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Ritorsioni. Il Premier israeliano Olmert, ha
dichiarato che non ci saranno ritorsioni nel senso che non ci saranno attacchi
diretti contro esponenti del nuovo governo di Hamas. Una scelta il cui scopo
sarebbe quello mostrarsi compassionevoli, isolando ulteriormente l’Autorità Palestinese.
Ma non solo. Ehud Olmert è anche alle prese con la formazione del nuovo
governo, una dura offensiva militare avrebbe potuto incrinare la trattative con
il Labour di Amir Peretz. Ufficiali israeliani hanno dichiarato che il governo
considera Hamas responsabile per l’attentato, anche se lo stesso è stato
rivendicato da una formazione rivale, la Jihad Islamica. A differenza da quanto
fatto dal Presidente Abu Mazen, i leader di Hamas non hanno condannato
l’attentato: lo hanno definito un atto di autodifesa e hanno accusato i leader
della comunità internazionale per non aver condannato allo stesso modo anche
gli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza, che nelle ultime settimane
hanno ucciso oltre 20 palestinesi tra cui due bambini. Secondo gli esponenti di
Hamas dunque, l’attentato sarebbe una reazione alla scia di uccisioni mirate e
di bombardamenti su aree abitate delle ultime settimane, ma allo stesso tempo
Dan Gillerman, l’ambasciatore israeliano all’Ue, ha fatto notare che da gennaio
a oggi l’esercito e la polizia israeliana ritengono di aver sventato 11
attacchi suicidi e di aver arrestato 90 potenziali kamikaze. Secondo Gillerman
l’attentato sarebbe un segnale pericoloso della nascita di un nuovo “Asse del
terrore, composto da Iran, Siria e dalle organizzazini terroristiche da loro
ospitate e finanziate: Hamas e Hezbollah”. Lunedì, dopo l’attentato, le forze
armate israeliane hanno arrestato una trentina palestinesi, tra cui anche il
padre del sedicenne kamikaze, hanno abolito i permessi di residenza a
Gerusalemme per tutti gli affiliati a Hamas e hanno autorizzato l’esercito a
incrementare gli omicidi mirati di “chiunque sia legato al terrorismo”.
L’embargo dell’Ue. Le dichiarazioni degli esponenti
di Hamas in sostegno dell’attacco di Tel Aviv vanno a sconfessare la linea
proposta dal il ministro degli Esteri Israeliano, Tzipi Livni, che aveva
proposto di considerare atti di terrorismo, non gli attacchi contro i militari
israeliani, ma solo quelli contro civili. Quella di lunedì è stata un’azione
terrorista a tutti gli effetti, e ha avuto l’effetto di rendere ancora più
difficile la trattativa in corso con l’Unione Europea e gli altri finanziatori
internazionali, spaventati dalla nuova linea che Hamas sta cercando di imporre
all’Autorità Palestinese. Usa e Ue hanno congelato gli aiuti che sono necessari
alla sopravvivenza dell’Autorità Nazionale, solo Russia e Iran hanno promesso
danaro. L’europarlamentare Luisa Morgantini, ha lanciato un appello dalla
Palestina, per segnalare la gravità di una situazione che “non danneggia solo
i
leader di Hamas, ma tutta la popolazione palestinese. L’Ue –si legge
nell’appello – non solo ha sospeso i nuovi finanziamenti ma ha anche bloccato
i
progetti già in corso nei settori vitali: infrastrutture, sanità, istruzione e
altro”. In questo modo, conclude la Morgantini, si indeboliscono le strutture
del futuro stato palestinese. La delegazione dei parlamentari europei in visita
nei Territori Occupati, ha incontrato gli esponenti di Hamas, i quali hanno
ribadito di essere pronti a riconoscere i confini del ’67 e il ruolo dell’Olp
(il che implicherebbe anche il riconoscimento di Israele, anche se sabato
scorso Khaled Meshaal, capo dell'ufficio politico di Hamas in esilio a Damasco,
ha dichiarato che i palestinesi non riconosceranno mai il diritto all'esistenza
di Israele nella regione. Ndr). Gli esponenti di Hamas hanno anche ribadito che
da oltre 18 mesi il gruppo rispetta una tregua e che continuerà a rispettarla.
Il 20 aprile si terrà a Bruxelles una riunione dei responsabili Ue per la
cooperazione con la Palestina, in cui gli esponenti della delegazione
chiederanno all’Unione di rivedere la propria posizione, per scongiurare la
crisi umanitaria a Gaza e per non dare un messaggio politico pericoloso.Naoki Tomasini