che esistano squadre che riescono a far innamorare i propri tifosi in modo particolare è altrettanto risaputo. Ma che ci siano club che pensano di fornire un servizio post mortem al tifoso (e anche al dirigente) è una cosa assai strana.
 
Il cimitero del BocaI fatti. Il club calcistico in questione è il Boca Juniors, compagine argentina dalle maglie giallo-blu della capitale Buenos Aires, che riscuote un notevole successo in patria e discreti ammiratori all’estero. All’interno del gruppo dirigenziale pare vi sia gente molto esperta e dotata di grande spirito di iniziativa. L’ultima invenzione è il ‘cimitero per il tifoso del Boca’, che potrebbe sembrare un’idea macabra, ma non lo è affatto.
Da qualche giorno, infatti, i tifosissimi del Boca non solo avranno modo di scegliere il modello di bara giallo-blu che li accompagnerà durante l’eterno riposo, ma avranno anche la possibilità, sganciando una cifra variabile fra i 900 e i 5mila dollari, di essere seppelliti nel cimitero del Boca.
Il camposanto si trova abbastanza distante da Buenos Aires e, al suo interno, sono stati già riservati 300 posti (assolutamente gratuiti) per gli ex dirigenti ed ex giocatori di particolare prestigio.
In una nazione che sta attraversando un periodo economico e sociale assai difficile (ricordiamo che nel 2002 la moneta nazionale aveva perso qualsiasi valore reale, nel pieno disastro economico, l’Argentina allo stremo ebbe cinque presidenti in una settimana e che solo dall’avvento del presidente Kirchner la situazione è migliorata un po’), il calcio riesce a mettere tutti d’accordo.
 
Il simbolo del Boca JuniorsLe voci. Il presidente giallo-blu Mauricio Macri ha detto: “Il Boca è un modo di vivere, di sentire, e abbiamo inventato un modo di andare a ‘riposare’ in maniera definitiva. Il cimitero diventerà un posto dove, con allegria, ci rincontreremo”. E non si è risparmiato nemmeno una battuta: “Essere sepolti nel cimitero del Boca garantisce un accesso al paradiso. Anche per quello conviene tifare per noi”. Ma, se da un lato a Buenos Aires c'è gente disposta a spendere centinaia (a volte migliaia) di dollari per assicurarsi la pace, tutta giallo blu, dell'eterno riposo, dall'altra sono sempre di più le persone che fanno fatica a arrivare alla fine del mese, per mancanza di lavoro o più semplicemente per mancanza di denaro. Infatti, per le strade della città si vedono sempre più cartoneros che, raccattando cartoni, cercano di sbarcare il lunario, pensando così di conquistarsi ugualmente un posto in paradiso.
A Mario, tifosissimo del Boca, poco importa evidentemente della situazione del suo Paese e orgoglioso dice: “Per il Boca farei di tutto. Sono fanatico. Sarà la mia squadra fino alla morte e ai miei amici e famigliari che non sono del Boca dico che non hanno altra scelta: saranno costretti a venire a salutarmi in quel posto”.
Di tutt’altro pensiero Jorge che non crede proprio che questa sia stata una buona idea. “Credo che non sappiano più come fare per guadagnare quattrini. Addirittura stanno mescolando religione e istituzione sportiva. Tutto questo mi sembra esagerato”.
 
Macabro ma un tifoso può scegliere la bara che preferisceCuriosando. Ficcando il naso nel sito ufficiale del Boca, possiamo anche incappare in un banner di Green Peace che sostiene la protesta contro le ‘papeleras’, oltre a quello che annuncia ufficialmente l’acquisizione del cimitero giallo blu dal titolo emblematico: ‘Cementerio proprio’.
I tifosi avversari, intanto, se la ridono di gusto e immaginano il cimitero come il luogo giusto dove i tifosi giallo blu potranno nascondersi in caso di sconfitta.
Sembra proprio che la macchina del calcio non risenta di nessun tipo di crisi: economica e sociale.

Alessandro Grandi

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