14/04/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Ha vinto Kadima, ma non è ancora chiaro con quale maggioranza governerà
scritto per noi da
Dan Rabà* 
 
Dopo il successo, dal punto di vista israeliano, del ritiro da Gaza e dello sgombero dei coloni degli insediamenti ebraici intorno a Gaza, la popolarità di Sharon, era molto cresciuta sia nel paese che all’estero. Lo stesso Sharon che prima era considerato un assassino da processare al Tribunale internazionale dell'Aja,  era giudicatto un coraggioso costruttore di Pace.
 
ehud olmertSharon allora provò a risolvere le questioni con l’opposizione interna al suo partito, il Likud. Si trovava a capo di 40 parlamentari, divisi però in due fazioni, chi contro e chi a favore del ritiro. I consiglieri politici di Sharon lo invitavano a  fondare un nuovo Partito e a dividersi dagli oppositori. L’operazione fu molto meditata e sofferta, Sharon aveva fondato il Likud, che era rimasto al potere quasi per trent’anni .
Una volta decisa la frattura, il nuovo partito si costituì con 14 parlamentari ex Likud, ai quali si aggiunsero personaggi di altri partiti. Alla fine furono 14 seggi in Parlamento (e 40 nei risultati dei sondaggi). Un partito di generali, direttori e amministratori, ma senza base, senza sezioni. Un partito virtuale. Sharon era uso lasciare i suoi piani vaghi, il suo magnetismo di condottiero e stratega aveva bisogno di questo tocco personale
e magico, la maggioranza dei suoi alleati e sostenitori erano pronti a dargli credito. Ma nessuno puo’ assicurare che Sharon preparasse la Pace, volesse un secondo ritiro, intendesse cooperare con Abu Mazen, già definito un “pulcino senza penne”. Mai Sharon avrebbe immaginato una così netta vittoria di Hamas tra i palestinesi. Con il suo ricovero in Ospedale si scopri che Olmert era il suo sostituto, e il pubblico non era pronto a questa “sostituzione”.  Olmert non è un guerriero, ama parlare, è un personaggio legato ad affari ed economia.
 
amir peretzLa stessa linea politica, forse, ma una gestione assai diversa. Kadima riceve 29 seggi, dopo l’aggiornamento finale, coi voti dei soldati e dei diplomatici. Partito maggioritario, ma che deve patteggiare con gli altri membri della coalizione da pari a pari. Un partito piu’ al centro del partito Likud della scorsa legislatura.
Il secondo partito è l’Avodà, un vecchio partito Socialista, che è stato al governo negli anni '50 e ’60, legato al sindacato. Partito in crisi da anni, che non trova un nuovo leader e una nuova ideologia. Shimon Peres e’ stato l’anima di questo partito, dalla sua fondazione a ieri. Personaggio colto e capace, non e’ riuscito a crescere una nuova generazione, o forse e’ piu’ corretto dire che ha soffocato ogni possibile figura emergente. Anche nelle ultime fasi, prima delle elezioni, a 83 anni, non e’ riuscito a farsi da parte e ha voluto candidarsi nuovamente alla direzione del Partito. E’ stato sconfitto ed è passato al Kadima. La sua scomparsa ha liberato il partito da una cappa paralizzante e Avodà si apre a nuove forze e speranze. Il nuovo segretario, Amir Peretz, viene da dieci anni di lotte sindacali e ha messo al centro del programma le condizioni dei lavoratori, degli anziani e delle classi deboli, ma raccolgie anche intellettuali , cantanti, professori. Il rinnovamento è appena iniziato e certamente non sarà lineare, ma da speranza a sinistra. Il partito ha 20 seggi, due meno che nella legislatura precedente, ma si devono calcolare tre ex ministri dell’Avodà che sono passati a Kadima.
 
liebermanAnche a destra c'è una redistribuzione di forze in piccoli partiti, Il partito principale, nell’area di governo, è Israel Beitenu (Israele, la nostra casa), un partito originariamente russo, nato per i problemi degli emigrati russi (sono un milione e mezzo su sette milioni di israeliani), ma soddisfa anche i bisogni della destra non religiosa che vuole un comportamento intransigente con gli arabi. Tradizionalmente gli emigrati russi sono
anticomunisti,  essendo fuggiti da un mondo ostile, quasi nessuno ha una identità religiosa ebraica a causa della situazione in Russia, dove per molto tempo non fu permesso il culto. Sono definizioni molto grossolane, anche perchèdopo il ritorno alle diverse nazionalità, gli emigranti tengono molto alla patria di provenienza: Georgiani, Lituani etc..etc..I rapporti con le nazioni di provenienza sono buoni, e sono molte le famiglie divise che si reincontrano periodicamente. Israel Beitenu ha ricevuto 12 seggi, e’ l’unica formazione che ha fatto propaganda in russo. Gli altri due partiti “russi” sono stati assorbiti in partiti nazionali. Il Likud è uno dei partiti che ha perso queste elezioni: oltre al crollo numerico, vi è confusione anche nella posizione ideologica. Aveva 40 parlamentari, 14 sono usciti con Kadima, ma alle elezioni hanno ricevuto solo 12 seggi.
Nel partito sono rimasti i ribelli, quelli che hanno appogiato l’opposizione allo sgombero, ma anche tra loro si sono differenziate le posizioni rispetto a Sharon, e rispetto al degrado del partito. Alcuni hanno tentato di entrare in partiti piu’ di destra. I dirigenti che sono rimasti nel Likud erano i capi di correnti molto diverse e la lotta per la primogenitura ha logorato i rapporti. Ora che la sconfitta è arrivata, la maggioranza accusa Netanyahu di essere un incapace. Partito di governo per 30 anni, ora rischia di cappeggiare l’opposizione.
 
Chi invece ha vinto le elezioni sono i pensionati. Tra le varie categorie, i pensionati sono nelle condizioni di vita più pesanti: pensioni basse, costi alti delle medicine. Questa volta, dopo vari tentativi (alle tre elezioni precedenti), è confluito sui pensionati il voto di protesta di molti giovani , che invece di astenersi hanno votato per loro (7 seggi). Le proposte a favore dei pensionati sono valide per tutti, cosicchè saranno sicuramente al governo. Il Partito Meretz ha avuto una flessione, dovuta per lo più al leggero spostamento a sinistra dell’Avodà. Da 6 parlamentari scendono a 5. Ci sono voci che vogliono unificare Meretz e Avodà, altre vogliono sostituire il segretario Beilin. In realta’ oggi la credibilita’ di un progetto di pace è molto bassa e Meretz  viene considerata la portatrice di una speranza infondata. Vi sono altri piccoli partiti religiosi e arabi, dove non ci sono differenze di rilievo. Israele si trova disillusa dal successo di Hamas alle elezioni, dobbiamo ancora vivere nella paura dell’attentato, si devono mantenere e irrigidire tutte le misure di sicurezza che spesso rendono la vita  un cupo carcere. Riecco il ritornello “non ci si può mai fidare degli arabi". Dopo l’attentato a Kdumim, dove un’autostoppista si è rivelato un terrorista suicida e ha portato nel suo paradiso 4 altre persone, si inaspriscono le misure antiterrorismo e alle frontiere si sparerà con più facilità. Hamas al potere, nessuna indulgenza. La Pace è più lontana.