"Quello che ha fatto grandi gli Stati Uniti è la mescolanza di culture diverse".
Così scrive un lettore in un commento a un articolo di Robert Scheer, sostenendo
il provvedimento McCain-Kennedy, approvato dalla Commissione giustizia del Senato,
che intendeva regolarizzare 12 milioni di immigrati illegali (proposta già tramontata).
Immigrati bollati come "criminali" da altri blogger che appoggiano la più restrittiva
proposta di legge Sensenbrenner, già approvata alla camera dei Rappresentanti,
che renderebbe un reato la presenza clandestina negli States. Anche nei blog è
esploso il dibattito sulle recenti proposte di riforma delle leggi sull’immigrazione.

Coloro che avversano la riforma McCain-Kennedy tendono a indicare gli immigrati
come criminali. Un provvedimento di questo tipo sarebbe vissuto come un'amnistia
a tutti gli effetti. I politici "rendono più semplice la via per la legalità agli
immigrati illegali", dice il blogger Riehl World View. Redstate vede l'approvazione
della Commissione giustizia come un messaggio implicito per chi vuole emigrare:
"venite negli Stati Uniti in qualsiasi modo e alla fine diventerete immigrati
legali". The Right State sostiene che i Senatori avrebbero in qualche modo tradito
i propri elettori, non approfittando "dell'occasione per mettere un punto fermo
alla giustizia statunitense, invece di fare un regalo a chi infrange le leggi"
per entrare negli States. "E' sufficiente - continua il blogger - che gli immigrati
illegali manifestino sulla pubblica piazza perché i politici si abbassino a offrire
un'amnistia generale".
Lo scoramento, più che una ferma opposizione, traspare dai messaggi lasciati
sulla rete. Il blogger di Riehl World View, a causa di una sostanziale omogeneità
tra repubblicani e democratici, afferma: "probabilmente io e molti altri semplicemente
resteremo a casa" quando a novembre vi saranno le elezioni del congresso. Spesso
i lettori dei blog, siano essi a favore o contro le riforme della legge sull'immigrazione,
spostano l'attenzione sui datori di lavoro. Una lettrice di The Democratic Daily
afferma che "gli immigrati illegali sono per definizione criminali". E che quindi
"come criminali devono essere trattati anche coloro che li assumono" senza regolarizzarli.

Anche i lettori, come DownOnTheWorld, che si oppongono alla ferma chiusura dei
confini - proposta dalla legge Sensenbrenner - e che ritengono utile la presenza
dei migranti sul suolo statunitense scrivono: "sì, criminalizziamo chi dà lavoro
agli immigrati illegali". Ma si differenziano: "no, non criminalizziamo i clandestini.
Cambiamo e applichiamo le leggi sul lavoro e qualsiasi altra cosa si sistemerà
da sola". I commenti positivi alla McCain-Kennedy vertono su alcuni punti principali,
il primo dei quali è il
melting pot statunitense. "Come immigrata, voglio ricordare che l'America è stata creata
da immigrati", ricorda Mildred Pina in un commento a un lungo articolo di Robert
Scheer sulla questione. Sulla stessa linea Ron Martinez che, in modo più diretto,
afferma: "la nostra è una nazione di immigrati e la famiglia Bush non sarebbe
diventata ricca e non avrebbe avuto successo in politica se non fosse stato per
i 'non graditi' messicani e
latinos che hanno lavorato tutto il giorno nei loro campi petroliferi sotto il caldo
sole del Texas".
Ron Martinez continua sostenendo che la proposta McCain-Kennedy è "un'occasione
offerta agli immigrati illegali per uscire dall'ombra e fare un passo avanti per
diventare residenti legali perché Dio sa che se la sono guadagnata". Bryant, in
un commento nel blog Rox Populi, scrive che "senza gli immigrati clandestini l'economia
degli Usa crollerebbe". E' per questo che le politiche sono altalenanti, afferma
Robert Scheer nel suo articolo. Da un lato vi è la necessità di regolarizzare
una forza lavoro indispensabile, dall'altro vi è il desiderio di mantenere i
latinos fuori dal confine. "Non li vogliamo fare, ma non vogliamo nemmeno che possano
farli gli immigrati", commenta un lettore riferendosi a quei lavori che nessun
statunitense sarebbe disposto a fare. "Abbiamo l'audacia di lamentarci quando
quei lavoratori, grazie ai quali viviamo, vogliono venire qui per avere uno stipendio
quasi decente", scrive Tas per concludere il suo commento in Rox Populi.