11/04/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Criminali o indispensabili? I blog americani giudicano gli immigrati
scritto per noi da
Marco Pavan 
 
"Quello che ha fatto grandi gli Stati Uniti è la mescolanza di culture diverse". Così scrive un lettore in un commento a un articolo di Robert Scheer, sostenendo il provvedimento McCain-Kennedy, approvato dalla Commissione giustizia del Senato, che intendeva regolarizzare 12 milioni di immigrati illegali (proposta già tramontata). Immigrati bollati come "criminali" da altri blogger che appoggiano la più restrittiva proposta di legge Sensenbrenner, già approvata alla camera dei Rappresentanti, che renderebbe un reato la presenza clandestina negli States. Anche nei blog è esploso il dibattito sulle recenti proposte di riforma delle leggi sull’immigrazione.
 
Vignetta contro la legge McCain-KennedyColoro che avversano la riforma McCain-Kennedy tendono a indicare gli immigrati come criminali. Un provvedimento di questo tipo sarebbe vissuto come un'amnistia a tutti gli effetti. I politici "rendono più semplice la via per la legalità agli immigrati illegali", dice il blogger Riehl World View. Redstate vede l'approvazione della Commissione giustizia come un messaggio implicito per chi vuole emigrare: "venite negli Stati Uniti in qualsiasi modo e alla fine diventerete immigrati legali". The Right State sostiene che i Senatori avrebbero in qualche modo tradito i propri elettori, non approfittando "dell'occasione per mettere un punto fermo alla giustizia statunitense, invece di fare un regalo a chi infrange le leggi" per entrare negli States. "E' sufficiente - continua il blogger - che gli immigrati illegali manifestino sulla pubblica piazza perché i politici si abbassino a offrire un'amnistia generale".
 
Lo scoramento, più che una ferma opposizione, traspare dai messaggi lasciati sulla rete. Il blogger di Riehl World View, a causa di una sostanziale omogeneità tra repubblicani e democratici, afferma: "probabilmente io e molti altri semplicemente resteremo a casa" quando a novembre vi saranno le elezioni del congresso. Spesso i lettori dei blog, siano essi a favore o contro le riforme della legge sull'immigrazione, spostano l'attenzione sui datori di lavoro. Una lettrice di The Democratic Daily afferma che "gli immigrati illegali sono per definizione criminali". E che quindi "come criminali devono essere trattati anche coloro che li assumono" senza regolarizzarli.
 
Sensenbrenner 'odiato' dagli immigratiAnche i lettori, come DownOnTheWorld, che si oppongono alla ferma chiusura dei confini - proposta dalla legge Sensenbrenner - e che ritengono utile la presenza dei migranti sul suolo statunitense scrivono: "sì, criminalizziamo chi dà lavoro agli immigrati illegali". Ma si differenziano: "no, non criminalizziamo i clandestini. Cambiamo e applichiamo le leggi sul lavoro e qualsiasi altra cosa si sistemerà da sola". I commenti positivi alla McCain-Kennedy vertono su alcuni punti principali, il primo dei quali è il melting pot statunitense. "Come immigrata, voglio ricordare che l'America è stata creata da immigrati", ricorda Mildred Pina in un commento a un lungo articolo di Robert Scheer sulla questione. Sulla stessa linea Ron Martinez che, in modo più diretto, afferma: "la nostra è una nazione di immigrati e la famiglia Bush non sarebbe diventata ricca e non avrebbe avuto successo in politica se non fosse stato per i 'non graditi' messicani e latinos che hanno lavorato tutto il giorno nei loro campi petroliferi sotto il caldo sole del Texas".
 
Ron Martinez continua sostenendo che la proposta McCain-Kennedy è "un'occasione offerta agli immigrati illegali per uscire dall'ombra e fare un passo avanti per diventare residenti legali perché Dio sa che se la sono guadagnata". Bryant, in un commento nel blog Rox Populi, scrive che "senza gli immigrati clandestini l'economia degli Usa crollerebbe". E' per questo che le politiche sono altalenanti, afferma Robert Scheer nel suo articolo. Da un lato vi è la necessità di regolarizzare una forza lavoro indispensabile, dall'altro vi è il desiderio di mantenere i latinos fuori dal confine. "Non li vogliamo fare, ma non vogliamo nemmeno che possano farli gli immigrati", commenta un lettore riferendosi a quei lavori che nessun statunitense sarebbe disposto a fare. "Abbiamo l'audacia di lamentarci quando quei lavoratori, grazie ai quali viviamo, vogliono venire qui per avere uno stipendio quasi decente", scrive Tas per concludere il suo commento in Rox Populi.
Categoria: Migranti, Politica
Luogo: Stati Uniti