11/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente Morales abolisce il latifondo e ridistribuisce le terre ai campesinos
 
Continua  il percorso politico delle promesse da mantenere del presidente boliviano Evo Morales.
Dopo la clamorosa nazionalizzazione di gas e  petrolio, ha deciso di iniziare con la ridistribuzione delle terre ai contadini.
La notizia, a livello internazionale, non ha avuto il risalto che meritava. Ma non è la prima volta che accade qualcosa del genere.
 
Campesinos bolivianiI fatti. Evo Morales sta mantenendo dunque un'altra promessa: ridistribuire le terre ai campesinos abolendo il latifondo.
Saranno circa 2.5 milioni le persone che beneficeranno di questa nuova legge, proposta all’interno di una grande riforma agraria annunciata in campagna elettorale, che per volere del neopresidente aymarà dovrà essere approvata entro il mese di agosto di quest’anno. E i proprietari terrieri sono già in allarme.
La paura degli espropri di Stato e delle conseguenti confische territoriali ha fatto sì che i rappresentanti della Camera Agraria dell’Oriente, per voce del loro direttore, Josè Luis Baldomar, abbiano ammesso qualche timore per la decisione presidenziale.
Ma di espropri non si parla, se non per quelle zone a ridosso dei confini boliviani.
La notizia dunque è importantissima perché a breve ci saranno ben 14 milioni di ettari di territorio da restituire alla popolazioni indigene, ai campesinos e a tutte quelle persone che hanno voglia e possibilità di lavorare la terra.
I legislatori di Morales sono riuniti per arrivare ad una soluzione. Di sicuro c’è, fanno sapere da La Paz, che lo stato boliviano si “terrà tutte le terre che non hanno una funzione sociale o i cui titoli di proprietà sono stati ottenuti in passato in modo fraudolento” e che esse saranno consegnate “agli indigeni, ai campesinos e a tutte le persone che vorranno lavorare la terra”.
Nel frattempo il ministro degli esteri boliviano, David Choquehuanca, ha fatto sapere che Morales non ha intenzione di nazionalizzare gas e petrolio, ma, vuole mettere fine al continuo “saccheggio delle nostre risorse naturali, che durava da 500 anni”.
 
Morales e ChavezPrecedenti. Qualcosa di simile nell’area era già successo. Era il 2001 e una legge venezuelana, la Ley de Terras, voluta dal presidente Chavez,  mirava a combattere il latifondo avendo come scopo principale la ridistribuzione delle terre. La guerra al latifondo voluta da Morales è molto simile a quella decretata dal presidente Chavez. Anche nel caso venezuelano la legge era nata per dare lavoro e terra da coltivare ai campesinos (in Venezuela il 60 per cento delle terre è in mano all’1 per cento della popolazione), cercando di toglierli dalla situazione di indigenza che colpiva quello strato di popolazione.
Alcuni sostengono che Chavez sia la musa ispiratrice delle battaglie del boliviano Morales. Altri immaginano che le sorti dell’America Latina siano in mano ad una triade (Morales Castro, Chavez). Di sicuro c’è che in America Latina qualcosa sta veramente cambiando e il mondo non se ne sta accorgendo.
 
 
 
 
 
 
 

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità