Gli Usa chiedono sostegno contro l’Iran in cambio di supporto sul Nagorno-Karabakh
Da quando è stato eletto presidente dell’Azerbaigian
nell’ottobre 2003, l’autoritario Ilham Aliyev non era mai stato invitato negli
Usa per una visita di Stato. Anche per gli ‘elastici’ standard di giudizio
dell’amministrazione Bush, Aliyev è sempre stato considerato in questi anni un
personaggio indifendibile. Succeduto al padre Heydar con elezioni giudicate
dall’Osce “una frode di dimensioni scandalose”, Ilham ha instaurato un regime
quasi dittatoriale: ha messo in galera tutti gli oppositori politici, ha chiuso
tutti i giornali critici e ha potenziato gli apparati di sicurezza, controllo
e
repressione, cancellando di fatto le libertà civili dei cittadini azeri.
Gli Usa hanno bisogno dell’Azerbaigian contro l’Iran.
Ma come spesso accade nella storia delle relazioni diplomatiche Usa, i nemici
diventano rapidamente amici se c’è bisogno dei loro servigi per portare a
termine piani che stanno a cuore a Washington. E in questo momento gli Stati
Uniti hanno un gran bisogno di poter contare sull’Azerbaigian, e sulle sue
basi, in caso di intervento armato contro il vicino Iran.
In cambio, gli Stati Uniti hanno deciso di sostenere le
pretese dell’Azerbaigian sul Nagorno-Karabakh, il territorio perso nel
1994 da Baku dopo la
sanguinosa guerra con l’Armenia. Un baratto tremendamente
rischioso, dato che per Aliyev c’è solo una soluzione alla questione: la
riannessione dei territori perduti. Anche a costo di una nuova guerra con
l’Armenia. Un’eventualità a cui Baku si sta preparando da tempo.
La prima visita ufficiale di Aliyev a Washinton è cominciata
ieri, tra le
proteste delle associazioni di difesa dei diritti umani. Il
‘signore di Baku’ incontrerà Bush, Cheney, Rumsfeld e la Rice. Al centro delle
discussioni vi sarà il grado di cooperazione che l’Azerbaigian fornirà a
eventuali azioni Usa contro il confinante Iran.
A Teheran questo incontro suscita molta preoccupazione.
Il 20 aprile, il ministro della Difesa iraniano, Mostafa Mohammad Najjar,
dichiarava: “Ci auguriamo che durante questa visita i nostri amici azeri
facciano capire agli Stati Uniti le nostre ragioni e li convincano a cambiare
atteggiamento”.
Il 24 aprile, l’ambasciatore iraniano a Baku, Afshar
Suleimani, ha detto: “Gli Usa stanno cercando di portare l’Azerbaigian dalla
loro parte contro di noi, di usare il loro territorio come una base, ma noi
siamo certi che questo tentativo fallirà”.
Toni diplomatici e amichevoli accompagnati da aperte
minacce. Il 21 aprile il Consigliere per la Sicurezza Nazionale della
Repubblica Islamica Iraniana, Ali Larinjani, ha dichiarato al quotidiano
egiziano Al Ahram: “Se un attacco contro di noi verrà lanciato dal
territorio azero, colpiremo i pozzi petroliferi dell’Azerbaigian e l’oleodotto
Baku-Tbilisi-Ceyhan”. E poi ha aggiunto: “Sappiamo per certo che unità speciali
americane sono già arrivate in territorio azero e stanno già operano ai danni
della Repubblica Islamica d’Iran”.
Sostegno Usa alle pretese di Baku sul Nagorno-Karabakh.
In cambio del sostegno azero contro l’Iran, Washington offre a Baku il suo
appoggio alle rivendicazioni sul Nagorno-Karabakh. Dopo il fallimento, a
febbraio, dei colloqui francesi di Rambouillet tra Aliyev e il presidente
armeno Kocharyan, gli Usa hanno iniziato un’intensa attività diplomatica
unilaterale con Baku, escludendo la controparte armena. L’8 aprile il ministro
degli esteri azero, Elmar Mammadyarov, ha dichiarato di aver ricevuto dagli
Stati Uniti un non meglio specificata “proposta molto interessante” per la
sistemazione della questione del Nagorno-Karbakh.
Contando che Baku ha sempre chiesto nient’altro che la
restituzione dei territori contesi, e che ha spesso minacciato una nuova guerra
pur di raggiungere questo scopo (aumentando a tal fine gli stanziamenti alle
forze armate) c’è chi teme addirittura che Bush possa dare ad Aliyev il via
libera ad un’azione militare per la riconquista del Nagorno-Katbakh. Magari
dopo il rifiuto da parte armena di una soluzione ultimativa proposta
dall’Azerbaigian con l’assenso degli Stati Uniti.