18/02/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Ruanda, a dieci anni dal genocidio hutu e tutsi giocano spalla a spalla

Chissà cosa hanno pensato i ruandesi quando, il 6 luglio 2003, l’attaccante della loro nazionale, Jimmy Gatete, fulminò i difensori del Ghana mandando in visibilio lo stadio di Kigali con un goal al quarto minuto del secondo tempo.
Quel giorno e per la prima volta nella sua storia, il Ruanda si era qualificato alla ventiquattresima edizione della Coppa Africana delle Nazioni, che si sarebbe disputata in Tunisia nel gennaio 2004.

Nove anni prima, ottocentomila tra tutsi e hutu, uomini, donne e bambini, avevano perso la vita in un conflitto di dimensioni catastrofiche e che aveva diviso il Paese a metà.

Dopo innumerevoli tentativi di riconciliazione, governi transitori e una situazione politica ancora molto instabile, il Ruanda si presenta in questi giorni a Tunisi con una squadra di calcio in cui differenze di razza e vecchi pregiudizi sono stati cancellati dalla voglia di lasciarsi il passato alle spalle per giocare fianco a fianco nel nome dello stesso Paese.

“Qui non ci sono né tutsi ne hutu. Solo ruandesi”, commenta categorico Frederick Visima, dirigente della squadra. “Non c’è odio, non ci sono risentimenti, non c’è rivalità. Questi ragazzi desiderano dare il massimo e riempire di orgoglio i loro tifosi. E lo faranno. Tutti insieme”.

“Il campo di calcio è un luogo dove le differenze di etnia, razza, credo e idee politiche spariscono”, racconta Charles Jemsi, ex portiere della nazionale ruandese e ora anche lui dirigente sportivo. “Ai tempi del genocidio, ognuno di noi aveva una carta d’identità su cui era sottolineata l’etnia di appartenenza. Ora no. Non sappiamo chi sia tutsi o hutu. E francamente non ce ne importa nulla”.

Già da lunedì prossimo, i ventidue leoni della nazionale del Ruanda affronteranno la Tunisia, padrona di casa. Per superare il girone di qualificazione dovranno, poi, scontrarsi con la Repubblica Democratica del Congo e la Guinea. Forse Jimmy Gatete riuscirà a incantare anche gli spettatori di quello stadio sulle rive del Mediterraneo, forse torneranno a Kigali sconfitti.

Una cosa, tuttavia, è certa. La nazionale del Ruanda una vittoria l’ha già ottenuta.

                                                                     Pablo Trincia

Categoria: Pace, Popoli, Sport
Luogo: Ruanda