11/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il calcio finanzia la difesa di Gotovina e altri croati accusati di crimini di guerra
Questo sabato allo stadio Maksimir di Zagabria si terrà una partita di beneficenza. Ma il ricavato non andrà ad associazioni per i bambini, o per la lotta a qualche malattia: l’incasso di Dinamo Zagabria-Hajduk Spalato andrà per intero a finanziare le spese legali di una decina di generali croati accusati di crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale (Tpi) per l’ex Jugoslavia. Tra cui Ante Gotovina, catturato lo scorso dicembre nelle isole Canarie, ma considerato da molti in Croazia un eroe nazionale.
 
Match clou. “Speriamo che lo stadio sia esaurito”, ha detto il team manager della Dinamo, Zdravko Mamic. Se sarà così, vorrà dire che 40mila spettatori avranno contribuito alla causa con circa 150mila euro. Ed è probabile che pienone sarà: la partita è la penultima del campionato, tra le due squadre più forti degli ultimi anni. La Dinamo si è appena assicurata lo scudetto, che negli ultimi due anni era andato proprio all’Hajduk, e vorrà festeggiare davanti ai suoi tifosi.
 
Ante GotovinaEroi nazionali. L’episodio costituisce l’ennesima dimostrazione di come la società croata faccia quadrato intorno a Gotovina e agli altri militari incriminati dall’Aja. L’Unione Europea aveva posto la loro cattura come una condizione all’accesso della Croazia nei prossimi anni. Ma neanche questo incentivo aveva soddisfatto la popolazione croata: a dicembre, dopo la cattura di Gotovina, circa 70mila persone protestarono nelle strade di Zagabria, altre 100mila a Spalato. Un sondaggio aveva rivelato che il 60 per cento dei croati non crede che Gotovina sia responsabile dei crimini di cui è accusato, e il 53 per cento pensa che il suo arresto sia stato una cosa negativa per la Croazia.
 
Le accuse. Il processo al generale è ora in corso: Gotovina si è dichiarato innocente, il procedimento potrebbe andare per le lunghe come fu per Slobodan Milosevic, morto lo scorso marzo a processo non ultimato. Gotovina, che era a capo delle truppe croate nella Krajina (nella Croazia orientale, al confine con la Serbia) durante la fase finale della guerra tra Zagabria e Belgrado, è accusato di crimini contro l’umanità nei confronti di 150-200mila serbi croati che abitavano nella regione, e che furono espulsi in Serbia a forza dai soldati di Gotovina, con le buone o con le cattive. Secondo l’Aja, le truppe croate avrebbero ucciso 150 serbi e bruciato le case di migliaia di persone per rendere impossibile il loro ritorno.
 
Un'immagine di Vukovar, nella Krajina, durante la guerra tra Croazia e SerbiaCalcio e politica nei Balcani. I proventi di Dinamo-Hajduk a favore dei presunti criminali di guerra croati mostrano ancora una volta i legami tra sport e nazionalismo nell’ex Jugoslavia. L’ex milanista Zvonimir Boban, ad esempio non ha mai negato le sue simpatie per Franjo Tudjman, il presidente croato incriminato anche lui dall’Aja. La star croata del tennis, Goran Ivanisevic, aveva pubblicamente difeso Gotovina dopo il suo arresto. E in Serbia le cose non vanno molto diversamente: il calciatore Sinisa Mihajlovic era un amico ed estimatore di Arkan, il leader serbo a capo del gruppo paramilitare delle Tigri, anch’esso accusato di crimini contro l’umanità in Bosnia e in Kosovo, e poi assassinato da un sicario. Lo stesso Arkan che, partito dalla militanza negli ultrà della Stella Rossa Belgrado, aveva consolidato la sua base nazionalista diventando presidente della squadra di calcio dell’Obilic.

Alessandro Ursic

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