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A volte capita che anche in una città da bere come Milano, assolutamente riluttante
di fronte ai problemi dell’America Latina e piuttosto fredda nei rapporti con
il prossimo, passi un personaggio storico, boliviano, amico del presidente Evo
Morales e sostenitore del Che Guevara. Ecco in certi casi anche una città come
Milano ritrova un pochino di spirito di partecipazione e mette da parte quel filo
di arroganza diventato ormai segno di riconoscimento della capitale lombarda.
Lo stato delle cose. “Riprenderemo –disse il 18 dicembre scorso Morales- e continueremo, le lotte
che Tupac Katari, nel 1700, e Che Guevara, il secolo scorso, hanno legato alla
storia per la liberazione del nostro popolo”.
Le proteste di questi giorni. Osvaldo Paredo ha molto a cuore la situazione dei popoli. Sostiene che l’ondata
nuova che vive il continente americano sia soprattutto merito della presa di coscienza
del popolo e ha voluto anche illustrare la situazione che negli ultimi giorni
ha messo la Bolivia al centro delle cronache per lo sciopero contro Morales, il
primo da quando ha preso il potere, dei lavoratori dipendenti della compagnia
aerea Lab (Loyd Aereo Boliviano), in grave crisi economica e che rischia il fallimento
per i debiti accumulati. Morales non vuole privatizzarla e Osvaldo Peredo spiega
il perché. “Non vogliamo privatizzare la corruzione e non vogliamo pagare i debiti
contratti dagli imprenditori, tutti qui. Noi nazionalizziamo le imprese che ci
possono aiutare ad avere sviluppo sociale ed economico. Non vogliamo farci carico
dei debiti degli altri, tanto che la compagni che gestisce la linea aerea non
ha nemmeno un aereo di proprietà, sono tutti affittati”
Il Gasdotto. C’è poi un accordo per la costruzione di un gasdotto che dal Venezuela arrivi fino a Buenos
Aires (e a metà strada virerà verso la Bolivia). E’un accordo storico voluto dai
popoli, secondo Osvaldo. Ecco questo gasdotto è l’esempio pratico di come l’individuo
possa cambiare le cose e come i popoli vogliano veramente ricostruire dal basso
il continente latinoamericano. Fra i popoli non esistono frontiere. “Sono loro
e non i politici che stabiliranno dove passerà questo gasdotto, che fra le altre
cose è fonte di grande ricchezza” dice Osvaldo.Alessandro Grandi