03/05/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Guatemala è il paese più iniquo del continente. La discriminazione è una piaga. Le proteste sempre pronte
scritto per noi da
Mario Polanco*
 
Famiglia guatemaltecaSono pochi i paesi del continente americano a possedere un’interculturalità e un multilinguismo così profondi e vari come quelli guatemaltechi. In un lembo di terra così piccolo riescono a convivere 23 differenti gruppi etnici, con le rispettive lingue, culture, usi e costumi. Nel corso degli ultimi 5 secoli tutto questo, che potrebbe generare ricchezza e sviluppo, non sempre è stato valorizzato da chi ha avuto la possibilità di amministrare il Paese. I governi che si sono succeduti, con eccezioni onorevoli, si sono posti al servizio di un parziale settore dominante, dimenticando le masse, in particolare quelle contadine, bisognose di beni e servizi di prima necessità.

mercato guatemalteco. Foto di Marc A. Gonzalez AguilarSituazione indigena. Il Guatemala è ancora il paese più iniquo del continente. La popolazione, in particolare quella Maya, è vittima di discriminazioni anche nell’accesso ai servizi basilari più comuni e indispensabili per la sopravvivenza. Secondo Amnesty International, nel 2005 il 94 percento della popolazione era proprietaria del 18.6 percento della terra coltivabile, contro l’1.5 percento della popolazione proprietaria del 62.5 percento; inoltre, sempre secondo Amnesty, il Ministero per l’Agricoltura, il Commercio e l’Alimentazione accetta che mezzo milione di persone si trovi a un livello inferiore a quello della sussistenza, in gran parte a causa della carenza di terra fertile da coltivare. Dal controllo oligarchico della ricchezza consegue la difficoltà d’accesso all’occupazione, all’educazione, alla salute, alla casa e l’esclusione e l’emarginazione estrema nei confronti della popolazione indigena.

pannocchia. Foto di Marc A. Gonzalez Aguilar L’esclusione è una costante lungo tutta la storia guatemalteca e i conflitti sociali sono stati una pratica costante del popolo che si è visto obbligato a scendere nelle strade, nelle piazze, nei parchi per richiedere migliori condizioni di vita e per reclamare contro la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Anche recentemente, la Corporazione Nazionale dei Lavoratori della Terra (Cnoc) ha convocato assieme ad altre organizzazioni contadine e sociali uno sciopero nazionale, che si è concluso la scorsa settimana. Lo sciopero mirava a provocare le autorità governative, perché si sedessero al tavolo delle negoziazioni allo scopo di affrontare seriamente gli aspetti strutturali per i quali urgono delle soluzioni, come la giustizia sociale, se si vuole che il paese sia in grado di ascriversi nel complesso dei paesi in via di sviluppo. Dopo varie ore di protesta, in cui sono state bloccate numerose vie di comunicazione del paese e di Ciudad de Guatemala, si è ottenuto uno spazio di negoziazione della durata di sette ore a cui hanno partecipato rappresentanti delle organizzazioni sociali e un'equipe di governo che comprendeva anche il vicepresidente della Repubblica.
I dirigenti sociali hanno posto l’attenzione su quegli aspetti strutturali da risolvere con urgenza, come:
  1. Aprire spazi di consultazione alla società civile organizzata, secondo un modello su cui possa implementarsi il Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti.
  2. Garantire l’approvazione di leggi compensative e complementari che assicurino che la società non risenta in negativo dell’entrata in vigore del Trattato di Libero Commercio.
  3. Consentire la fiscalizzazione sociale delle infrastrutture che si stanno realizzando dopo l’uragano Stan per evitare fenomeni di corruzione e di politicizzazione.
  4. Garantire risarcimenti alle vittime del terrorismo di Stato.
  5. Sostenere il Congresso per l’approvazione delle leggi sulla riforma del Codice del Lavoro, sull’approvazione del Codice dell’Agricoltura e sulla creazione di tribunali Agrari, sull’approvazione delle leggi sulle radio di comunità.
  6. Rafforzare il programma sul tema della casa.
  7. Studiare un incremento di mille quetzales3 a tutti i lavoratori.

tramonto in Guatemala. Foto di Marc A. Gonzalez AguilarNiente di nuovo. Sfortunatamente l’attuale governo non si distingue da quelli precedenti, nonostante annoveri al suo interno rappresentanti che hanno una formazione di sinistra che affonda nei movimenti sociali. Anche questo governo, davanti alle proteste, cerca di criminalizzare manifestazioni e manifestanti. La risposta delle autorità di governo è stata di minaccia alle organizzazioni convocanti, contro le quali si è utilizzata la ‘mano pesante’, in particolare contro chi  ha posto i blocchi su strade e vie di comunicazione extraurbane. Sono infatti stati dispiegati in differenti punti del paese militari e poliziotti con lacrimogeni, bastoni e armamentario di vario tipo. Non appena i manifestanti hanno iniziato a radunarsi nelle strade e nelle piazze sono stati aggrediti senza motivo da parte delle forze dell’ordine. Alle 10 del mattino si contavano 10 arresti, dopo le 12 la cifra aveva già raggiunto quota 26. I feriti gravi sono stati 10, la maggior parte degli arrestati erano donne e anziani, tra cui una persona di 80 anni. Le autorità di governo, dal presidente della Repubblica al ministro degli Interni alle forze dell’ordine, sono incappati nell’illegalità, perché hanno limitato diritti legittimi consacrati dalla Costituzione Politica della Repubblica e in Trattati per i Diritti Umani accettati e ratificati dallo Stato del Guatemala. Nonostante il popolo abbia ottenuto successi significativi in seguito alle negoziazioni, si continua a pagare col dolore, con la perdita della libertà di alcuni cittadini e con le autorità che non sono mai accusate di nulla pur infrangendo numerose leggi.

portatori di acqua in raccoglitori di ceramica. Foto di Marc A. Gonzalez AguilarQual è la sfida. Al momento, oltre ad amministrare la libertà dei detenuti e garantire l’assistenza medica dei feriti, la sfida consiste nel far sì che gli accordi raggiunti con il governo inizino ad attuarsi immediatamente ed evitare che, come successo in altre occasioni, gli impegni si trasformino in carta straccia.
Nonostante le proteste in Guatemala siano simili a quelle degli altri paesi dell’America Latina, qui non esistono le condizioni per giungere a cambiamenti politici affini a quelli di quei paesi. In Guatemala si corre addirittura il rischio che, attraverso il terrorismo di Stato, si producano situazioni favorevoli a coloro che provocano dolore e sofferenza.
In Guatemala sono previste le elezioni alla fine del 2007, poco tempo perché si costruiscano e rafforzino progetti politici alternativi o perché dirigenti sociali possano essere validi referenti in tal senso.
Categoria: Popoli
Luogo: Guatemala
Articoli correlati:
11/04/2006 La foresta del buon selvaggio: Comunità di popolazione in resistenza, un viaggio dove si difende tradizione e natura contro distruzione e mercato
20/12/2005 L'ignoranza che uccide: Travestito ucciso dalla polizia civile: l'omofobia corrode il Guatemala
12/10/2005 Piegati dal fango: Guatemala, la testimonianza di chi ha visto il Paese piegarsi sotto il fango
22/03/2005 Testimoni scomodi: Il filmato degli scontri fra polizia e manifestanti in Guatemala
16/03/2005 Orecchie da mercante: Guatemala e Honduras varano il Tlc, ignorando marce e scioperi generali
16/02/2005 Proprio come allora: Annullato il processo contro i soldati che sterminarono un villaggio maya. La denuncia
28/01/2005 Guatemala, la chiesa contro il governo: E' rottura tra il governo in carica da un anno e Monsignor Ramazzini
03/11/2004 Orfani della guerra civile: I ragazzi senza padre, figli di 36 anni di morti e sparizioni, vogliono giustizia
18/10/2004 Attacco ai diritti umani: Si moltiplicano in Guatemala gli attacchi e le intimidazioni contro difensori dei diritti umani
01/10/2004 Donne nel mirino: Non si ferma in Guatemala l’ondata di violenza contro le donne
21/09/2004 Ritorno al passato: Finca Nueva Linda, un caso che scuote il Guatemala e l’ombra della repressione
06/08/2004 La guerra invisibile: Sono 747 i ragazzi di strada uccisi in Guatemala l'anno scorso
26/06/2004 Bambini da torturare: Ragazzi di strada vittime di abusi e maltrattamenti da parte della polizia
22/03/2004 Le croci rosa del Guatemala: Sono ormai più di mille le donne uccise dal 2001 ad oggi
10/01/2004 I diritti umani nel nuovo governo: Attivisti per i diritti umani e Nobel per la pace reclutati da Berger
La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: