14/04/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Osvaldo Chato Peredo, leader del Movimento al Socialismo, un pezzo di storia boliviana a Milano
 
Osvaldo Chato PeredoA volte capita che anche in una città da bere come Milano, assolutamente riluttante di fronte ai problemi dell’America Latina e piuttosto fredda nei rapporti con il prossimo, passi un personaggio storico, boliviano, amico del presidente Evo Morales e sostenitore del Che Guevara. Ecco in certi casi anche una città come Milano ritrova un pochino di spirito di partecipazione e mette da parte quel filo di arroganza diventato ormai segno di riconoscimento della capitale lombarda.
Stiamo parlando di Osvaldo “Chato” Peredo, leader storico del Mas (Movimento al Socialismo), attuale partito di governo in Bolivia, che abbiamo incontrato presso la sede dell’Associazione Nazionale di amicizia Italia-Cuba.
Oggi, dopo aver conosciuto negli anni passati l’esilio e la guerriglia, la ferocia della dittatura e le gioie delle vittorie elettorali,  Chato Peredo è consigliere nella ricca e reazionaria provincia di Santa Cruz e collabora a stretto contatto con il presidente e amico Evo Morales.
 
Chato Peredo con Morales, suo grande amicoLo stato delle cose. “Riprenderemo –disse il 18 dicembre scorso Morales- e continueremo, le lotte che Tupac Katari, nel 1700, e Che Guevara, il secolo scorso, hanno legato alla storia per la liberazione del nostro popolo”.
E’ una visione nuova per la Bolivia quella che ha Chato Peredo. Ad iniziare dalla ormai famosa disputa per l’accesso al mare. “La guerra del Pacifico fu scatenata dalle grandi aziende che volevano a tutti i costi impossessarsi delle risorse naturali boliviane nei pressi dello sbocco al mare” ricorda Osvaldo “certo che la soluzione alla vicenda sarà una questione che vedrà l’impegno di due popoli e la diplomazia sarà un po’ accantonata”. Le relazioni fra Bolivia e Cile sono praticamente inesistenti da moltissimo tempo. Solo negli ultimi mesi sono ripartite grazie alla vittoria di Morales e a quella della Bachelet. “Questa guerra ha segnato lo spirito della popolazione, sia quella boliviana che quella cilena, tanto che Morales una volta arrivato in Cile è stato accolto da una folla di 10mila persone che gridavano ‘mare per la Bolivia’- racconta Osvaldo  che aggiunge – Una volta, quando ero esiliato in Cile fu ricevuto dall’allora presidente Allende. Era il dicembre del 1970 e discutemmo anche dello sbocco al mare. Lui era d’accordo e ci tenne a ribadire che anche il popolo lo era”.
 
Chato Peredo fra Che Guevara e Evo MoralesLe proteste di questi giorni. Osvaldo Paredo ha molto a cuore la situazione dei popoli. Sostiene che l’ondata nuova che vive il continente americano sia soprattutto merito della presa di coscienza del popolo e ha voluto anche illustrare la situazione che negli ultimi giorni ha messo la Bolivia al centro delle cronache per lo sciopero contro Morales, il primo da quando ha preso il potere, dei lavoratori dipendenti della compagnia aerea Lab (Loyd Aereo Boliviano), in grave crisi economica e che rischia il fallimento per i debiti accumulati. Morales non vuole privatizzarla e Osvaldo Peredo spiega il perché. “Non vogliamo privatizzare la corruzione e non vogliamo pagare i debiti contratti dagli imprenditori, tutti qui. Noi nazionalizziamo le imprese che ci possono aiutare ad avere sviluppo sociale ed economico. Non vogliamo farci carico dei debiti degli altri, tanto che la compagni che gestisce la linea aerea non ha nemmeno un aereo di proprietà, sono tutti affittati”
In atto c’è quindi uno sciopero che ha confuso la gente. “La gente vuole che la compagnia di bandiera venga comprata dallo Stato. Ma non hanno capito che lo stato non vuole nazionalizzare la povertà e la miseria, tanto meno la corruzione e i debiti” ricorda Peredo. Lo stato costruirà una nuova linea aerea, magari con altri paesi dell’area. Sembra proprio che la destra politica e reazionaria presente nel Paese goda di questo situazione di disagio. Continuano a dire che Morales non sta facendo quello che ha promesso in campagna elettorale, cercando di coprire i danni economici che hanno fatto gli imprenditori e dei quali lo Stato non ha nessuna colpa”.
 
Gasdotto bolivianoIl Gasdotto. C’è poi un accordo per la costruzione di un gasdotto che dal Venezuela arrivi fino a Buenos Aires (e a metà strada virerà verso la Bolivia). E’un accordo storico voluto dai popoli, secondo Osvaldo. Ecco questo gasdotto è l’esempio pratico di come l’individuo possa cambiare le cose e come i popoli vogliano veramente ricostruire dal basso il continente latinoamericano. Fra i popoli non esistono frontiere. “Sono loro e non i politici che stabiliranno dove passerà questo gasdotto, che fra le altre cose è fonte di grande ricchezza” dice Osvaldo.
 
 
 
 
 
 
 

Alessandro Grandi

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