Tutti dobbiamo essere vicini alle famiglie dei caduti. Ma tutti dobbiamo chiedere il ritiro del contingente
Maledetta guerra. Proprio mentre il ritiro delle nostre
truppe dall'Iraq si fa più che mai concreto, questa mattina una bomba è
esplosa a Nassiriya al passaggio di un convoglio del contingente
internazionale colpendo in pieno una camionetta italiana uccidendo un
capitano dell'esercito, due sottufficiali dei carabinieri e un caporale
della polizia militare rumena.
Le vittime italiane sono:il capitano
Nicola Ciardelli, del reggimento artiglieria paracadutista di Livorno,
il maresciallo capo dei Carabinieri Franco Lattanzio, del comando
provinciale di Chieti, e il maresciallo capo dei Carabinieri Carlo De
Trizio, effettivo nel nucleo radiomobile di Roma, Un altro
sottufficiale dei carabinieri è rimasto ferito e si trova ricoverato
presso l'ospedale da campo italiano. Le notizie, al momento, si fermano
qui. E sono notizie che ci lasciano sgomenti.
Con i tre militari uccisi
oggi, sale a 40 il numero tra soldati e civili italiani che hanno perso la vita
in Iraq. Non è il momento per le polemiche. Tutti ma proprio tutti
dobbiamo essere vicini alle famiglie dei caduti. Ma quando si insedierà
il governo di Romano Prodi, tutti ma proprio tutti, dovremo chiedere il
ritiro immediato del contingente italiano dall'Iraq, una guerra voluta
da George W. Bush con le sue decine di migliaia di morti civili e le
migliaia di militari. Maledetta guerra.
Sandro Ruotolo