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Un percorso difficile. La Gran Bretagna si è stancata di aspettare. Se non altro, perché i deputati
dell’Assemblea percepiscono regolare stipendio anche se i lavori sono fermi. Ma
se ci siano le condizioni politiche per il ripristino dell’autonomia nordirlandese
è tutto da vedere. In questi tre anni il panorama non è cambiato: il gruppo più
presente a Stormont, con quasi un terzo dei seggi, è quello del Partito democratico
unionista del reverendo Ian Paisley, un arruffapopolo protestante che non ha mai
accettato di trattare con i cattolici repubblicani dello Sinn Fein, da lui considerati
un movimento di ex terroristi. Dall’altra parte, il partito con più seggi è proprio
quello che è considerato il braccio politico dell’Ira. Così, anche se l’accusa
di spionaggio negli uffici di Stormont da parte dell’Ira (il motivo della sospensione
dell’Assemblea nel 2002) è finita poi in un nulla di fatto giudiziario, la diffidenza
resta. La fine della lotta armata annunciata dall’Ira la scorsa estate ha in teoria
tolto di mezzo un ostacolo sul percorso verso la normalità, ma la strada è ancora
lunga.
Il pericolo di un ritorno alla violenza. Comunque andrà a finire, almeno il dialogo in Irlanda del Nord si fa a parole
e non più con le bombe, si dirà. Ma il clima è teso. Solo due giorni fa, a Ballymena
(un feudo protestante) un ragazzo cattolico di 15 anni è stato picchiato a morte
con delle mazze da baseball da suoi coetanei protestanti. La polizia non ha avuto
dubbi a definirlo un omicidio settario, cioè su base confessionale. "E' un episodio
che fa ripiombare l'Irlanda del Nord nel clima dei suoi giorni più bui", ha detto
Peter Hain, il segretario britannico per l'Ulster. Tutti i politici locali hanno
condannato senza mezzi termini l'omicidio; lo stesso Paisley ha pregato insieme
ai genitori della giovane vittima. E dopo lo choc, nella regione proprio ora sta
per cominciare la stagione delle marce orangiste, da sempre il periodo più a rischio
di violenze tra le due comunità. Anche se l’Assemblea riuscirà a nominare un governo
autonomo nordirlandese, le questioni da risolvere rimangono numerose. Alessandro Ursic