09/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Tra Argentina e Uruguay è scontro aperto dopo la reciproca denuncia al Tribunale Internazionale dell’Aja.
scritto per noi da
Adriano Seu
 
Sullo sfondo della protesta ambientalista contro la costruzione delle due fabbriche di cellulosa sul Rìo Uruguay, la presenza del presidente argentino Nestor Kirchner nella città di Gualeguaychù – centro abitato situato sulla riva opposta a quella in cui sorgeranno i due impianti industriali e cuore del movimento ambientalista – ha sancito uno scontro diplomatico che le numerose manifestazioni popolari e i prolungati blocchi alle vie di comunicazione con l’Uruguay avevano fatto presagire. Dopo l’imponente manifestazione del 30 aprile per celebrare l’anniversario della lotta intrapresa dalla Asamblea Ambientalista Ciudadana de Gualeguaychù, Kirchner ha deciso di porre il problema della salvaguardia ambientale in cima alla propria agenda politica. Mentre il governo uruguayano è stato formalmente accusato di aver violato le norme dello Statuto del Rìo Uruguay negli accordi commerciali con le multinazionali della carta (la finlandese Botnia e la spagnola Ence), l’esecutivo di Buenos Aires dovrà difendersi dall’accusa di non aver agito, per più di tre mesi, contro i blocchi stradali eretti dai manifestanti.
 
Il presidente argentino, Nestor KirchnerLa denuncia. Le oltre 100 mila persone che il 30 aprile hanno marciato lungo il ponte General San Martìn - la principale via di comunicazione che collega la località argentina di Gualeguaychù con la città uruguayana di Fray Bentos - sono accorse per chiedere a gran voce al presidente Kirchner di passare dalle parole ai fatti. I membri dell’assemblea ambientalista, che da alcune settimane erano tornati a bloccare il transito di merci e persone lungo la rotta internazionale 136, si erano detti disposti a liberare il passaggio solo dopo la presentazione di un reclamo ufficiale contro l’Uruguay presso il Tribunale Internazionale dell’Aja. Pochi giorni dopo che il presidente uruguayano, Tabaré Vàsquez, ha denunciato l’esecutivo argentino per non aver impedito la violazione della libera circolazione tra i due Paesi, Buenos Aires ha contestato al presidente Vàsquez di non aver consultato la Commissione Amministratrice del Rìo Uruguay (Caru) prima di siglare gli accordi commerciali con le multinazionali della carta, né di averne chiesto successivamente l’autorizzazione, come espressamente previsto dallo Statuto. Kirchner ha inoltre denunciato la necessità di uno studio indipendente sull’impatto ambientale cumulato che inevitabilmente causerebbero le due cartiere, oltre che un’analisi del potenziale effetto devastante che l’inquinamento avrebbe sul turismo locale – la provincia di Gualeguaychù vive essenzialmente di turismo, con circa 60 mila visitatori all’anno.
 
Kirchner a colloquio con Lula, presidente brasilianoDiplomazia in fermento. La scena principale della protesta si è spostata dai bordi della strada alle sedi di governo, e la vicenda ha avuto eco anche al di là dei rispettivi confini nazionali. Recentemente, il presidente brasiliano, Lula, preoccupato anche dalle crescenti frizioni tra Argentina e Uruguay nell’ambito del Mercosur (spazio di integrazione economica che raggruppa Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay) e dalle indiscrezioni che vogliono Montevideo vicino alla stipulazione del Trattato di Libero Scambio con gli Stati Uniti, ha chiesto a Tarja Halonen, presidente finlandese, di favorire la distensione dei rapporti tra le due sponde del Rìo Uruguay. Precedentemente, anche Kirchner aveva cercato di coinvolgere il governo di Helsinki, invitandolo a prendere una posizione ufficiale in merito. Paula Lehtomaki, ministro del Commercio estero e dello sviluppo, ha dichiarato che Helsinki non avrebbe preso parte al contenzioso in alcun modo, salvo cancellare prontamente un viaggio in Argentina previsto per i giorni successivi perché “chiaramente indesiderata”.
 
La marcia degli oltre 100 mila manifestanti lungo il ponte General San MartìnTutti uniti per difendere l’ambiente. La massiccia manifestazione dello scorso 30 aprile ha vissuto della forte spinta emotiva generata dalla decisione della Corporazione Finanziaria Internazionale (Cfi) di sospendere temporaneamente l’erogazione dei finanziamenti alle multinazionali della carta. Gli oltre 400 milioni di dollari promessi a Botnia ed Ence dall’organo finanziario della Banca Mondiale verranno congelati in attesa di uno studio esaustivo sull’impatto ambientale. Alla marcia lungo il ponte General San Martìn hanno sfilato musicisti, studenti, avvocati, pensionati, artisti, professori universitari e attivisti di Greenpeace, che nei giorni precedenti avevano organizzato campagne di sensibilizzazione in tutto il Paese sotto lo slogan “Yo Voy”. Attraverso televisioni, siti internet, stazioni radio, stampa alternativa e telefoni cellulari gli ambientalisti, e ancor di più la classe politica al completo, hanno invitato argentini e uruguayani a presenziare alla manifestazione. Secondo un vero e proprio richiamo all’orgoglio nazionale, Kirchner, rafforzato dalla presenza di oltre 300 intendenti provinciali e 19 governatori su 25 – tra cui anche 5 appartenenti all’opposizione – ha annunciato che la politica ambientale sarà una priorità del proprio governo. Prima d’ora non era mai accaduto che un presidente convocasse tutti i distretti del Paese in difesa di una singola comunità.
 
Categoria: Diritti, Politica, Ambiente, Economia
Luogo: Uruguay