19/04/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia nelle piazze per chiedere terra, giustizia e la fine dell'impunità per i latifondisti
Simboli delle vittime dela strage di Eldorado dos CarajásSolidarietà per i 4,5 milioni di famiglie contadine senza terra del Paese. E’ quanto è stato espresso dalle migliaia di persone che ieri sono scese in piazza nel giorno dedicato alle lotte campesinas. Un giorno, il 17 aprile in cui si commemora la strage più feroce che il popolo contadino abbia mai subito: l’eccidio di Eldorado dos Carajás, quando la polizia militare uccise diciannove lavoratori del piccolo paesino amazzonico e ne ferirono oltre sessanta. Una strage che ormai è un simbolo per tutti i movimenti contadini sudamericani, tanto da spingere Via Campesina, la più grande organizzazione rurale del mondo, a indire proprio il 17 aprile la giornata mondiale per il diritto alla terra.
 
Movimento campesinoNon solo memoria. E ieri, oltre a scendere in piazza per testimoniare i soprusi, la violenza e la voglia di giustizia del mondo contadino sudamericano, i manifestanti hanno preteso di più. A ormai dieci anni dal massacro, dei 150 poliziotti in servizio quel giorno del 1996, soltanto due sono stati processati e adesso, grazie a una decisione della Corte Suprema, sono in libertà in attesa dell’appello. E dato che i poliziotti indiziati non sono nemmeno stati allontanati dal servizio, è sembrato perentorio cogliere l’occasione per gridare un forte basta all’impunità e rinnovare la richiesta di giustizia per quelle vittime e per le loro famiglie, che ancora attendono processi adeguati e la punizione dei colpevoli. Il governo federale brasiliano, pur avendo promesso che non ci sarebbe stata impunità per i colpevoli, non è stato in grado di garantire un corretto svolgimento delle indagini. Non solo nessun colpevole è stato condannato, ma nemmeno nessun risarcimento è stato erogato.
 
Vittime del latifondo. Il Brasile è ancora un paese profondamente ingiusto. La prepotenza dei grandi proprietari terrieri continua a prevaricare impunemente sui poveri coltivatori di terra. Fra il 1980 e il 2005 sono 1748 le così dette vittime del latifondo, lavoratori uccisi in circostanze strane durante diatribe e scontri con i latifondisti. E di questi ultimi solo una piccolissima parte è stata trascinata in tribunale. In particolare in zone come quella amazzonica, nonostante l’impegno del governo, la legge del più forte è viva e vegeta.
 
Movimento senza terraL'Mst. “Chiediamo giustizia per le vittime e le loro famiglie e per tutti coloro che portano sui loro corpi i segni del massacro. E torniamo a ribadire la nostra preoccupazione per il costante aumento delle vittime del latifondo”, spiegano i rappresentanti del Movimento Sem Terra brasiliano. “Il 17 aprile è per noi, come per tutti gli aderenti e i sostenitori di Via Campesina, un giorno di commemorazione e di lotta affinché il Brasile diventi un Paese di pace”. Poi aggiungono: “Chiediamo giustizia per tutti i senza terra, affinché cessi ogni forma di violenza, personale, sociale e strutturale. Chiediamo giustizia per la realizzazione della riforma agraria, per l’espropriazione delle terre improduttive e il rispetto della funzione sociale della terra, come recita la stessa Costituzione. Chiediamo giustizia sulla base delle ricerche secondo cui l'agricoltura familiare produce grandi miglioramenti nella qualità di vita dei contadini, nella produttività e nella formazione di nuovi posti di lavoro. Chiediamo giustizia, per la terra e per la vita, nella certezza che il Brasile possa giocare un ruolo strategico nell’affermazione del principio della sovranità alimentare nel mondo”.
 
Solidarietà. Rispondendo ad un appello lanciato dal Movimento dei lavoratori rurali Senza Terra (il Movimento Sem Terra brasiliano), molte associazioni in tutta Europa hanno indetto per oggi, 18 aprile, una giornata di commemorazione e pressione politica sul Governo brasiliano per chiedere un impegno concreto perché sia resa giustizia ai superstiti della strage ed alle famiglie degli assassinati.
 

Stella Spinelli

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