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“Se gli accordi di San Andres sugli indigeni saranno rispettati, mi toglierò il
passamontagna e disattiverò il movimento zapatista”. Una frase così dal Subcomandante Marcos (ora Delegato Zero) non ce la saremmo mai aspettata, almeno fino a quando gli
indigeni messicani (e non solo) avessero ottenuto la libertà che aspettano da
500 anni. Però, gli eventi di questi giorni in Messico cioè le violenze sui lavoratori
della comunità di San Salvador Atenco, (che hanno causato un morto, decine di
feriti e ben 210 arresti) stanno creando tensione sociale, tanto da far affermare
a Marcos di essere disposto a morire in battaglia.
I fatti. Marcos, rompendo la decisione di non rilasciare interviste ai media commerciali dopo
aver assistito alla valanga di menzogne che le TV nazionali messicane hanno riversato
sui fatti di Atenco, ha annunciato che rilascerà interviste a tutti i media che
lo richiedano, purchè si impegnino a riportarle fedelmente. Parlando ad una trasmissione
televisiva, ha fatto sapere che dopo i fatti di Atenco molti detenuti hanno ricevuto
un trattamento brutale da parte delle forze dell’ordine. Stupri su giovani donne,
due studentesse, una di 19 anni e una di 22 ma se ne sono accertati molti altri
e pestaggi gratuiti sono stati all’ordine del giorno. E questo sarà facilmente
dimostrabile. Il Centro per i Diritti Umani Miguel Agustín Pro Juárez denuncerà le molte violazioni dei diritti umani sugli abitanti di San Salvador Atenco,
un
caso di abuso sessuale compiuto dai poliziotti su una donna durante il trasferimento
al carcere di Santiaguito, nello stato di México e diversi pestaggi. Nella denuncia,
un ruolo fondamentale lo avranno i racconti delleviolenze di gruppo sulle donne
arrestate. Ma non solo. Il Centro ha fatto sapere: “Documenteremo e denunceremo
uno di questi casi. È molto grave che nel tragitto da San Salvador Atenco alla
prigione di Santiago, una delle donne fermate sia stata violentata dai poliziotti.
Abbiamo tutte le testimonianze del caso”.
L’inizio della vicenda. Secondo quanto riferito dai testimoni oculari della vicenda, il 3 maggio scorso,
nelle prime ore del mattino, si è verificato lo scontro tra i venditori di fiori
di Texcoco ed i poliziotti municipali che volevano sgomberarli dalla periferia
del mercato Belisario Domínguez. Tutto questo nonostante fosse stato firmato un
accordo col presidente municipale del Prd, Nazario Gutiérrez Martínez, che quel
giorno li avrebbe lasciati lavorare in quel posto e soprattutto mentre il Subcomandante Marcos stava tenendo dei comizi per la Otra Campaña non molto distante da Atenco. Ad un certo punto, come raccontano, “La polizia
ha cominciato a prendere a calci i nostri fiori, le nostre piante e a distruggere
tutto”. Questo ha provocato la reazione dei venditori, che hanno iniziato a difendersi
come potevano, anche utilizzando i machete. Alessandro Grandi