Sono quelli che Israele spara ogni giorno su Gaza, per mettere pressione su Hamas
Nonostante la morte di una bambina palestinese di otto anni
e di un bambino di sette, nel corso degli ultimi bombardamenti, il ministro
degli Esteri Israeliano, Tzipi Livni, ha annunciato che Israele continuerà a
colpire la striscia di Gaza, finché i miliziani palestinesi non cesseranno il
lancio di razzi sul territorio israeliano.
Il vice capo di
Stato Maggiore israeliano, Kaplinsky, ha aggiunto che, se i bombardamenti non
dovessero bastare, Israele è anche pronto a rioccupare la striscia di Gaza.

200 colpi. Sin da prima delle elezioni in Israele, il
governo di Tel Aviv ha indurito le misure repressive sui Territori Occupati. A
più riprese l’esercito israeliano è penetrato nelle città della Cisgiordania
per catturare miliziani palestinesi, provocando diverse vittime anche tra i
civili. Israele ha messo pressione militare anche sulla striscia di Gaza, che
nelle ultime settimane è stata bombardata decine di volte, allo scopo di
condurre assassinii mirati di diversi esponenti dei gruppi armati palestinesi.
Dal ritiro israeliano dalla Striscia, l’esercito di Tel Aviv ha colpito a più
riprese le zone residenziali di Gaza, Rafah e Khan Younis, usando velivoli
radiocomandati (i droni ), i cannoni dei tank e anche quelli delle navi da
guerra al largo nel Mediterraneo. Solo nell’ultima settimana questi attacchi
hanno provocato 18 vittime palestinesi. Il ministro Livni ha difeso l’operato
delle forze armate dichiarando di essere dispiaciuta per le vittime civili. "I
terroristi – ha spiegato – si nascondono in aree residenziali, dove è molto
difficile distinguerli dai civili". Nel tentativo di fermare il lancio di razzi
palestinesi, l’esercito israeliano ha sparato sul territorio della Striscia,
una media di 200 missili al giorno. Ben di più del numero dei razzi sparati dai
miliziani. I razzi Qassam hanno una gittata di circa 10 chilometri e sono
considerati poco pericolosi, sono rare le volte in cui hanno provocato danni o
feriti. Da qualche mese però, il governo israeliano sta reagendo con durezza ai
lanci di razzi per il timore che i palestinesi rimpiazzino i vecchi Qassam con
i razzi Katyusha, la cui portata è doppia. Il primo lancio di questo tipo di
razzo dalla Striscia su Israele è avvenuto il mese scorso. Il numero di razzi
sparati sul territorio israeliano è aumentato sensibilmente dalle elezioni
palestinesi, ma a sparare non sono uomini di Hamas come in passato, bensì
militanti delle Brigate dei Martitri di al Aqsa, dei Comitati di Resistenza
Popolare e delle Brigate Abu Rish, gran parte dei quali faceva parte delle
forze di sicurezza. Dalla vittoria elettorale di Hamas, il partito islamico non
è riuscito e prendere il controllo delle forze armate della Striscia, anche a
causa
del taglio dei fondi internazionali che ha lasciato migliaia di poliziotti
senza stipendio.
Non sono terroristi. Il ministro Livni, in un
intervista rilasciata martedì a Radio Gerusalemme, ha ribadito l’intenzione di
rispondere col pugno di ferro ai lanci di razzi palestinesi, ma poi, ha
introdotto nel suo discorso una distinzione tra militanti e terroristi,
che non ha precedenti
nel dibattito pubblico israeliano. "Chi attacca i soldati israeliani è
un
nemico e verrà combattuto –ha dichiarato, per poi aggiungere – ma io
credo che,
se l’obiettivo dell’attacco è un militare, allora non lo si può
chiamare
terrorismo." Livini ha spiegato che la comunità internazionale dovrebbe
considerare terroristi solo quelli che attentano alle vite dei civili.
"Le
motivazioni di questi ultimi non si possono giustificare e non devono
trovare
alcuna legittimazione internazionale". Queste dichiarazioni potrebbero
essere
la premessa per una maggiore legittimazione di Hamas, che pur senza
rinunciare
alla resistenza, da oltre un anno non porta attacchi sul territorio
israeliano. Invece, la dichiarazione del ministro israeliano ha
sollevato sconcerto e proteste in
Israele: Uri Ariel, deputato dell’estrema destra alla Knesset, ha
accusato la
Livni di legittimare gli attacchi contro i soldati e si è appellato al
Primo
Ministro Olmert, chiedendo la rimozione del ministro.La dichiarazione di Livni,
ex Likud oggi esponente di Kadima, è intesa
solo a senso unico: terroristi non sono semplicemente "coloro che attaccano i
civil", ma "i palestinesi che attaccano i civili israeliani". Così non fosse,
bisognerebbe considerare terrorista anche l’esercito israeliano, che in quattro
anni ha ucciso centinaia di civili palestinesi, sistematicamente e con relativa
impunità. "Il compito dell’esercito israeliano è quello di proteggere i civili
israeliani –ha specificato allora il ministro, parlando a un network statunitense-
finché i palestinesi spareranno sulle aree residenziali l’esercito non potrà
fare a meno di rispondere”.