I Mapuche - I Mapuche popolazione indigena che vive in diverse zona dell’America Latina, sono
arrivati in Italia per far sentire le loro ragioni e per far valere i loro diritti.
La famiglia Curinanco, che da mesi è in causa con la famiglia Benetton, è arrivata
fino a Roma per far sapere a tutti che il diritto a utilizzare liberamente parte
del loro territorio (da millenni loro proprietà ancestrale) le è stato sottratto.
La storia ha inizio quando la famiglia Curinanco prende possesso, con l'occupazione,
di alcuni ettari di terreno appartenenti alla famiglia italiana Benetton.
I Benetton, famosi in tutto il mondo per l'industria di abbigliamento casual,
sono i più grandi proprietari terrieri di Argentina. La loro proprietà è a cavallo
di cinque province e si estende per centinaia di chilometri quadrati.
Nella provincia di Chubut - L'azienda ha installato mandrie di animali, da latte, da carne e da lana e punta
anche allo sfruttamento delle risorse minerarie, presenti nelle sue proprietà, e
del turismo.
Tutte queste attività costituiscono una seria minaccia di carattere sociale,
ambientale, umano e culturale, cui il popolo originario può rispondere solamente
rivendicando la propria autodeterminazione.
La popolazione Mapuche vive da migliaia di anni nella zona compresa fra il Cile,
dove sono più di un milione, e l’Argentina dove non superano i quattrocentomila.
La famiglia Curinanco è stata denunciata dalla Benetton per aver occupato un
terreno non di sua proprietà.
Sono stati sfrattati con la forza, discriminati dalle autorità di polizia e anche
da quelle dello stato. Loro si erano insediati in quelle terre “solo per coltivare
e far pascolare le nostre bestie. Per poter vivere una vita dignitosa”, ci dicono
durante il loro soggiorno italiano.
Le motivazioni -

“Il motivo fondamentale del nostro viaggio è quello di dare la possibilità di
sperare in un futuro migliore a tutti i popoli indigeni che attualmente sono in
lotta per i loro diritti. Soprattutto il diritto a poter coltivare la terra,
di proprietà indigena da sempre. La famiglia Benetton non si rende conto che il
comportamento tenuto fin d’ora non ci spaventa. Noi non abbiamo paura di nessuno”,
dice la signora Rosa sorridendo avvolta in uno scialle rosa che la ripara del
freddo milanese.
“ Adesso la situazione è davvero complicata." ci dice, "sarebbe bene che oltre
ai premi nobel per la pace come Esquivel, che si sono presi a cuore la situazione,
anche il presidente Kirchner pensasse un po' ai diritti del popolo Mapuche. Ma
anche ai diritti di tutte le popolazione indigene argentine. Addirittura il governatore
della nostra zona non si è preoccupato della nostra storia. Anzi ci ha fatto sapere
che questo è un problema personale che dovremmo risolvere con la famiglia Benetton.
Un problema che non lo riguarda essendo un problema fra privati.”
La lotta - “La nostra speranza è anche quella di poter tornare a lavorare onestamente nella
nostra terra, alla quale apparteniamo da secoli. Lavorandola dignitosamente. Vogliamo
solo lavorare e soprattutto vivere in pace.”
“ Io credo che questa sia una lotta che può servire a tutti i fratelli indigeni
che si trovano davanti a problemi di diritti non riconosciuti. Questa deve essere
una campagna di rafforzamento dei nostri diritti.” E continua il suo discorso:
“ Noi non abbiamo paura della famiglia

Benetton. Uno davanti all’altro siamo esattamente uguali: siamo due uomini che
appartengono alla terra. Se poi vogliamo parlare di potenza economica, è evidente
che la famiglia Benetton può fare paura. Ma solo perché hanno tanto denaro. Se
avessimo avuto paura di confrontarci con Benetton, non avremmo proseguito la nostra
lotta. L’unica cosa che deve fare è restituirci ciò che ci appartiene.”
“La cosa assurda e che la famiglia Benetton, tramite i suoi rappresentanti sembrava
voler restituire le terre ai Mapuche. Ma non tutte, solo una piccola parte. Come
se ci stesse regalando qualcosa. Ma come si fa a donare ciò che non si dovrebbe
possedere?".
La famiglia Benetton - In questi mesi la famiglia Benetton ha più volte sottolineato di aver ottenuto
la proprietà dei territori da una azienda inglese che la possedeva da decine di
anni. A questa erano stati donati dal governo argentino. Dunque l’iter è in contrasto
con la storia primordiale che vede i Mapuche proprietari dei territori.
Secondo il loro avvocato “In questo momento l’applicazione della legislazione
riguardante la popolazione indigena, nella regione centrale della Patagonia dove
vivono i Curinanco, è a un punto morto. Esiste una totale incompletezza dell’applicazione
della legge. Nonostante questo non sia un governo conservatore come quelli precedenti,
sotto questo punto di vista non è cambiato niente. I Mapuche sono sempre più discriminati.
Togliere loro la terra significa creare disoccupazione, fame, e inevitabilmente
disagio".