stampa
invia
In Venezuela. Prendere un aereo dal Venezuela per spostarsi in diverse parti del mondo è adesso
una cosa semplice oltre che eticamente soddisfacente e economicamente agevole.
In Bolivia. Dopo le recenti proteste dei lavoratori dipendenti della compagnia aerea boliviana
Lab (Lloyd Aereo Boliviano) privatizzata dall’ex presidente boliviano Gonzalo
Sanchez de Losada negli anni novanta, e che attualmente si trova in grandissime
difficoltà finanziarie, l’esecutivo boliviano ha fatto sapere di non essere disposto
a coprire i debiti contratti dalla compagnia e nemmeno a rilevarla. Il motivo
è molto semplice: è un’azienda privata e non statale. Il rischio di impresa deve
essere messo in conto dagli imprenditori. “Non vogliamo privatizzare la miseria”
aveva detto nei giorni scorsi Osvaldo Chato Paredo, uno dei leader del Mas, collaboratore
fedele di Evo Morales. Ma lo stesso Morales non ha dato adito alle polemiche facendo
sapere di essere disposto a comprare nuovi velivoli e in grado di attuare un nuovo
piano aziendale molto simile a quello inventato dai venezuelani: una compagnia
a basso costo, senza scopo di lucro e, possibilmente, con stipendi molto alti
per i propri dipendenti. In America Latina viaggiare è un diritto di tutti.
Aerei militari. Ma la questione aerei, soprattutto quelli militari, in Venezuela è aperta già
da diverso tempo. Il presidente Chavez ha voluto rimodernare la flotta di caccia
F16 che era diventata obsoleta per due motivi. Il primo è il logico invecchiamento
della macchine. La seconda, più importante, è la non fornitura di pezzi di ricambio
da parte degli Usa (che violano il contratto vigente). “Siamo pronti ad acquistare
aerei caccia dalla Russia che ci consentano di sorvegliare la nostra terra” ha
detto il presidente Chavez. Secondo la presidenza venezuelana, Washington vorrebbe
che gli aerei di Caracas si fermassero poco a poco.Alessandro Grandi