27/04/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



In vista delle presidenziali, bilanci e prospettive di un popolo deluso ma pronto a ripartire
Il 25 aprile, nella cittadina nordestina di Recife, oltre quindimila attivisti dei vari movimenti, con in testa il Movimento Senza Terra, hanno riconfermato l'appoggio a Lula in vista delle prossime presidenziali. Ma con molte differenze rispetto al 2003, prima fra tutte la mancanza di entusiasmo e cieca fiducia nell'uomo del Pt. Anzi, sottolineando che la scelta di sostenere Lula è arrivata in seguito alla necessità di evitare a tutti i costi il ritorno delle destre, i movimenti hanno lanciato un Progetto di Sviluppo Nazionale, che sarà discusso dalle varie organizzazioni di base nei prossimi tre mesi. Si tratta di un programma vero e proprio che stabilirà i cambiamenti necessari e urgenti del Paese e che dovrà essere rispettato dal prossimo governo, in cambio dell'appoggio elettorale. Della serie: Luiz Inácio Lula da Silva, da uomo della Speranza a Male minore.
 
Scritto per noi da
Emerson Fontinelle*

La Speranza non abbandonerà mai il quotidiano dei brasiliani e delle brasiliane. Ma questo è un bene o un male nel nostro contesto?
 
Monte Serrat, Salvador da Bahia. Foto anni TrentaQuasi quattro anni fa ci siamo fatti coinvolgere da una vera e propria ondata, sicuri che fosse quella della Speranza. Così è nato il grande movimento che ha mosso cieli e terre ed è stato così che finalmente le lavoratrici ed i lavoratori brasiliani si sono visti rappresentati dalla più alta carica del nostro Paese. Finalmente, siamo riusciti a eleggere Luís Inácio Lula da Silva come presidente del Brasile, un Paese con una delle più grandi economie del pianeta ma con una grande disuguaglianza tra i ricchi e i poveri. Un Paese dove il salario minimo mensile era Salvador da Bahia. Foto anni Trenta equivalente a 100 $, salario questo della stragrande maggioranza della popolazione economicamente attiva. Un Paese dove 32 milioni di persone vivevano in una situazione di miseria o, ancora peggio, di estrema miseria. Il Brasile che esportava qualsiasi tipo di prodotto alimentare raggiungendo così buoni risultati a livello di bilancia commerciale, non era in grado di far arrivare questi stessi prodotti sul tavolo di tutti i brasiliani.
 
Cattedrale, Salvador Bahia, Foto anni TrentaCon l’elezione di Lula, il Paese pronto a grandi cambiamenti, a veder corrette le grandi lacune di miseria, fame, ingiustizia, a veder sanare le piaghe che infestano il nostro popolo. Ma abbiamo fatto festa prima di gustare le vivande.
Sono passati praticamente 4 anni e poco, davvero molto poco è stato fatto, senza considerare la marea di fango che ha colpito il Governo Lula e il Pt, il suo partito. Una alla volta sono cadute le maschere e le teste dei cacicchi del Pt e dei partiti alleati del governo. Il tutto avvolto da tanta corruzione, con molto denaro pubblico utilizzato per fini elettorali, cariche e pagamenti in cambio di favori ai grandi politici e imprenditori.
 
Salvador da Bahia, Foto primi decenni del NovecentoE la nostra Speranza? Dov’è finita questa nostra vecchia amica? Non sarà che anche lei ha ricevuto la sua valigetta di soldi ed è sparita? Non sarà che anche lei faceva parte del gioco politico del “Partito dei lavoratori”? Sono tanti gli interrogativi che ci poniamo oggigiorno, ma non vogliamo credere che la nostra amica Speranza abbia preso parte a questo complotto contro di noi, il popolo brasiliano. Noi brasiliani continuiamo a credere come non mai, abbiamo intrapreso il cammino giusto, abbiamo solamente preso male la mira al momento di sparare i nostri voti su di un partito e su di un uomo che pensavamo rappresentassero la strada per un Paese più dignitoso per tutti.
 
Monte Serrat, faro. Salvador da Bahia. Foto primi NovecentoCerto, oggi, dopo tanto lottare, qualcosa è pur cambiato. Nelle università ci sono più posti per neri, indios e per coloro che non avevano possibilità di frequentare una buona università. Circa 9 milioni di famiglie possono oggi contare su un aiuto per acquistare alimenti e andare avanti grazie alla Bolsa Família. Siamo finalmente riusciti a raggiungere la tanto sognata autosufficienza petrolifera nonostante la grande crisi mondiale. Abbiamo un’economia forte e in crescita. Durante il Governo Lula sono stati creati 4 milioni di posti di lavoro rispetto ai 700 mila del Governo di FHC (Fernando Henrique Carodos) e il salario minimo nel Brasile è oggi di circa 150 $.
 
Veduta dall'alto di Salvador da Bahia, primi decenni NovecentoMa non cambia il fatto che il Governo, scelto dalla Speranza, viene oggi chiamato “corrotto”. Non si è riusciti ancora a provare un coinvolgimento effettivo di Lula in atti di corruzione, anche se tutti i suoi amici più vicini, i suoi deputati più agguerriti, i suoi ministri di maggior fiducia e persino suo figlio sono stati colpiti da questa grande ondata di fango che copre di vergogna l’intero popolo brasiliano. Cosa ci vuole per poter riconoscere l’errore di aver giocato tutte le carte su un partito e su un uomo? Il Partido Popular Socialista de Brasil (Pps), prima alleato, sta tentando di convincere la gente a firmare una petizione per chiedere la destituzione di Lula. Sono molti coloro che stanno saltando fuori dalla nave prima che affondi completamente. Credo che Lula, come sul Titanic, è colui che rimarrà appeso alla prua, sperando di affondare per ultimo, aggrappato alla sua vecchia scusa di non saper nulla.
 
Cattedrale, Salvador da Bahia. Foto anni TrentaL’incredibile è che nonostante la corruzione, visibile e invisibile, del governo, tutto indica che Lula sarà il possibile presidente rieletto in Brasile. È difficile crederci ma è vero. Sappiamo che la mossa del Pps non è altro che una manovra politica dell’opposizione, ma resta difficile credere che la nostra amica Speranza condurrà nuovamente migliaia di persone verso lo stesso errore, perché privi di prospettive, di alternative possibili. Ogni partito e ogni politico brasiliano è stato trascinato da questa marea di fango e pietre. Ci scherniscono danzandoci buffamente in faccia, prendendoci in giro come se avessimo dato origine a una spettacolare pagliacciata.
 
Viale 7 settembre, Salvador da Bahia. Foto primi anni del NovecentoFino a quando, sorella Speranza, continuerai a ingannarci? Oppure sono questi nostri politici del Planalto brasiliano che stanno imbrogliando anche te? Mia cara Speranza lascia Brasilia, percorri il Brasile alla ricerca di un’alternativa e dicci finalmente qual è, affinché possiamo vederla e costruire un nuovo Brasile figlio della forza, del lavoro e tuo, dolce amica di questo immenso popolo.
 
 
Categoria: Politica
Luogo: Brasile